Il M5s scambia un elicottero per un F-15. La fake news su Sigonella

Dopo lo stop di Crosetto al bombardiere americano, i parlamentari del Movimento 5 stelle rilanciano la notizia di caccia americani atterrati nella base aerea in provincia di Catania. Ma secondo quanto risulta i velivoli sono elicotteri. La ricostruzione

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31 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 06:31 PM
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Foto Ansa

Movimento 5 sensazionalismi. Nel giorno in cui il Corriere riporta la notizia dello stop del ministro della Difesa Guido Crosetto all'utilizzo da parte degli Stati Uniti della base italiana di Sigonella per aerei americani coinvolti nella guerra in Iran, il Movimento 5 stelle vuole comunque far parlare di sé. Dopo una sequela di dichiarazioni a favore della scelta italiana (ci mancherebbe), i parlamentari contiani, non soddisfatti, hanno rilanciato l'interpellanza urgente presentata lo scorso venerdì alla Camera, che denunciava l'atterraggio nella base aerea in provincia di Catania di alcuni "cacciabombardieri F-15 americani" il 19 marzo. Nonostante siano già stati smentiti dall'Aeronautica militare, oggi hanno ribadito la loro linea: peccato però che i velivoli atterrati giorni fa non erano caccia, quanto piuttosto semplici elicotteri.
Andiamo con ordine. Venerdì scorso, in occasione delle consuete "interpellanze urgenti" a palazzo Montecitorio i parlamentari del Movimento 5 stelle che siedono in commissione Difesa hanno presentato un'interpellanza, appunto, al ministro della Difesa in merito alla base di Sigonella. All'epoca non solo non era noto dello stop del nostro paese agli Stati Uniti, ma probabilmente non si era reso nemmeno necessario.
Nel testo, firmato da Scerra, Lomuti, Perantoni, Pellegrini, Alifano, Quartini, si legge: "Oggi si è qui a segnalare che giovedì 19 marzo 2026, sempre nella base di Sigonella, sono transitati cacciabombardieri F-15 Strike Eagle dell'U.S. Air force (codici di chiamata GSTDR43 e GR43) questa volta non in configurazione trasferimento ('ferry') o addestramento ('training'), ma proprio in assetto 'tattico', ovvero da combattimento con armi e bombe montate. I tracciati radar registrati non risultano significativi perché si fermano a pochi chilometri dalla base, segno che evidentemente i velivoli hanno spento i transponder radar dopo il decollo". 
Per i firmatari dell'interpellanza questo atto rappresentava un "coinvolgimento diretto" del nostro paese nella guerra in Iran. E a supporto delle loro tesi i parlamentari hanno portato il caso di un velivolo atterrato effettivamente a Sigonella lo scorso 19 marzo, allegandone i codici di chiamata (call sign). Questa sequenza alfanumerica serve per identificare stazioni radio, aerei, navi o operatori durante le comunicazioni. Ed è qui che è probabilmente gli onorevoli si sono confusi: digitando il codice su internet o su un qualsiasi motore software di radar di velivoli (come Avi Nav radar, ad esempio) comparirà il percorso di un oggetto volante che, nello stesso software, viene identificato come "Tactical Code - Various F-15 Aircraft".
Screenshot del sito utilizzato dal Movimento 5 stelle per identificare i presunti cacciabombardieri
Screenshot del sito utilizzato dal Movimento 5 stelle per identificare i presunti cacciabombardieri
Il nome è generico e non identifica per forza un cacciambombardiere F-15: questi tipi di siti internet sono imprecisi e le informazioni sugli aerei spesso limitate. Ma non solo: a volte sono gli stessi utenti a dare i nomi ai velivoli. E secondo quanto risulta quel call sign specifico è associato a un elicottero, e non a un caccia come invece denunciano – forse per aver approfondito poco la questione – i parlamentari del Movimento 5 stelle.
Attraverso un sito di ricerca di traffico aereo militare, che raccoglie diversi dati sui voli militari, è possibile effettuare una ricerca anche tramite il "Mode-S", un segnale radar secondario utilizzato nel controllo del traffico aereo per identificare e tracciare i velivoli in modo selettivo. Attraverso la ricerca del codice del "Mode-S" di quel specifico volo utilizzato dai parlamentari è possibile verificare che la ricerca dà come risultato "USN | HSC-28[KNGU]", un codice operatore che identifica la "Helicopter Sea Combat Squadron (HSC) 28", uno squadrone di elicotteri della United States Navy, cioè la marina militare degli Stati Uniti.
D'altronde la smentita è arrivata anche lo scorso venerdì, dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, proprio rispondendo all'interpellanza in questione: "Fornisco quanto testualmente riferito dall'Aeronautica militare: il 19 marzo sulla base di Sigonella non è transitato alcun aeromobile F-15 Strike Eagle dell'United States Air Force, né risulta attività di volo di tali velivoli nello spazio aereo nazionale", aveva detto in Aula. Smentita che evidentemente non è bastata per far fare un passo indietro al Movimento, che continua ad alzare polveroni intorno a una situazione già di per se complessa e delicata.