Meloni: "Sul decreto sicurezza arriverà un provvedimento correttivo, ma la norma rimpatri è di buon senso"

Dal salone del Mobile la presidente del Consiglio difende l'emendamento di FdI sul compenso per gli avvocati che favoriscono i rimpatri, ma apre alle modifiche richieste dal Colle. E sull'ad di Terna in uscita Di Foggia: "Scelga tra buonuscita e presidenza di Eni"

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21 APR 26
Ultimo aggiornamento: 05:54 PM

Prime Minister Giorgia Meloni meets the press on the opening day of the Salone del Mobile, Milan, April 21, 2026.ANSA / MATTEO BAZZI

“Sul decreto sicurezza, che non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo i rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma che rimane perché è una norma di assoluto buon senso”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a margine del suo arrivo al Salone del Mobile a Milano. La presidente del Consiglio dunque apre a delle modifiche, ma difende l’emendamento che prevede il pagamento di circa 600 euro per gli avvocati che, in via stragiudiziale, ottengono il rimpatrio volontario di un migrante. “Francamente - aggiunge - mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni. Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione e non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. Anche l’Europa ci chiede di intensificare questo strumento”. 
Per Meloni è stata anche l’occasione per intervenire sulla vicenda dell’ad in uscita da Terna Giuseppina Di Foggia. “La Di Foggia debba scegliere fra la presidenza di Eni e la buono uscita da Terna”, ha detto. 
Meloni ha infine confermato di non avere “recentemente” sentito il presidente Usa Donal Trump e su un’eventuale missione europea nel canale di Hormuz senza le Nazioni unite ha detto: “Siamo stati tra i primi a proporre una copertura Onu su un’eventuale missione a Hormuz. Non è stato possibile per il vero di Russia e Cina, vedremo nelle prossime settimane se quel veto potrà  essere superato. Se così non fosse, a condizioni date che abbiamo già chiarito - dalla cessazione delle ostilità all’amplissima adesione internazionale fino alla postura della esclusivamente difensiva della missione -  io penso che l’Italia potrebbe comunque esserci, ma deve essere il Parlamento a esprimersi su questo”.