Lo chiamavano decreto Precarietà

In sei mesi di decreto Lavoro aumentano trasformazioni e contratti permanenti. Non c’è stata alcuna precarizzazione di massa: è accaduto l’esatto contrario
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19 JAN 24
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Quando lo scorso Primo maggio il governo Meloni con il decreto Lavoro modificò la disciplina dei contratti di lavoro a termine, le opposizioni battezzarono il provvedimento con il nome di decreto Precarietà. La norma, che consente dopo 12 mesi la proroga di altri 12 mesi dei contratti a termine se giustificata da una causale prevista dal contratto collettivo (seguendo peraltro una storica proposta di Pd e Cisl), venne definita addirittura un “insulto” alla Festa del lavoratori.
“Il decreto Lavoro è una sentenza di condanna alla precarietà”, dice Elly Schlein. “Il lavoro si sta precarizzando sempre più: il decreto Precarietà è un errore colossale”, sostiene Giuseppe Conte del M5s. Uguale la posizione di Maurizio Landini, della Cgil. Ma a distanza di un semestre, i dati descrivono una realtà completamente diversa. Secondo i numeri appena pubblicati dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps, le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-ottobre 2023 sono risultate 653 mila, in aumento del 3 per cento (+21 mila) rispetto allo stesso periodo del 2022. L’aumento delle trasformazioni è addirittura superiore (+7 per cento) anche rispetto al 2019, anno pre Covid, e in cui era in vigore il decreto Dignità che aveva proprio l’obiettivo di irrigidire il mercato per favorire le trasformazioni. Più in generale, secondo gli ultimi dati Istat relativi a novembre 2023, nell’ultimo anno l’occupazione è aumentata di 520 mila unità e totalmente per un forte aumento dei contratti permanenti (+550 mila), a fronte di un calo dei contratti a termine (-57 mila). Naturalmente, la performance del mercato del lavoro non è merito del governo e del suo decreto che ha introdotto modifiche marginali, ma un dato è certo: non è accaduto quello che profetizzavano, e che continuano a predicare, le opposizioni. Non c’è stata alcuna precarizzazione di massa: è accaduto l’esatto contrario.