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L'effetto campo largo sulle Marche: riformisti a destra e 5 stelle a casa. Perché ha perso Ricci
Secondo l'analisi dell'Istituto Cattaneo sulla vittoria del candidato del centrodestra Francesco Aquaroli hanno pesato l'astensionismo dei 5 stelle e di Avs e il voto centrista. E' il doppio devastante impatto del campo largo
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30 SEP 25

"Considerando la stima dei flussi su Ancona e Pesaro, possiamo ragionevolmente ipotizzare che circa 3 punti percentuali dei 52,4 ottenuti da Acquaroli provengano dall’elettorato dell’area 'liberal-democratica' del centrosinistra (Azione, Italia viva, Più Europa)", scrive l'Istituto Cattaneo nella sua analisi sui flussi elettorali nelle Marche. Insomma, a contribuire alla vittoria del candidato di FdI è stata la capacità del centrodestra di intercettare i voti centristi e moderati in fuga dal campo largo.
Nel dossier dell'istituto di Salvatore Vassallo si legge anche un altro dato interessante: "Ricci, che ha ottenuto il 44,4 per cento dei voti, ha anche sofferto per la significativa flessione nel tasso di partecipazione al voto degli elettori 5 stelle e Avs. L'entità di questo secondo fenomeno non è stimabile sulla base dei nostri dati. Si può comunque dire con certezza che non sia minore di 2 punti percentuali". Il campo largo insomma non avrebbe solo allontanato i moderati, ma avrebbe anche convinto gli elettori meno propensi ai compromessi di 5 stelle e Avs a rimanere a casa.
E d'altronde il bilancio è impietoso. Su 13 campagne elettorali regionali in cui il campo largo ha marciato unito, solo in tre casi si è arrivati alla vittoria (Sardegna, Umbria ed Emilia-Romagna). In tutti gli altri Pd, M5s e Avs, correndo insieme, hanno perso.
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A Roma da sempre, anzi dal 1992, a eccezione di una parentesi di due anni a Perugia per studiare giornalismo. Una laurea in Economia. Prima del Foglio, ha scritto per OmniRoma, Agenzia Nova e il Tempo. Tende ad appassionarsi a troppe cose rispetto al tempo che una vita concede