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Marina Berlusconi scrive a Dagospia contro il Fatto Quotidiano: "Disprezzano le donne"
L'imprenditrice accusa il quotidiano di body shaming: "Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un'altra ragion d'essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell'ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante"
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15 APR 26
Ultimo aggiornamento: 04:28 PM

Foto ANSA
C'è Berlusconi, c'è Marco Travaglio e c'è Dagospia. Messi in fila così questi tre nomi rispolverano i ricordi di almeno un decennio fa, invece è tutto attualissimo. "Dietro le tante fantasie che Pino Corrias scrive su di me – i miei testi attribuiti a Ciao Darwin, un presunto 'dialogue coach' per la mia voce, la solita fantomatica idea di una mia discesa in campo – si nascondono i peggiori tratti di un disprezzo per il genere femminile che, se vogliamo restare in campo evoluzionistico, definirei 'cavernicolo'. Per non parlare di una spiccata attitudine a quello che i suoi colleghi progressisti chiamerebbero 'body shaming'". Sono parole di Marina Berlusconi, che con una lettera al sito di Roberto D'Agostino si toglie alcuni sassolini dalle scarpe nei confronti del Fatto Quotidiano e in particolare di un retroscena firmata da Pino Corrias secondo cui la figlia del Cav. starebbe prendendo le misure per un ipotetico ingresso in politica.
"Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà", attacca Berlusconi: "Condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente 'patriarcali' – sempre per citare i progressisti, quelli veri – deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza. Tutto questo premesso, devo dire che gli attacchi del Fatto Quotidiano per me sono medaglie al valore, che mi appunto con grande soddisfazione sulla giacca – prosegue –. Certo, spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio e nonostante un talento giornalistico davvero spiccato, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un'altra ragion d'essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell'ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante", conclude la numero uno di Fininvest.