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Il doppio Crosetto: chiede Safe ma scrive a Giorgetti senza fondi aggiuntivi è "inutile" aderire
Il ministro chiede Safe ma spiega nella lettera a Giorgetti che è inutile aderire e che addirittura sarebbe dannoso perché si rivelerebbe solo un aggravio di burocrazia a carico del suo ministero. Il nodo dei progetti italiani da presentare per ottenere Safe

Il Safe lo vuole o no? I progetti per la Difesa li ha o no? Esistono due Crosetto: uno si batte per il Safe e un altro scrive a Giorgetti che è “inutile” aderire. E’ inutile, scrive il ministro nella sua ultima lettera, se il programma non genera risorse aggiuntive da spendere in Difesa. E’ inutile aderire, scrive Crosetto, se non genera risorse nette. Si ripete, nette, e sarebbe addirittura dannoso aderire a Safe perché causerebbe un disagio burocratico a carico del suo ministero. Il malessere di Crosetto è noto. Sta chiedendo a Meloni e Giorgetti di avere risposte sui fondi per la Difesa che può utilizzare e vuole risorse che però devono essere ulteriori al Safe. Il Foglio ha letto il messaggio che Crosetto ha inviato a Giorgetti. E’ una lettera allarmata, tanto che per Crosetto il Safe potrebbe risultare perfino insufficiente, “inutile”, avere effetti distorsivi.
E’ stato Crosetto a dichiarare in Parlamento, durante un Question Time, che è “assolutamente indispensabile” aderire al programma Safe. Si tratta di prestiti europei vantaggiosi, risorse da spendere per efficientare il comparto militare. Anche Giorgetti condivide lo strumento e l’ha detto più volte pubblicamente. E’ stato Crosetto a rivelare di aver inoltrato una lettera al ministero dell’Economia per chiedere risposte, ma quello che non è stato detto è che il Safe per Crosetto non basta, anzi. Crosetto, in visita in America, per un bilaterale con Pete Hegseth, ha spiegato di “essere un umile utilizzatore dei fondi che mi mette a disposizione il Parlamento e, prima ancora del Parlamento, quelli che mette il ministro dell’Economia”. Si è parlarlo in questi giorni delle possibili dimissioni di Crosetto, da lui smentite, e della necessità di Meloni di tenere insieme investimenti in Difesa e consenso. Crosetto ha inviato in questi mesi più lettere a Giorgetti, ma l’ultima ha un tono perentorio e il contenuto non è mai stato rivelato nella sua interezza Crosetto ricorda nel suo messaggio che l’obiettivo Nato del 3,5 per cento del Pil, entro il 2035, non è solo un proposito da contabili, ma una necessità operativa da parte di un alleato, l’Italia, un partner dell’alleanza che in questi anni ha investito poco e, per di più, aiutando una nazione come l’Ucraina. L’Italia, sulla Difesa, si è data un programma chiaro, precisa Crosetto, ma quel piano non trova ancora applicazione e copertura. Il riarmo, la Difesa europea, l’acquisto di tecnologia militare sono temi impopolari e adesso sono bersagli di Vannacci. Crosetto, nella lettera, si muove da ministro e da ministro della Difesa, vuole colmare quelle che indica come lacune ma non vuole farlo solo con il Safe. Le risorse aggiuntive sono il suo obiettivo, risorse che si possono ottenere tuttavia con una decisione che è squisitamente politica e in capo a Meloni: è lo scostamento di Bilancio, scostamento che approva il Parlamento con maggioranza assoluta. Perché? Per Crosetto aumentare le spese in Difesa dello 0,15 per cento del Pil nel 2026 e 2027 e dello 0,20 per cento nel 2028 è “poco”. La novità riguarda il ricorso al Safe, un ricorso che per il ministro della Difesa sarebbe “inutile”, anzi, un aggravio burocratico per i funzionari del suo ministero. Lo mette nero su bianco. I paesi europei che intendono accedere al Safe possono farlo presentendo progetti comuni, con altre nazioni, presentarne di propri, solo che per Crosetto si è creata confusione sullo strumento Safe con un racconto definito deviante. Il racconto sul Safe, ed è ancora il ministro ad avvisare, sta provocando attese nell’opinione pubblica e nel comparto industriale. E qui Crosetto spiazza: senza un effettivo incremento delle risorse è preferibile, scrive, evitare di aderivi. La domanda a questo punto è: esistono progetti pronti per ottenere Safe? Esistono o no? Crosetto, nella lettera, si rimette alla decisione di Giorgetti e Meloni ma con un tono duro. Dice che il target del 2 per cento di spese militari, raggiunto, è un target ottenuto senza aggiungere nulla, ma conteggiando altri ambiti. Meloni, che al G7 ha incontrato un Trump sconsolato: “Mi hai abbondato”, e lei: “Non è vero”, sta provando a raccontare l’importanza delle spese in Difesa. Crosetto va oltre. L’eventuale scelta di non assegnare ulteriori fondi in Difesa, avverte Crosetto, avrà conseguenze future, un costo che non potrà essere sanato, neppure nel medio periodo. Per farlo non basta Safe. La richiesta di Crosetto a Giorgetti è “Rinunciare”. Rinunciare al Safe se non costituisce una risorsa aggiuntiva da sommare alle risorse previste dalla legislazione vigente. Rinunciare: ed evitare burocrazia. La lettera di Crosetto e Giorgetti racconta una complessità, la vertigine delle decisioni ma racconta come la pensa Crosetto: soldi ulteriori o meglio nulla, inutile. Una cosa è certa. Non è una lettera di dimissioni ma la lettera di uno dei due Crosetto. Con rispetto, e la sua firma: Guido.
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Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio
