Salvini in trappola: la rinuncia del Viminale per paura. Vannacci eguaglia la Lega. Giorgetti: "Senza Zaia è finita"

Teme di perdere la segreteria e non vuole più il ministero dell'Interno. Cerca di spaccare l'asse Zaia e Fedriga ma invano e propone a Zaia la presidenza del Senato. Anche i deputati del sud ora guardano fuori. La cena a Milano: Giorgetti-Fedriga-Durigon
16 GIU 26
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Roma. Ora che può avere il Viminale si tiene la Lega che rischia di perdere. Se Salvini non chiede, con forza, a Meloni l’avvicendamento con Piantedosi, è perché ha paura di rinunciare alla segreteria. C’è una cena Giorgetti-Durigon-Salvini, decisiva, mentre in una di partito, venerdì, è stato Giorgetti a spiegare: “Ci serve Zaia altrimenti finisce tutto…”. Salvini sta proponendo a Fedriga il ruolo di vicesegretario, che aveva proposto a Zaia, e a Zaia di farlo un giorno presidente del Senato. E’ un tentativo per rompere l’asse dei governatori, ma a rompersi è Salvini. Si parla di altri tre deputati del sud pronti a lasciare e FN, nel sondaggio Swg, ora è pari alla Lega al 5,3 %. Il Federale di domani è sospeso. E’ Vannacci il vero Bruto di Salvini.
 Perché, nonostante le richieste di Giorgetti e Romeo, “Salvini deve tornare al Viminale, ora”, Salvini tace? Ha capito che è un’operazione per sfilargli il partito e non accetta. Ha paura di un eventuale rifiuto da parte di Meloni ma l’altra, la vera, è che scorge in questa richiesta la fine della sua segreteria. Zaia ha il suo prezzo, continua a chiedere poteri veri, e Fedriga fa sponda con Zaia. Nel disegno di Salvini, Zaia deve limitarsi a fare il Vannacci, portare voti da capolista alle politiche, e avere come ricompensa la promessa di una presidenza del Senato. Zaia risponde ancora “No”. A Milano è apparso ieri uno striscione all’Arena civica: “Grazie Matteo. Ma … Zaia segretario ora”. Oltre il nord, c’è il sud che sanguina. Una pattuglia di deputati, che risponde a Durigon, viene ora accerchiata dai vannacciani. Sono tentati dall’uscita anche perché non hanno ragione di restare in una Lega dove rischiano di essere dei paria. E’ un malessere che accomuna Giorgia Latini, Simona Loizzo e Giovanna Miele. La trattativa è ormai nelle mani di Giorgetti e Durigon ed entrambi cercano di convincere Salvini a cedere sovranità. A Salvini, il partito rimprovera Vannacci, mentre Salvini rimprovera a Giorgetti di non aiutarlo. Aveva chiesto 300 milioni di fondi per l’autostrasporto e il Mef ha risposto che il Mit era nelle condizioni di trovarli. Alla fine il Mit li ha trovati nelle maglie del Bilancio ma per Salvini è la prova che è solo. Gli stanno rimproverando quel Siri che sulla stampa attacca i governatori e gli rimproverano anche gli emuli di Siri. Il professore Lorenzo Gasperini, l’ideologo di Vannacci, non era altro che un leghista allevato e coccolato che alla fine ha lasciato il partito contro, diceva lui, “ la deriva Zaia-Molinari”. Alessia Morani, del Pd, ha riproposto un vecchio post del nuovo ideologo di Vannacci contro Maria Elena Boschi: “Finalmente cucciare piselli guadagnandone un riconoscimento istituzionale non sarà più un privilegio di ministri e sottosegretari”. In Lega c’è ormai l’aria della fine, del baratto e degli addii. E’ un addio già preparato da tempo, ma il partito sta salutando anche Matteo Pandini, il portavoce storico del capo che va in Enav. A Salvini preparano la stessa trappola che i russi hanno preparato a Napoleone: una Lega deserta come Mosca, ,ma sotto il sole, che gli ricorda il Papeete. E’ l’estate l’inverno di Salvini.
Carmelo Caruso