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Silvia Salis apre: "Candidata anti-Meloni? Se lo chiedono lo prenderei in considerazione"
La sindaca di Genova ribadisce il suo no a una corsa alle primarie ma aggiunge: "Di fronte a una richiesta unificante non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia". Il ritratto-intervista di Bloomberg
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10 APR 26
Ultimo aggiornamento: 03:50 PM

ANSA/LUCA ZENNARO
"Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione. Quest'attenzione nazionale mi lusinga". Lo dice Silvia Salis in un'intervista ritratto di Bloomberg, che alla sindaca di Genova dedica un lungo servizio descrivendola come "il volto nuovo italiano e possibile candidata anti Giorgia Meloni". La sindaca ha più volte affermato di voler continuare a occuparsi della sua città, rispondendo con un fermo no a chi finora le chiedeva di un'eventuale disponibilità a rappresentare la coalizione di centrosinistra. Oggi, per la prima volta, qualcosa sembra essere cambiato.
"Sono una candidata progressista – sottolinea Salis nell'intervista – che crede fermamente che sviluppo economico e giustizia sociale possano coesistere. Questo governo di destra non è stato in grado di realizzare né l'uno né l'altro, rendendo infelici sia i pochi che i molti. Il che, di per sé, è già un grande risultato".
Salis è dunque pronta per il grande salto?, chiede Bloomberg. E la sindaca risponde così: "È chiaro che non posso sfuggire a questa attenzione nazionale, non posso eludere le domande. È una cosa interessante, mi lusinga" ha detto, ribadendo però il suo no a una corsa alle primarie. Ma se le venisse chiesto direttamente di candidarsi? Insiste Bloomberg: "Di fronte a una richiesta unificante non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia".
"La sconfitta referendaria subita dalla premier Giorgia Meloni il mese scorso – osserva in apertura d'articolo Bloomberg – sta galvanizzando l'opposizione italiana", riconoscendo in Salis la potenziale competitor dell'attuale premier alle prossime elezioni. Come scrive l'agenzia americana, il profilo di Salis si inserisce in un quadro politico in movimento dopo la battuta d’arresto della premier al referendum, che ha riacceso le ambizioni di un’opposizione ancora frammentata ma in cerca di una figura capace di unificarla. Sindaca di Genova e outsider della politica nazionale, Salis viene descritta come una figura emergente, senza appartenenze di partito ma radicata nell’area progressista, che punta a costruire una credibilità nazionale contrapponendosi alla linea identitaria e alla “guerra culturale” della leader di Fratelli d’Italia.
Il servizio sottolinea come la sua affermazione alle comunali del 2025, ottenuta unificando le forze di opposizione, e il risultato del referendum nella sua città – con un netto successo del “No” superiore alla media nazionale – abbiano contribuito a rafforzarne il profilo politico, mentre per la prima volta Meloni appare sulla difensiva dopo anni di consolidamento del potere.
Secondo Bloomberg, tuttavia, il quadro resta incerto: le elezioni sono previste entro il prossimo anno, ma non esiste ancora un candidato condiviso e il campo progressista resta diviso tra più leadership, da Giuseppe Conte a Elly Schlein. In questo contesto, l’ascesa di una figura esterna ai partiti tradizionali non rappresenterebbe un’anomalia nella politica italiana recente.