Sulla famiglia nel bosco l'Anm litiga con la Lega e attacca Nordio

Botta e risposta tra magistrati e Carroccio sull'ispezione di Via Arenula presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila. Parte una lettera "urgente" al Csm per occuparsi del caso, mentre gli ispettori si difendono: "Accertamenti rispettosi delle norme"

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19 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 09:14 AM
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Foto ANSA

Lo scontro tra magistrati e politica si riaccende sul caso della famiglia nel bosco. La prima ad aprire le danze ieri è stata la giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati, che ha espresso "preoccupazione per le modalità con cui sta proseguendo l'ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell'Aquila". Lo scorso marzo, infatti, il Guardasigilli Carlo Nordio ha mandato quattro ispettori presso il Tribunale aquilano, a seguito dell'ordinanza con cui i giudici avevano disposto l'allontanamento della madre Catherine Birmingham dalla casa famiglia in cui erano ospitati i suoi figli. Il loro compito è quello di verificare la regolarità formale dell’operato dei magistrati, focalizzandosi proprio sull’allontanamento della madre. Tuttavia, prosegue il comunicato dell'Anm, "si tratta di profili che meritano attenta verifica nelle sedi competenti, ma che impongono già ora di ribadire un principio: l'indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini e non può essere esposta a forme, anche solo potenziali, di interferenza". Motivo per cui la giunta ha auspicato "un tempestivo chiarimento da parte del Consiglio superiore della magistratura già investito della questione". Poco dopo il comunicato dell'Anm, anche la presidente del Tribunale dell'Aquila, Nicoletta Orlandi, ha scritto una lettera "urgente" al Csm chiedendo se la tipologia di ispezione, da parte dei tecnici del ministero della Giustizia, sia legittima oppure eccessivamente invasiva, se non addirittura dannosa ai fini dell'autonomia e dell'indipendenza dei giudici.
All'interno della polemica si è inserita anche la Lega. " 'Preoccupati per il 'lavoro' dei loro colleghi magistrati, non per la salute di quei tre bambini strappati da mesi all'amore di mamma e papa'. Vergognatevi", ha commentato il Carrroccio su X. Del resto, la vicinanza tra il partito di Matteo Salvini e la famiglia Birmingham –Trevallion è cosa nota. Oltre alla pioggia di dichiarazioni in loro difesa, nelle scorse settimane il leader leghista infatti si è recato personalmente a Palmoli per incontrare i due genitori, dopo aver dedicato al padre un post speciale per la festa del Papà. La coppia ha inoltre scelto come loro nuovo avvocato Simone Pillon, cofondatore del Family day, ex senatore e volto di punta del Carroccio, il quale oggi pomeriggio rilascerà una breve dichiarazione presso la nuova abitazione dei Trevallion, messa a disposizione dal Comune di Palmoli. 
Rimane quindi la bagarre giuridica, in cui anche il ministero della Giustizia ha preso posizione. "Tutti gli accertamenti finora svolti sono stati rispettosi della sopra descritta normativa che, peraltro, non richiede 'l'osservanza di particolari formalità nella conduzione dell'inchiesta amministrativa' ", ha scritto l'ispettorato generale di Via Arenula con espresso riferimento "all'art.12 della legge n.1311 del 1962", sottolineando che "tutta l'attività svolta in occasione dell'accesso in loco e le successive richieste di atti sono strettamente connesse, nonché necessarie, ad acquisire le informazioni volte al miglior adempimento dell'incarico ricevuto dal ministro".