Il caso Modena divide il governo: Salvini insegue Vannacci, Meloni e Tajani prendono le distanze

Il numero uno del Carroccio rilancia la proposta di legge per revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati, ma il leader azzurro lo spegne subito: "Selim el Koudri era italiano". Nuove tensioni nell'esecutivo

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18 MAY 26
Ultimo aggiornamento: 11:22 AM
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La tragedia di Modena ha scoperto di nuovo le differenze sul tema della sicurezza tra i leader del governo. Da un lato c'è Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega, con la sua miccia: "Bisogna revocare il permesso di soggiorno ed espellere chi delinque". Dall'altra la postura ben più pacata dei suoi alleati, la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il quale – atteso oggi a Modena – ha ricordato al leghista che Selim el Koudri, autore del drammatico tentativo di strage volontaria, "non aveva un permesso di soggiorno", in quanto "cittadino italiano, nato, cresciuto e laureato in Italia".

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Salvini è andato per conto suo. "Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare? Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare l'attentato di Modena. Vediamo se tivù e stampa di sinistra censureranno anche queste parole d'amore. Avanti con la proposta di legge della Lega per revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati". Proposta su cui "stiamo lavorando da un anno e mezzo, al di là di quello che emergerà da Modena", ha precisato Salvini, che proprio ieri ha dato mandato a un gruppo di giuristi di rifinire le proposte sulla sicurezza "presentate nei giorni scorsi dalle europarlamentari del suo partito, a partire dalla revoca del permesso di soggiorno agli stranieri che commettono reati, con immediata espulsione", si legge in una nota del Carroccio. Qualche ora prima, da Macerata, Salvini era intervenuto sostenendo che "l'integrazione per molte seconde generazioni è un fallimento, tra baby gang, maranza e criminali come questo che non hanno alcuna giustificazione. In attesa di ulteriori sviluppi – aveva detto ancora – non si trovino giustificazioni come problemi psichiatrici o il fatto che non trovasse lavoro. Se chi ha problemi personali si mette a falciare passanti innocenti diventa il caos".
L'opposizione ha puntato il dito contro la strumentalizzazione di un caso di cronaca per fare propaganda, mentre gli alleati di governo tentato di gettare acqua sul fuoco. Tajani ha proposto di concedere la medaglia al valor civile a Luca Signorelli – l'uomo che ha contribuito a bloccare l'aggressore di Modena – e a "tutti coloro che si sono resi protagonisti" di un "gesto esemplare a tutela della cittadinanza" intervenendo per fermare El Koudri. E dopo aver commentato l'ipotesi avanzata da Salvini (sottolineando che il protagonista dell'evento non aveva nessun permesso di soggiorno in quanto italiano) ha comunque precisato che "chi non è cittadino italiano e delinque, deve essere espulso. Questo è chiaro". 
Ancora più istituzionale è stata la premier Meloni, che insieme al presidente della Repubblica Mattarella, è giunta ieri a Modena per incontrare le persone ferite. "Ciò che rende eroica una persona normale è l'istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio", ha detto Meloni per ringraziare Signorelli, incassando anche i complimenti del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, del Pd: "È stata una visita personale molto affettuosa ai professionisti e alle professioniste sanitarie che sono intervenute, ai familiari e anche a uno dei feriti che è stato possibile incontrare. Sono tutti molto scossi, ma tutti hanno apprezzato questo segnale delle istituzioni".
La comunicazione aggressiva di Salvini ha fatto il paio con quella di Futuro Nazionale. "Chi porta violenza, disprezzo delle regole e rifiuto dell'integrazione deve essere rimpatriato", ha commentato il partito del fù leghista Roberto Vannacci, parlando di "attacchi tipici degli islamici" per rilanciare la sua battaglia per la remigrazione. Dal centrodestra c'è chi si è accorto dei toni analoghi di Lega e Vannacci, e ha commentato così: "La qualità del dibattito, che è quella tipica che segue a episodi del genere, è sintomatica del modo superficiale che in questo paese da decenni si usa per affrontare il tema irrisolto della mancata inclusione. Nel caso di specie pare si tratti di un cittadino italiano, appartiene alla seconda generazione", ha ribadito  Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di FI, lanciando un messaggio preciso al leader del Carroccio: "La tentazione alla quale il centrodestra non deve cedere, nemmeno la parte più a destra, è di fare un passo indietro per 'coprirsi a destra', per timore di Vannacci. Così non si rafforza la coalizione". Una coalizione fiaccata già, come scriviamo qui, da numerose tensioni su spese militari, suicidio assistito e trattative sulla legge elettorale. E da oggi anche su Modena.