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I dubbi del Quirinale sul decreto Sicurezza. Mantovano da Mattarella
La possibilità di un premio economico per chi segue pratiche di rimpatri mette a rischio la firma del presidente. La maggioranza cerca soluzioni ma il tempo stringe: la scadenza per la conversione è il 25 aprile
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20 APR 26
Ultimo aggiornamento: 04:47 PM

Resta alta l’attenzione del Quirinale sulla norma del decreto Sicurezza che prevede un incentivo di 615 euro per gli avvocati che seguono pratiche di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti decidano di rientrare nei paesi d’origine. Probabilmente è anche per questo che nel pomeriggio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è stato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La misura è sotto osservazione da giorni e ha sollevato critiche da parte delle opposizioni, oltre ai rilievi di alcuni costituzionalisti. Il presidente Mattarella, viene sottolineato, “parla per atti” e deciderà solo al momento dell’esame finale del provvedimento. Gli uffici legislativi del Colle hanno preso atto del fatto che la stessa maggioranza si sia resa conto che il provvedimento vada corretto, ma secondo quanto filtra il presidente starebbe aspettando che dal Parlamento arrivi una soluzione all'impasse.
Sul tavolo restano tre opzioni: la firma, il rinvio alle Camere o la promulgazione accompagnata da una lettera di osservazioni.
Secondo quanto emerge, la soluzione ipotizzata dal capogruppo di Forza Italia alla Camera, Enrico Costa, che prevede un ordine del giorno sul tema, difficilmente sarà considerata sufficiente dal Colle. La maggioranza sta valutando in queste ore le alternative, ma il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 25 aprile, pena la decadenza. Perciò è escluso un nuovo passaggio in Senato.