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"Prima il programma e poi le primarie. Solo in questo caso noi ci saremo", dice Conte
Il leader del M5s lega la permanenza del suo partito all'interno del campo largo a un iter preciso che preveda alla fine le primarie per la scelta del leader. Esclude invece il metodo utilizzato dalla coalizione di centrodestra - chi prende un voto in più guida l'alleanza - che spianerebbe la strada alla segretaria del Pd Elly Schlein
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13 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:54 PM

(S-D) Elly Schlein e Giuseppe Conte durante la festa nazionale di Alleanza Verdi Sinistra dal titolo ‘Terra', Roma 3 settembre 2025. ANSA/FABIO FRUSTACI
"Prima il programma e poi le primarie aperte anche ai non iscritti ai partiti. Solo in questa prospettiva noi ci saremo". A dirlo è il leader del M5s Giuseppe Conte nel corso della presentazione del suo libro "Una nuova primavera", che sembra legare la permanenza del suo partito all'interno del campo largo allo svolgimento delle primarie di coalizione, di fatto l'unico strumento che permetterebbe all'ex premier di essere lui alla guida della coalizione.
"Io sono stato l'ultimo a dire 'facciamo le primarie' - continua Conte - ho parlato di primarie non per questioni tattiche, ma perché ho visto questa grande partecipazione durante il referendum". D'altra parte, il criterio secondo cui il partito che prende un voto in più esprime il premier è per Conte "un automatismo che funziona a destra dove c'è una consuetudine di alleanza, per quanto siano divisi. Nel campo progressista non c'è questa consuetudine, il M5S non ha mai parlato di alleanza organica". In questo quadro, una eventuale vittoria alle primarie della segretaria del Pd Elly Schlein non sarebbe un problema: "Se non le vince un rappresentante del M5s non è che si dice 'allora non valgono più', assicurando che in quel caso i pentastellati sarebbero comunque dentro la coalizione.