Vannacci punta gli imprenditori, altra sfida alla Lega. E Romeo incalza Salvini

Il generale organizza cene con gli imprenditori, cerca risorse. Mentre i suoi votano con la maggioranza il decreto rimpatri bis. Il capogruppo del Carroccio: "Valorizziamo il nord, con Zaia e Fedriga"
Immagine di Vannacci punta gli imprenditori, altra sfida alla Lega. E Romeo incalza Salvini
Alcuni lo sostengono già con le erogazioni, qualcuno è stato eletto all’assemblea nazionale. Altri ancora il generale cercherà di conquistarli con le ricette di Antonio Maria Rinaldi, con la flat tax futurista, oppure a cena. Come quella che Roberto Vannacci ha in programma il due luglio a Treviso, in terra leghista e non sarà l’unica, spiegano i vannacciani. Che intanto ieri, dopo aver monopolizzato il dibattito in Aula, sfruttando il regolamento per incalzare il centrodestra su sicurezza e immigrazione, alla fine hanno votato sì, con la maggioranza, al dl rimpatri bis. Hanno rilanciato sulla remigrazione, ottenendo anche, dopo un battibecco con il sottosegretario (del Carroccio) Nicola Molteni – che deve ritrattare il no iniziale – il parere favorevole a uno dei loro ordini del giorno. Un segnale, forse, sebbene per la sporca dozzina di Fn (“ci accontentiamo”) quello del governo sia comunque un provvedimento ancora troppo morbido. Ma che, per una curiosa coincidenza, arriva nel giorno in cui i leader del campo largo accelerano sul programma annunciando un doppio appuntamento in piazza a luglio (8 e 15).
La sicurezza – i migranti – resta il core business di Vannacci e soci. Ma non solo di questo può vivere un partito: bisogna organizzare la struttura e il lavoro non manca, tanto che l’assemblea romana di domenica scorsa (secondo Rep.) pare sia finita con una mezza rissa tra delegati eletti e non. Soprattutto servono risorse, non bastano soltanto le quote del tesseramento, e sponde economiche che il generale sta cercando su e giù per l’Italia. La cena in Veneto (siamo in zona Bof e Valdegamberi), in programma a inizio luglio va in questa direzione. Ma sono movimenti iniziati da settimane. Per esempio da tempo vanno avanti i contatti con Stefano Ruvolo, presidente del movimento Patto Italia e di Confimprenditori – associazione che riunisce piccole e medie imprese – con cui il generale aveva avuto un incontro a Roma (altri ne sono seguiti) il 3 febbraio scorso. Patto Italia ha donato 18 mila euro, mentre in totale, tra cittadini e varie aziende, le erogazioni finora registrate – si tratta di contributi diretti o servizi al partito – hanno superato i 300 mila euro. Tra i più generos, Esycompany (40 mila) e la Compagnia petrolifera piemontese (30 mila). Un altro fronte è quello mediatico: contro la censura, ma ieri il generale è tornato su Rete4 da Bianca Berlinguer, i vannacciani avevano annunciato anche un tv di Futuro nazionale. Per il momento continua a mandare in loop gli interventi della assemblea costituente, ma da Fn fanno sapere che arriveranno i contenuti. Spiegano anche che si tratta di un canale “gentilmente offerto” dalla piattaforma Adnplay, un ibrido tra tv, radio e streaming, che fa capo ad Annibale Notaris, imprenditore calabrese. Anche da qui, nei ragionamenti vannacciani, passa la crescita di Fn. Intanto ha raggiunto nei sondaggi la Lega di Salvini, che continua a litigare sul passato e sul futuro. Lo fa anche animatamente come al direttivo lombardo di due giorni fa, mentre il consiglio federale che doveva tenersi oggi è invece slittato.
“Stiamo vivendo un momento di difficoltà e stiamo discutendo di come risolverlo”, ammette parlando con il Foglio Massimiliano Romeo. Il capogruppo a Palazzo Madama rilancia “Salvini al Viminale” e sull’eventualità di ritrovarsi Vannacci in coalizione si limita a dire: “Non è il momento di parlare di questo”. Il tema sono i problemi del Carroccio: “Come dico da tempo, di certo la soluzione non può essere inseguire qualcuno”. E quale? “Dobbiamo guardare dentro noi stessi, dentro la storia del nostro movimento”. Un ritorno alle origini, con Zaia e Fedriga in prima fila. “Tornare a valorizzare il nord è sicuramente la strada giusta, come ci chiedono gli elettori e il ceto produttivo. Senza per questo mettere in discussione gli amici del centro-sud”. La doppia Lega, il modello bavarese è una strada? “Non dobbiamo dividerci, ma avere un’organizzazione interna che preveda una valorizzazione di tutte le componenti”.
Ruggiero Montenegro