Salvini va a Palmoli per incontrare la famiglia nel bosco: "Mi metto a disposizione. Il loro caso è una violenza istituzionale"

Il vicepremier e leader della Lega nel piccolo comune abruzzese per incontrare Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. "Portare via i bimbi alla famiglia è l'ultima delle opzioni. Invito tutti a mettersi la mano sulla coscienza", ha detto

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27 APR 26
Ultimo aggiornamento: 05:17 PM
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Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini si è recato a Palmoli (in provincia Chieti) per incontrare nel pomeriggio Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori di quella che è ormai nota come la "famiglia nel bosco". Il colloquio con i genitori – che si è tenuto nel municipio di Palmoli – si è concluso dopo circa un’ora, e Salvini ha garantito continuerà a seguire la vicenda con grande attenzione, confermando la disponibilità, ove necessario e utile, di tornare sul posto.
"Vengo per ascoltare le deposizioni di una famiglia che non merita altre settimane di sofferenza. È una violenza istituzionale che da genitore veramente mi fa rabbrividire", ha detto Salvini a 'Ore 14' su Rai2, in collegamento dal in comune e ricevuto dal sindaco. "Ascolto e mi metto a disposizione, nulla di più – ha precisato –. Cinque mesi sono già troppi. Mesi di lontananza, di separazione di bambini dalla mamma e dal papà. Non occorre essere psichiatri o psicologi per capire che questi bimbi sicuramente stavano meglio insieme con i loro genitori, con i loro giochi". Il vicepremier ha poi proseguito: "Non capisco veramente come dopo mesi di fallimenti questo sistema – tribunale dei minori, assistenti sociali – non capisca che stanno facendo il male per i bambini. Portare via i bimbi alla famiglia è l'ultima delle opzioni – ha proseguito – La politica non può arrivare ovunque, perché qua c'è una questione giudiziaria in corso però invito tutti a mettersi la mano sulla coscienza".
Salvini ha poi sottolineato che questa famiglia ha un modello educativo diverso da quello usuale. "Questo è un reato? No. C'è violenza, droga, abuso? No. Quindi? Non vengono tolti i bambini che stasera vivono nella cacca, con i genitori che rubano, se va bene, e quindi?", ha detto il vicepremier, che ha visitato il casolare della coppia. "Ci sono i pannelli solari, il bosco, il fiume, le piante, l'asino. È stato chiesto loro di sistemare casa, fatto. La questione sanitaria, c'è il pediatra, le vaccinazioni, fatto. Sistemate le questioni educative, c'è l'insegnante pronta. Non capisco cosa si debba aspettare!" ha detto ancora Salvini. "Io sono sicuro che tutti hanno agito in buona fede, sicuramente non c'è stata malafede da parte di nessuno, probabilmente qualcuno ha sbagliato valutazione – ha proseguito, riferendosi alla decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila di sospendere la potestà genitoriale della coppia sui tre figli –. La domanda da farsi è: dopo cinque mesi i bimbi stanno meglio o stanno peggio? Non serve una perizia psichiatrica. Sono due genitori equilibrati, parlano inglese, italiano, tedesco, spagnolo e giapponese, hanno vissuto esperienze lavorative in tutto il mondo, hanno scelto l'Italia per crescere i loro figli in serenità e l'Italia risponde così? Io mi vergogno!", ha affermato. 
Secondo Salvini, "ogni giorno in più di lontananza dei bimbi da mamma e papà è un giorno perso, un giorno di sofferenza gratuita, inutile". Del resto, "i bambini avevano più socialità qui, senza televisione, telefonino e social network, che la metà dei bambini che vivono in centro a Roma e a Milano. Qui i bambini mangiano cose buone – ha detto tenendo in mano le uova fresche appena ricevute in dono dai genitori del bosco –. Sono più avanti culturalmente di tanti loro coetanei che magari sanno fare 7 per 8, ma non distinguono un animale da una pianta. E poi qui non siamo nel bosco", ha affermato girandosi intorno e rivolgendo lo sguardo verso il paese, poco distante. Gli ha fatto eco il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli: "Questa del bosco è una trovata giornalistica. Siamo a venti minuti da San Salvo e a trenta da Vasto".
Il ministro dei Trasporti aveva promesso che sarebbe andato a trovarli lo scorso marzo, sottolineando in un video come "uno stato che porta via i bambini a mamma e papà non è lo stato in cui voglio crescere i miei figli". Più volte il vicepremier ha criticato la decisione dei giudici di allontanare i tre minori dai genitori, trasferendoli prima in una casa famiglia insieme alla madre e poi separandoli anche da lei. Anche in quel caso aveva parlato di "violenza istituzionale raccapricciante". In occasione della festa del Papà ha addirittura pubblicato sui suoi social la foto di Nathan Trevallion, dedicandogli un augurio particolare: "Un pensiero particolare a chi, da mesi, lotta per poter stare con i propri bambini e a tutti i papà separati che soffrono ma, per amore dei loro figli, non si arrendono", ha scritto. Oggi l'attivismo di Salvini si arricchisce di un nuovo capitolo.