Vannacci marcia su Roma (passando per la Sicilia) e aspetta Alemanno. Lo scouting di Ziello

Il generale s'allarga ancora, tesse relazioni da nord a sud. E prepara il ritorno nella capitale. "Pronti a dialogare con il centrodestra, ma alzano muri contro di noi". I futuristi intanto preparano un emendamento per le preferenze

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S’allargano e fanno scouting, preparano la marcia su Roma. “Ma quale marcia, sarà uno sbarco e saremo tantissimi”. Ah sì? “La prossima sarà una settimana esplosiva”, assicura il futurista Edoardo Ziello. Perché Roberto Vannacci, dopo il mini tour siciliano, tornerà nella capitale per un altro comizio, al Salone delle Fontane, in compagnia di Francesco Biava. Chi è? Un ex deputato e dirigente di An, già a capo della segreteria di Gianni Alemanno – che uscirà dal carcere tra meno di un mese – quando era ministro dell’Agricoltura. Con il Movimento indipendenza inoltre, che fa capo all’ex sindaco di Roma, i rapporti sono sempre più stretti, sono ormai una cosa sola: a Napoli le due realtà sono già confluite e l’intesa sarà celebrata domani con un evento. Il processo è gestito da Massimiliano Simoni, coordinatore nazione di Fn. Con Alemanno, con l’area che gli gira intorno, Vannacci vuole radicarsi a Roma, dove il 13 giugno è in programma anche l’Assemblea costituente dei vannacciani. In Parlamento invece prosegue l’altra partita: è nata la componente alla Camera (grazie a una lista No vax che si era presentata in Lombardia) e ogni mattina Matteo Salvini deve inventarsi qualcosa sulla sicurezza, sui migranti, sulle armi per coprirsi a destra. Teme altri smottamenti, tra i deputati scontenti del nord est e tra chi sarebbe indietro con le quote da pagare al Carroccio. “Ma i presunti morosi noi non li vogliamo”, dice Ziello, talent scout in servizio permanente. I futuristi lo dicevano anche di Ravetto. Nelle scorse ore sempre Ziello si è recato negli uffici del gruppo Misto per preannunciare che a giorni ci saranno nuovi ingressi tra i vannacciani. In arrivo anche da Fratelli d’Italia: da giorni si fanno i nomi di Naike Gruppioni e Alessia Ambrosi. E da Forza Italia. Preoccupati? “Ma va...queste sono le cose che inventate voi giornalisti”, sorride il capogruppo Enrico Costa. Ma altre fonti azzurre invece non escludono nulla: “Qualche sorvegliato speciale c’è”. Si tratterebbe di due ex leghisti, poi passati con Tajani: Attilio Pierro e Davide Bergamini. Anche la premier Giorgia Meloni, alle prese con il Safe e con le beghe con Crosetto ha cominciato a preoccuparsi. Oltre alla questione delle armi, alla concorrenza di questa destra ancor più dura della sua, c’è la legge elettorale su cui i vannacciani annunciano un’altra battaglia. Presenteranno un emendamento sulle preferenze e potrebbe essere un bel problema per la maggioranza. Un altro punterà alla raccolta delle firme digitali per i partiti che vogliono presentarsi alle elezioni.

Ieri intanto Vannacci, con i suoi, era in Sicilia, a Catania. Fino a domenica passerà anche da Palermo e Messina dove la destra ha perso le recenti amministrative contro il sindaco sponsorizzato da Cateno De Luca. Che ieri, a proposito del generale ha detto: “Nessuna preclusione”. Il leader di Futuro nazionale incassa ancora e s’allarga. Come è accaduto anche al Consiglio regionale lombardo, dove i suoi rappresentanti hanno creato una piccola componente e settimana prossima dovrebbero incontrare il presidente Attilio Fontana per capire se ci sono margini per entrare in maggioranza. Potrebbe essere un antipasto di quel che sarà, delle politiche del 2027. Per Giovanni Donzelli, colonnello meloniano, “l’argomento non è all’ordine del giorno”. Ma è una questione che interroga seriamente la maggioranza. E i “no” secchi di qualche settimana fa un po’ alla volta stanno diventando “forse”, “vediamo”. Vannacci intanto gongola, annuncia nuovi ingressi e nuove tessere – sarebbero già 70 mila. E ieri, attaccando FdI per il supporto a von der Leyen, ha ribadito: “Siamo pronti a dialogare con il centrodestra ma non possiamo negoziare le nostre linee rosse”. E ancora: “Per ora sono loro che erigono muri. Noi invece andiamo avanti per la nostra strada”. Marciando su Roma.