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Bagnai (Lega): "Il Pnrr è un esperimento fallito. Dovevamo fare debito nazionale"
Il deputato e responsabile Economia della Lega a Radio 24: "Il piano è fallito non solo per gli ingenti costi finanziari, che erano stati nascosti e che noi abbiamo sempre denunciato e che ora si stanno palesando, ma soprattutto perché quando c'è debito comune bisogna usare i soldi come dice chi te li presta. E la Ue ci ha imposto cose ideologiche". E poi: "Ora via il Patto di stabilità"
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28 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:39 AM

Il deputato leghista Alberto Bagnai
"Il Pnrr è stato un primo esperimento, secondo noi fallito, di debito comune. Fallito non solo per gli ingenti costi finanziari, che erano stati nascosti e che noi abbiamo sempre denunciato e che ora si stanno palesando, ma fallito soprattutto perché quando c'è debito comune bisogna usare i soldi come dice chi te li presta". Così ha detto il deputato e responsabile economico della Lega Alberto Bagnai durante un confronto con il segretario del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin su Radio 24. Alla domanda su come abbiamo utilizzato i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il leghista ha detto che "li abbiamo spesi come ce l'ha chiesto l'Europa e quindi facendo piste ciclabili anziché investendo nel nucleare". Perché, spiega Bagnai, "l'orientamento del Pnrr era quello ideologico, green, fatto di mobilità sostenibile, di idrogeno, di tutte queste belle cose che suonavano bene, ma che erano estremamente poco efficienti. Noi abbiamo sempre sostenuto che finché i tassi erano bassi avremmo dovuto procedere con debito nazionale e andare dietro le priorità del nostro paese che sono priorità di carattere infrastrutturale ed energetico".
Bagnai sfrutta l'intervista radiofonica anche per rilanciare la principale attuale battaglia della Lega, ostacolata da FI e FdI: l'uscita unilaterale dal Patto di stabilità Ue: "La deroga al Patto di stabilità è una necessità dettata dai fatti. I dati storici ci dicono che il Patto non ha funzionato: non solo non ha evitato la crisi dei debiti sovrani, ma ha anche compresso la produttività europea, che prima del 1997 viaggiava al doppio di quella statunitense, mentre dall'adozione del Patto è cresciuta della metà rispetto a quella degli Stati Uniti. Chiaramente le politiche procicliche imposte dal Patto hanno compresso gli investimenti pubblici e privati e quindi la produttività", ha detto il leghista. Poi ha aggiunto: "Derogare a un meccanismo che ha frenato lo sviluppo è un atto di buon senso. Gli scostamenti di bilancio, se mirati e tempestivi, non sono una minaccia per i conti pubblici ma uno strumento per stabilizzare l'economia e prevenire gli effetti distorsivi dell'inflazione sul potere d'acquisto. Un governo che ha ampiamente dimostrato senso di responsabilità non ha motivo di temere il giudizio dei mercati".
Per quanto riguarda le accise, infine, Bagnai sostiene che "il taglio va prorogato e molto dipenderà anche da quello che verso metà del prossimo mese riusciremo a capire di quanto si prolungherà la situazione nello Stretto di Hormuz. Occorrerà forse arrivare alla fine del mese di maggio prima di poter capire che scenario si palesa, con un costo maggiore di 500 milioni di euro”.