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Beppe Grillo attacca Todde e il campo largo: "Bloccano le rinnovabili"
Il fondatore del Movimento pubblica un articolo dell'ex parlamentare Marco Bella dal titolo "il campo largo sbaglia sulle rinnovabili. Soprattutto in Sardegna". Non è la prima volta che Grillo attacca Todde, ma in questa occasione ne approfitta anche per ricordare come nel campo largo ci sia "soprattutto Matteo Renzi". Un messaggio volto a spaccare la base 5 stelle che in gran parte detesta il leader di Iv

Beppe Grillo torna a puntare il dito contro Alessandra Todde e il campo largo. Sul suo blog pubblica oggi un lungo articolo a firma dell'ex deputato del M5s e chimico Marco Bella dal titolo "Il campo largo sbaglia sulle rinnovabili, soprattutto in Sardegna". Ma è il post con cui Grillo condivide il pezzo su Facebook a rivelare il tono dell'attacco, oltre a qualche dettaglio politicamente significativo. Scrive Grillo: "Il cosiddetto campo largo — Partito di Oz, Pd, Avs, e soprattutto Matteo Renzi, non scordiamolo — critica il governo sul nucleare ma poi blocca di fatto le rinnovabili, con il caso emblematico della Sardegna". Da notare soprattutto la sottolineatura su Renzi: Grillo non manca di ricordare che l'ex premier è parte integrante della coalizione, un dettaglio per cercare di mettere il dito nella piaga. Dentro la base pentastellata infatti l'ex premier e leader di Iv è ancora visto come il fumo negli occhi.
Nel mirino in ogni caso finisce direttamente la governatrice sarda. Nell'articolo pubblicato sul blog, Bella ricorda che il primo atto della nuova giunta regionale non è stato occuparsi di lavoro o salute, ma varare una moratoria di 18 mesi sulle rinnovabili, seguita da una legge che di fatto esclude il 99 per cento del territorio sardo dall'installazione di grandi impianti. Una scelta che viene liquidata come puro calcolo elettorale, a danno delle prospettive di sviluppo dell'isola.
Grillo riprende nel post i numeri dello studio del Politecnico di Milano citato da Bella: le rinnovabili in Sardegna entro il 2050 potrebbero portare ricchezza per nove miliardi di euro, oltre 140.000 unità di lavoro annue e 12.000 posti stabili solo per la gestione e manutenzione degli impianti. La conclusione è affidata a una battuta amara: "Se questa è l'alternativa al governo delle destre, povera Italia".
Non è la prima volta che Grillo attacca Todde su questo terreno. Già nell'ottobre 2024, con un post ironico intitolato "Chiudete i ventilatori che c'è vento", aveva preso di mira la moratoria sulle pale eoliche, invocando per paradosso il ritorno al carbone del Sulcis. Todde aveva replicato seccamente: "Grillo fa quello che sa fare meglio, il comico. Ma la Sardegna non la conosce". Lo scontro si inseriva nella guerra più ampia tra Grillo e Conte per il controllo del Movimento, con Todde apertamente schierata dalla parte dell'ex premier.
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A Roma da sempre, anzi dal 1992, a eccezione di una parentesi di due anni a Perugia per studiare giornalismo. Una laurea in Economia. Prima del Foglio, ha scritto per OmniRoma, Agenzia Nova e il Tempo. Tende ad appassionarsi a troppe cose rispetto al tempo che una vita concede
