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Vannacci e Tajani dirimpettai: ecco la sede romana di Futuro Nazionale
A pochi passi da Montecitorio, tra notai, studi legali e lobbisti, il generale ha trovato casa per il suo partito: 80 metri quadrati, un corridoio e quattro stanze nel palazzo che fu sede dell'Espresso. Oggi sullo stesso pianerottolo c'è anche Forza Italia
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30 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 06:30 PM

©Il Foglio
Dopo la blindatissima inaugurazione della sede fiorentina, Futuro Nazionale prende casa anche a Roma, a pochi passi da Montecitorio. Si trova al terzo piano di via in Lucina 17, lo stesso indirizzo della sede romana di Forza Italia. D'altra parte, il palazzo in cui si è insediato il generale è un concentrato assoluto di potere romano. Popolazione media: avvocati, notai e lobbisti. C'è lo studio legale Cortese, Di Castro, Fano e Gori, con una decina di avvocati al suo interno. Poi la prestigiosa Agnoli Law, specializzata in contratti pubblici, fisco e consulenza societaria. Gli fa da dirimpettaio la Collextion Mediazioni, attiva nel settore della mediazione creditizia. Qualche piano più sotto c'è la Cattaneo Zanetto Pomposo & Co., fra le principali società del settore dei public affairs, lobbying e political intelligence. Agli esperti di comunicazione e marketing dirà qualcosa il Gruppo Hdra, anch'esso presente nel plesso dove si è appena insediato Vannacci, e in cui fino al 2024 aveva sede anche L'Espresso, il settimanale di Eugenio Scalfari, ormai accasato presso il quartiere Ostiense. A corredo del ricco elenco di affittuari c'è poi Assogestioni, associazione italiana delle società di gestione del risparmio, e la sede italiana della Roche, multinazionale svizzera che opera a livello mondiale nella farmaceutica e nella diagnostica.
"Non ci preoccupa avere Roberto Vannacci vicino di pianerottolo. Siamo tolleranti", dice al Foglio col sorriso un iscritto a FI seduto comodo nella saletta d'attesa del partito azzurro. Tre scalini di fianco c'è Edoardo Ziello, l'ex deputato leghista ormai di casa in Futuro Nazionale. Ziello esce dalla nuova sede del partito, assicurandosi che il nome sia ben attaccato al citofono con lo scotch. Poi si mette a parlare con un pensionato che attende fuori dal portone l'arrivo del generale: "Sono un ex direttore di banca, ho scritto sei romanzi di destra estrema e ho votato Meloni. Ma mi ha profondamente deluso, specialmente sull'immigrazione. Ormai mi è rimasto solo Vannacci". Il deputato lo invita gentilmente a ripresentarsi in un secondo momento: oggi non si fanno tessere, solo conferenze stampa. L'appartamento che hanno scelto i vannacciani si prepara a ospitare almeno un centinaio di giornalisti: "Abbiamo fatto il tutto esaurito di accrediti", ci dice Ziello prima di rientrare. Tempo fa era la sede di Confimprenditori: appena quattro stanze per 80 metri quadrati, un corridoio centrale e la reception all'ingresso che oggi mostra il logo del partito in bella vista.
Insomma, la sede vannacciana prende forma e si riempie a poco a poco di futuristi anonimi. All'ingresso del condominio c'è una Lamborghini con il motore ancora acceso. Il pensionato, cacciato da Ziello, passa accanto borbottando: "Se mi devono trattare con questa sufficienza magari ci penso due volte prima di prendere la tessera". Neanche è aperta la sede e già partono le doglianze.