Roma. E’ stata l'Istat! Anche il deficit è al contrario come Vannacci. Un mezzo successo, aver raggiunto il 3,1 per cento, passa per un fallimento e i conti quasi in ordine come una calza da buttare. Meloni ha detto no a Trump, ma Giorgetti quanti no potrà dire a Meloni? Sta per tornare l’assedio alla Ragioneria di stato, si ha sfiducia nell’Istat che trasmette i dati Eurostat ma che per Giorgetti non “avrebbe tenuto conto” del denaro recuperato dalle frodi del Superbonus. Dice Giorgetti in Cdm: “Allacciate le cinture”, “vi presento i dati, e aggiungo, sono ottimisti” e Meloni gli risponde riferendosi all’Europa intera: “Dai, dillo che semo tutti morti”, e poi, con una battuta formidabile, che fa sorridere i presenti: “A Giancà, un po’ di ottimismo, se fossi uomo … mi …”. Meloni ha bisogno di fare debito. Alla Camera, il ministro Pichetto spiega che servirebbe una manovra come quella di Draghi, di “almeno quaranta miliardi. E’ tutto collegato: il decreto sicurezza, il Tesoro e si arriva fino al Colle. Lunedì sera, alla Camera, si attendono i pareri della Ragioneria sull’emendamento che riguarda gli avvocati, ma i pareri non arrivano. A Chigi sono impegnati a trovare una soluzione con il Quirinale. Oggi è previsto un altro Cdm per sopprimere il decreto fallato con un altro che Mattarella vuole leggere, e con attenzione. In pochi se ne sono accorti, ma l’emendamento sugli avvocati, già a marzo era stato accantonato perché aveva ricevuto parere negativo del Tesoro. Ancora la Ragioneria. Sta cambiando l’ordine delle priorità. Giorgetti separa il mondo dal 28 febbraio in poi, la guerra in Iran, e lascia intendere che è pronto a fare quello che va fatto, perché abbiamo feriti da “tutte le parti e non possiamo dare le aspririne”. La Ragioneria bollinerà queste iniezioni? E l’Istat che termometro userà? Attenti, il governo Meloni si fonda sul sodalizio fra Meloni e Giorgetti ma cosa accade se questo sodalizio inizia a incrinarsi? L’ironia di Meloni contro Giorgetti, il pessimista, anticipa quello che sarà. (Caruso seguenell’inserto IV)
Si chiederà alla Ragioneria di Stato, governata da Daria Perrotta, il cigno di stato, di assecondare delle decisioni importanti. Debito. Giorgetti si è paragonato a un “medico in un ospedale da campo” e ha parlato genericamente di “altri”, non meglio precisate figure che gioiscono per questo obiettivo mancato, per un pugno di euro. In “altri” non si dice ma si indica l’Istat, una struttura, un’altra ancora, che, per FdI non ama particolarmente il governo. I dati sul deficit Istat li trasmette a Eurostat, ma a Palazzo Chigi, e Giorgetti lo ha detto in Cdm, si domandano: il denaro recuperato dalle irregolarità sul superbonus sono stati calcolati o no? Si parla di pochi decimali che, sia chiaro, avrebbero fatto scendere, e di poco, ma è una domanda carica di presagi. L’altra l’ha rivolta Giorgetti alla sua maggioranza: in un momento così difficile scegliamo di impiegare risorse per aumentare la spesa in difesa o per sterilizzare la crisi energetica? Giorgetti, da sportivo, dichiara in conferenza stampa che il calcio di rigore è quando “arbitro fischia” ma anticipa che “sullo scostamento ci muoveremo da soli”. In Europa pende ancora la richiesta italiana, inascoltata, di modificare gli Ets. Le parole di Giorgetti in chiaro sono: “Io non ho chiesto la deroga al Patto di stabilità, ma ho chiesto di essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni. In Europa la pensano in modo diverso. Ne prendo atto. Per ora”. Il ministro Pichetto, che rimpiange ancora quelle due ore da ministro per la Funzione Pubblica, il piccolo errore del Quirinale è sereno sulle scorte energetiche (“i nostri stoccaggi sono pieni al 90 per cento”) ma teme Hormuz. Dice Pichetto: “E’ chiaro che adesso bisogna spendere e se l’Europa era disposta a farci spendere in Difesa, non capisco perché non ci permetta di farlo sull’energia”. Il gas russo? “Costa quanto quello americano, saranno russi ma non sono fessi”. Meloni ha scelto i suoi nuovi sottosegretari: Alberto Balboni alla Giustizia, Mara Bizzotto al Mimit, Massimo Dell’Utri agli Esteri e Giampiero Cannella alla Cultura (ci sono ancora sul web i suoi post contro gli artisti; è un buon inizio…) ma cosa se ne fa di teste senza cassa? Giorgetti, alla domanda se fosse ancora pronto a difendere la struttura del Mef, ha risposto: “E’ cosa ho fatto in tre anni e mezzo?”. Per la maggioranza è la prova che Giorgetti ha tutelato la Ragioniera, la migliore possibile, ma “troppo sola”, con un ufficio “che non le è amico”, una “struttura autoimmune”. E’ quanto accade all’ Istat che per Meloni, lo scrive in un. tweet, sottostima il Pil effettivo per poi rivederlo al rialzo. Questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e gli italiani”. Lo è ormai anche il bis decreto sicurezza. Il nuovo, che sana i rilievi, si è reso necessario perché al Senato non c’erano i tempi per rifare un passaggio. A pesare è il ponte del 25 aprile e nessuno è disposto a tornare a Roma. Si stanno liberano anche dal peso dello stare insieme. In Commissione Affari costituzionali, Igor Iezzi, leghista, voce di Salvini ha dichiarato che la “legge elettorale non è una priorità”. Sono già in debito, ma di ossigeno.