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Così Lega e FI mettono nel mirino i ministri "in bilico" Calderone e Schillaci
Non solo la mozione contro le spese militari: il Carroccio complica il dl Lavoro e Durigon ostacola (di nuovo) la ministra. La fronda FI contro la riforma dei medici di famiglia. E i forzisti sono pronti a cavalcare le proteste dei medici
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20 MAY 26

E’ un pressing doppio sui meloniani, quello di Lega e Forza Italia. Da un lato il Carroccio, non pago delle tensioni sulle spese militari e la mozione contro il 5 per cento del pil in Difesa, mette in difficoltà la ministra tecnica del Lavoro Marina Elvira Calderone, in quota FdI. Disseminando trappole sull’iter del dl Lavoro in discussione alla Camera, per volontà del sottosegretario Claudio Durigon, che male ha digerito alcune specifiche dell’intervento licenziato a fine aprile dal governo. Dall’altro, invece, c’è una Forza Italia sempre più critica nei confronti del ministro della Salute Orazio Schillaci. Scelto proprio da Meloni, nel 2022, per cercare di sottrarre uno strapotere in ambito sanitario agli alleati. E che nel frattempo, con la riforma dei medici di famiglia, si è attirato la contrarietà pure di Antonio Tajani. Tanto che i forzisti ora sono pronti a cavalcare gli scioperi indetti dalla categoria nelle prossime settimane.
Nel post attentato di Modena, le mire della Lega si sono concentrate soprattutto su nuove regole, più restrittive, sulla cittadinanza. Qualcosa che fa rima con Viminale. Mentre il partito deve pure fare i conti con un’altra uscita in direzione Vannacci: quella della deputata Laura Ravetto, come avevamo scritto sul Foglio. Ma più in sordina i leghisti si sono mossi con decisione per lanciare un messaggio nei confronti di un altro ministero: quello del Lavoro, occupato da Marina Elvira Calderone. Qui ci eravamo già occupati delle tensioni fra la ministra e il sottosegretario Claudio Durigon, vicesegretario della Lega. Soprattutto sul tentativo di “rompere il monopolio di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria nella contrattazione”, come ebbe a dire il sottosegretario leghista. Ebbene, quelle tensioni sono riemerse anche nelle ultime ore perché Durigon ha chiesto ai suoi di presentare un emendamento al decreto Lavoro in discussione alla Camera, con cui si vuole introdurre la retroattività degli aumenti salariali per i rinnovi contrattuali sottoscritti in ritardo. Un’ipotesi di cui si era già parlato nella scrittura del decreto. E che però era stata accantonata in quanto non particolarmente ben vista da Confindustria. La scelta di riproporla, insomma, non è stata apprezzata da Calderone. Oggi comunque si saprà se l’emendamento è considerato ammissibile o meno.
Come detto, però, il pressing degli alleati di Meloni si concentra anche verso un altro ministro considerato “in bilico” o quanto meno non così saldo: il titolare della Salute Orazio Schillaci, scelto in quota tecnici da FdI e che però negli ultimi tempi ha visto raffreddarsi i rapporti con la stessa premier Meloni. Adesso su di lui c’è soprattutto la lente d’ingrandimento di Forza Italia, sempre più scettica nei confronti della riforma dei medici di famiglia che “rischia di renderli anonimi burocrati chiusi nelle Case di comunità”, come da denuncia del vicepremier Antonio Tajani. Una contrarietà così netta che i forzisti, nelle ultime settimane, hanno continuato a incontrare i medici di medicina generale. Hanno presentato un loro piano strategico in parte in contrasto con quello di Schillaci. E di qui alle prossime settimane sono pronti a “cavalcare” gli scioperi già indetti dalla categoria contro la riforma Schillaci. A partire dalla mobilitazione organizzata a Roma dal Sindacato medici italiani il 28 maggio. Ma anche la “escalation di proteste” minacciata dalla Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg). Per non dire di alcune regioni come il Molise, governato dal forzista Francesco Roberti, che si scagliano contro il ministro sul commissariamento della sanità regionale. Altro che opposizione: qui i primi a opporsi alla squadra di governo sono nel governo stesso.
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.