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La legge sul fine vita è l'ennesima frattura nel governo. FdI contro Marina
La figlia di Berlusconi punta tutto sul fine vita per rilanciare il partito. Tutti in Forza Italia ci credono. Tutti la vogliono. FdI frena. Zanettin (FI): "E' vero. Il testo è fermo, il governo non procede"
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23 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:09 PM

Marina Berlusconi. Foto Ansa
Per Marina Berlusconi, è la pietra angolare. Per Giorgia Meloni, la pietra dello scandalo. La legge sul fine vita, oggi, è il punto. Il verbo su cui la figlia del Cav. scommette. Da cui vorrà avviare se non la discesa in campo perlomeno l’ascesa del dirittismo. Tutti in Forza Italia ci credono. Tutti la vogliono. E su questo tema, MB non deroga.
E dunque la vogliono tutti. A cominciare dal senatore Pierantonio Zanettin. Il relatore del testo che però – piccolo dettaglio – dicono giaccia in stato abbandonico. Se infatti la Lega non s’oppone, se Salvini per ora tace – a prevalere è piuttosto la linea Zaia – Fratelli d’Italia l’ha un po’ in orrore. La legge – dicono in FI – è ferma dal luglio scorso nella commissioni Giustizia e Affari sociali al Senato. Ed è l’ennesima lesione nella maggioranza: un’altra Giorgia’s Vision forse inconciliabile con l’Agenda Marina. Ne chiediamo conto al senatore Zanettin. “Non è un mistero – dice il relatore di FI – che ci siano sensibilità diverse. C’è chi dice che il Servizio sanitario nazionale non debba far niente, chi dice che debba fare molto, e chi poco. Di certo c’è che oggi la legge è ferma perché il governo la tiene ferma”. E perché la tiene ferma? “Forse perché, come ha detto lei, ci sono sensibilità distanti? Se inconciliabili o meno, io non lo direi. Fatto sta che sia il ministero della Salute sia quello delle Finanze, a oggi, non si sono mossi”. E il suo correlatore, il senatore meloniano Ignazio Zullo? “Ne discutiamo”. L’oggetto della discussione, soprattutto, riguarda il ruolo del Servizio sanitario nazionale. Ssn che, dice Zanettin, “per alcuni non dovrebbe mai intervenire sul suicidio assistito e per altri sì”.
A sentire il correlatore di FdI, il senatore Ignazio Zullo, “il ruolo del Ssn è anzitutto legato a un’ampia legislazione orientata alla salute e alla vita”. E’ qui il contendere. “Anche la Corte costituzionale – dice Zullo – afferma il principio per cui l’esigenza di lasciarsi morire non debba essere condizionata ma sempre libera”. Libera da? “Anche dalla mancanza di cure palliative che a loro volta sono un’offerta e non un obbligo”... Offerta, obbligo, ovvero nodi su cui si giocava a suo tempo la mediazione per addivenire a un testo condiviso. Per quanto poi Forza Italia – per opportunità politica – avesse sottoscritto l’esclusione del Ssn dai costi sanitari, farmaceutici e della strumentazione essenziale al suicidio. Ma ecco. Ora che il partito è in fase di ricollocamento – in fase di rebranding direbbero in Fininvest dove l’ad Pellegrino fa già i suoi casting per le elezioni – ecco che il fuoco s’è riacceso. E la vampa, adesso, è proprio quel testo dimenticato.
A riaccendere FI, oggi, è la legge trascurata dal governo. Anche – si dice – per le resistenze di Alfredo Mantovano. Il sottosegretario e katechon di Giorgia Meloni.
“Io non ritengo – ci dice Ignazio Zullo – che la legge sia in stato di abbandono”. In Forza Italia dicono di sì. “Io non lo penso. La verità è che stiamo semplicemente aspettando i pareri tecnici della quinta commissione”. La commissione Bilancio. “Esatto. Aspettiamo dei pareri. E’ il regolare iter del Parlamento”. Non è il Vade retro di Mantovano, quindi? “Non direi”. Non è la discesa in campo di Marina? “Non ho sensazioni di questo tipo. E’ il percorso legislativo di un testo che s’incammina sui binari del diritto alla vita e della non punibilità di chi aiuti un uomo a suicidarsi”. Per voi è la zona grigia dove allo stato tocca astenersi il più possibile. Per gli altri è “una legislazione arlecchino – così dice Zanettin – con disparità sul territorio nel trattamento dei cittadini”. “E’ una ‘zona grigia’, come dice lei, che va però chiarita il più possibile. Sia per affermare il diritto alla vita del malato, sia per tutelare dal procedimento penale chi lo aiuti nel suicidio”.
E’ la legge di Marina o la legge di Giorgia? Di certo sembra – ma non è – la legge sul fine vita del governo. Il suicidio assistito del centrodestra.