Meloni: "Nessun rimpasto e no dimissioni". Schlein e Conte: "Vi manderemo a casa"

Referendum, futuro del governo, crisi internazionale, rischi per l'economia. La presidente del Consiglio in Parlamento per un'informativa urgente sul suo ultimo anno di governo attacca le opposizioni: "Vi sfido". Le replica della segretaria dem: "La sfida l'ha già persa, con la Costituzione". Al Senato Meloni controreplica: "Conto su dibattito qui, a Montecitorio ho ricevuto solo insulti e nessuna proposta"

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9 APR 26
Ultimo aggiornamento: 01:22 PM

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’informativa alla Camera. Roma, 9 aprile 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI // Italy's Prime Minister, Giorgia Meloni (C) in the Parliament, Rome April 9, 2026.ANSA/MASSIMO PERCOSSI

E' la prima volta che Giorgia Meloni torna a parlare in pubblico di politica interna dopo la sconfitta al referendum e le dimissioni di Daniela Santanchè e Andrea Delmastro (non presente in Aula, c'è invece il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, anche lui al centro delle polemiche per la vicenda Claudia Conte). La presidente del Consiglio davanti alle Camere parla del suo ultimo anno di governo. Dopo la discussione alla Camera, dove la premier ha ascoltato gli interventi in replica di Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni, quando a inizio pomeriggio è al Senato, per ripetere anche qui l'intervento, si sfoga così: "Conto molto su di voi in questo dibattito perché alla Camera ho ascoltato molti improperi, molti insulti, molta demagogia, quasi nessuna proposta reale in una delle fasi delicate che l'Italia sta affrontando. Salvo due, quella dei congedi parentali dove non si dice dove si prendono le risorse che è un tema che ci interessa, salvo che siamo stati noi ad ampliare i congedi in questi anni" e "salvo quando ci si propone di reperire soldi dalle banche e dalle società energetiche che è pure qualcosa che abbiamo fatto noi e non la sinistra"

La sconfitta al referendum e la promessa: "Non si torna al voto"

E proprio dalla batosta referendaria parte. "Rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, certo rimane il rammarico di aver perso un’occasione, a nostro avviso, storica di modernizzare l’Italia". E per questo, dice la premier: "Auspico che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato, come probabilmente qualcuno si augura. Perché i problemi sul tappeto rimangono, e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose, efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione". Meloni passa dunque subito a parlare di quel che accadrà adesso per, dice, "sgomberare il campo da troppe fantasiose ricostruzioni". Una in particolare. "Si continua a parlare di dimissioni imminenti del governo, di rimpasti, di fase 2, 3 o quattro del governo. Di ripartenza. Alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, ad altri partiti, ad altri presidenti del Consiglio. Un mondo distante anni luce da noi, nel quale non intendiamo far ripiombare l’Italia", dice prima di sottolineare: "Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto. Quanto alle dimissioni, colleghi, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico" per via delle "divisione delle forze di opposizione" che definiscono "questo governo un 'pericolo per l’Umanità' ma non ne invoca le dimissioni" - (al Senato Meloni ha poi detto "Scopro dal dibattito alla Camera che c'è invece anche chi le invoca, anche su questo le opposizioni non sono unite") -, ma, aggiunge la premier "ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non faremo ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile". Per questo Meloni garantisce che: "Sarà nelle urne e non nel palazzo che si farà un altro governo".

La sfida alle opposizioni. "Sapete costruire un'alternativa?"

Sulle dimissioni di Delmastro e Santanchè la premier è decisamente più sbrigativa - "Non sono state scelte semplici né indolori, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della nazione a quello di partito". Meloni infatti preferisce passare subito al contrattacco. E, rivolta alle opposizioni, dice: "Vi sfido sulla politica, sulla vera politica. Vi sfido a un dibattito nel merito". E cita quindi la crisi internazionale, l’approvvigionamento energetico, l'Europa l’economia da mettere al riparo come i campi di questa sfida. "Lo scenario che abbiamo di fronte non consente più a nessuno di cavarsela dicendo che è tutta colpa della Meloni. Al governo spetta l'onere di governare, ma all’opposizione spetterebbe anche di dimostrare di essere in grado di rappresentare un’alternativa di governo ", conclude.

Meloni cita Schlein: "Testardamente unitaria" nel rapporto con gli Usa. Poi elenca ciò che Trump sbaglia

E la polemica con le opposizioni riguarda in particolare le ambiguità in politica internazionale che le opposizioni attribuiscono alla premier, in particolare nel suo rapporto con il presidente americano Donald Trump. Su questo Meloni tira fuori un notevole colpo di teatro. "C'è chi mi accusa di subalternità", mi dice di scegliere "tra Trump e l'Europa", dice. "Ma io continuo a credere nella necessità di lavorare per garantire l’unità dell’Occidente, prendendo a prestito una frase cara all’onorevole Schlein, che noi siamo 'testardamente unitari'. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo". Meloni ha comunque riconosciuto che "ovviamente, per stare insieme, bisogna volerlo in due e  bisogna dire con chiarezza anche quando non si è d’accordo". Da qui si è lanciata in un lungo elenco di tutte le volte in cui il governo italiano si è allontanato dalle decisioni della casa Bianca: "Lo abbiamo fatto con i dazi, per difendere l’onore dei nostri soldati in Afghanistan, che erano stati definiti 'inutili' in modo inaccettabile. Sulla Groenlandia, partecipando a ogni documento europeo di difesa dell'integrità del suo territorio e della sovranità del suo popolo, e sull’Ucraina di fronte alle proposte di negoziato che non consideravamo sostenibili. E, da ultimo - ha aggiunto ancora la premier - lo abbiamo fatto con la guerra in Iran, un’operazione militare che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato emerso in tutta la sua concretezza con la vicenda di Sigonella". Ma la premier guarda anche allo scenario peggiore: "Se invece la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza, dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. Non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita". 

Salari, sanità e piano Casa

La polemica con le opposizioni va avanti anche sull'economia. "Da giorni la segretaria del principale partito di opposizione Elly Schlein ripete in tv che da quando governa il centrodestra è aumentata la precarietà. Ma questa è, banalmente, una menzogna verificabile". Mentre a Conte riserva, senza citarlo, un'altra frecciatina su Superbonus e reddito di cittadinanza: "Come vedete non ho annunciato misure roboanti tipo 'daremo a tutti uno stipendio senza lavorare' o 'potrete ristrutturare la vostra villa a spese dello Stato'. In vista delle elezioni non faremo misure puramente demagogiche, che devastavano i conti pubblici, nel tentativo disperato di raccogliere consenso facile, scaricando sui giovani il costo di bonus e privilegi". E però qualcosa Giorgia Meloni su quello che farà in quest'ultimo anno, "compatibilmente con il quadro della finanza pubblica", lo dice. Rivendica i successi in Europa sull'immigrazione, le visite nei paesi arabi, in Tunisia, e quella prossima in Azerbaijan per garantire l'approvvigionamento energetico, il decreto bollette per alleggerire i costi del caro energia a imprese e famiglie, la battaglia in Europa sull'Ets sulla quale si dice "fiduciosa". Annuncia che al Consiglio dei ministri del primo maggio sarà varato il primo tassello del piano Casa. "Un piano robusto, imponente, strutturale. Che ha come obiettivo quello di rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100 mila case nei prossimi 10 anni", dice. E promette anche che "continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese".
Ma ci sono anche le cose che non vanno. A partire da sicurezza e sanità. "Quanto alla sicurezza, so che forse molti italiani si aspettavano di più da questo Governo, nonostante l’impegno su questo fronte abbia rappresentato una priorità costante del nostro operato", dice. Poi, dopo aver sciorinato comunque quelli che ritiene risultati importanti aggiunge: "Eppure, personalmente non sono soddisfatta dei risultati sulla sicurezza. Perché la sicurezza è il primo dovere dello Stato, e noi dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia nella vita quotidiana dei cittadini e nella loro percezione di sicurezza".
Mentre sulla sanità il problema restano le liste d'attesa. "E' evidente che, per molti italiani, i tempi restano troppo lunghi, l’accesso troppo difficile, le differenze territoriali ancora troppo marcate. E questo non è accettabile". Ma Meloni promette interventi anche qui. "L’ultimo anno di questa legislatura - dice - non sarà un tempo di attesa. Sarà un tempo di lavoro, di scelte, di risultati. Non un tempo per costruire consenso facile, ma un tempo per rafforzare una direzione solida.

La replica di Elly Schlein: "Presidente lei ci sfida, ma ha già perso. Ha vinto la Costituzione"

Negli interventi in replica hanno parlato anche i leader delle opposizioni. La prima è stata la segretaria del Pd Elly Schlein. "La sua incoerenza, presidente Meloni, è sotto gli occhi di tutti gli italiani. Che occasione storica ha sprecato di cambiare questo paese: avevate qui i numeri per cambiare tutto e non avete fatto nulla per cambiare in meglio la vita degli italiani", ha ha detto, rivolgendosi alla premier. "Si vede che avete molta voglia di tornare all'opposizione: non vi preoccupate, vi accontenteremo, - ha proseguito la segretaria dem -, toccherà a noi costruire l’alternativa con gli alleati e tra le persone ed attuare fino in fondo la Costituzione che avete provato a stravolgere". Commentando le parole di Meloni, Schlein ha detto che "il suo è stato un discorso di autoconvincimento. Lei ci sfida, ma le do una notizia, l'avete già persa quella sfida perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne", riferendosi alla vittoria del No al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
La segretaria del Pd ha parlato di tanti temi nel suo intervento: dai centri in Albania, alla sanità pubblica passando per il costo del carburante: "Quei pochi centesimi di sconto che avete dato, se la tregua non diventa pace, se li mangeranno gli aumenti dei carburanti di questi giorni. Chi volete prendere in giro?". Infine ha attaccato il governo sulle scelte di politica internazionale e in particolare sul conflitto tra Usa, Israele e Iran: "Lei dovrebbe guidare la difesa del diritto internazionale. Ma non riuscite a dire a Trump e Netanyahu che devono fermarsi”.

La replica di Conte: "La sua subalternità a Trump è ignobile"

Giuseppe Conte invece inizia il suo intervento partendo dal rapporto tra la premier e il presidente americano. “La sua subalternità a Donald Trump è ignobile, lei sta contribuendo a distruggere il diritto internazionale. Presidente Meloni lei racconta una realtà mitologica. Credo che la sveglia referendaria non abbia suonato a Palazzo Chigi”, ha continuato Conte riferendosi alla vittoria del No alle urne due settimane fa. “Siete arrivati qui, al quarto anno di governo, con i ‘diremo e i faremo, lei ha un grande futuro alle spalle. Lei continua a dire 'ma io ci metto la faccia', cosa lodevole, ma se non ci metti anche competenza e capacità l'Italia si trova, come adesso, in braghe di tela”. “La manderemo a casa - ha attaccato l’ex premier - con gli italiani che non ne possono più delle sue menzogne. Lei, oggi, ci ha sfidato più volte, la faccia tosta non le manca. Se ci vuole sfidare, da qui ha avuto tante proposte costruttive che sono state respinte: non ho mai abbracciato la ricetta ‘mille urla, zero soluzioni' che lei ha abbracciato durante il Covid".

Renzi: “La presidente dice che ci ha messo la faccia? Sì, quella di Delmastro, Santanché e Bartolozzi"

"A sentire il suo intervento oggi, uno si immaginerebbe che il suo governo gode di consenso, invece la verità è che c'è stato un 'no' grosso come una casa che cambia la storia politica di questa legislatura”. A dirlo è il presidente di Italia Viva Matteo Renzi nel corso della discussione sull'informativa della premier Giorgia Meloni nell'aula del Senato. "Io ho apprezzato la sua frase ‘il Sì conferma, il no riaccende’” - continua – l'ho trovata meravigliosa per i baci perugina, ma per la politica no. Il No (al referendum, ndr) rimbomba per i prossimi 15 mesi, tutti i giorni”. L’ex premier insiste poi sulle conseguenze della sconfitta al referendum sulla giustizia: “La presidente dice che ci ha messo la faccia? Sì, quella di Delmastro, Santanché e Bartolozzi. Il dato di fatto è che non ci ha messo la faccia lei, l'ha fatta mettere agli altri”. Infine guarda alle prossime elezioni politiche del 2027, ricordando come la vittoria di Meloni e la coalizione di centrodestra nel 2022 è arrivata solo per la divisione della sinistra. “Lei ha capito questo punto – dice il senatore – e oggi ha menato sulle opposizioni, perché si rende conto che se le opposizioni stanno insieme lei va a casa e quello è un No che spegne. Avete una possibilità per restare in piedi, quella di far dividere l'opposizione. Perché se l'opposizione sta unita, il 'no' che rimbomba è un no che da qui al 2027 vi porterà a fare le valigie. Il governo Vinavil ha una data di scadenza molto chiara, tra poco tocca a noi"”. 

Calenda: “L’occidente è davanti all’ora più buia. Trump è contro l'Europa, prendiamone atto”

"Abbiamo di fronte l’ora più buia che l’Europa e l’Occidente abbiano affrontato. La nostra disponibilità a dialogare è totale per senso di responsabilità, ma da voi serve un cambio di marcia", ha detto il senatore e presidente di Azione Carlo Calenda nel corso della discussione sull'informativa della premier Giorgia Meloni nell'aula del Senato. "Abbiamo un presidente Usa che ha minacciato di cancellare la civiltà facendo capire che avrebbe usato l’atomica - continua - e cambiando la linea di politica estera americana dal dopoguerra in poi”. Aggiugendo che il problema di cui discutere non è la formazione o meno del campo largo, secondo lui non ancora pronto a governare il paese, ma che "Trump ha scelto di non stare con la civiltà europea, con noi e con l’occidente. Ha scelto di stare con Netanyahu. Questa è la situazione, non è una scelta nostra, lo ha scelto lui, prendiamone atto". È un intervento per stemperare i toni del dibattito, quello del senatore, convinto che gli sforzi del governo debbano concentrarsi sulla politica estera in questa fase. "Vorrei che fosse chiara la straordinarietà della situazione che rischia di spazzarci via tutti – continua. Vuole le proposte, quante ne vuole? Il dl Bollette è buono, ma non basta. Non è possibile che le società pubbliche - Enel e Terna - facciano più utili di Hermes e nessuno dica niente, lo stesso concessioni idroelettriche. Sarà una lobby fortissima, ma dobbiamo toccarla perché è un’emergenza. Sulla difesa dobbiamo fare la nostra parte: a nessuno piace investire nella porta corazzata, ma c’è un momento in cui bisogna farlo se intorno ci sono i ladri".