Le opposizioni non trovano la sperata unità su un testo

Il rammarico del depuato di Azione Matteo Richetti per la mancata occasione di fare una risoluzione unica di tutti i partiti e la delusione di Laura Boldrini per la bocciatura del punto 5 del testo delle opposizioni che conteneva un riferimento all'insediamento dei coloni in Cisgiordania
11 OTT 23
Ultimo aggiornamento: 03:33
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E’ il giorno in cui da Israele giungono notizie sempre più drammatiche, ed è il giorno dell’informativa alle Camere del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Si sperava, da più parti, di chiudere la giornata con un’unica voce. Non è stato così, anche se alla fine sono state approvate le risoluzioni presentate da maggioranza, +Europa, Terzo Polo e Pd-M5s-Avs, a eccezione del punto 5 della risoluzione Pd-M5s-Avs. E se la condanna di Hamas è unanime, e la Camera si illuminerà di notte dei colori della bandiera israeliana, non si è arrivati né a un unico testo trasversale né a una risoluzione unitaria delle opposizioni. Dal Terzo Polo, il capogruppo di Azione-Iv Matteo Richetti – che aveva auspicato la non-divisione sulle risoluzioni – dice di aver provato “per tutto il giorno a costruire un testo comune con tutte le forze politiche e, come dice Mara Carfagna, ora ci resta il rammarico per non essere riusciti a raggiungere il risultato di un Parlamento unito nel condannare l’aggressione terrorista di Hamas a Israele. Nei principali partiti di maggioranza e opposizione, FdI e Pd, non c’è stata purtroppo totale disponibilità rispetto alla formulazione di un testo che esprimesse una posizione netta, equilibrata e asciutta. Peccato. Di fronte a un problema così grave, la non unità è elemento di debolezza del Parlamento”. Qualcosa ha fatto cambiare idea a qualcuno? “Diciamo che l’intervista del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari al Corriere della Sera, intervista dai toni identitari, può avere a specchio fatto riemergere un sussulto identitario in una parte della sinistra. Ma oggi non stiamo discutendo di storia del Medio Oriente, e c’è poco da avventurarsi in analisi geopolitiche o in distinguo. Oggi siamo di fronte a un attacco terroristico di Hamas, attacco alla libertà e alla vita, punto. E per fortuna, almeno, che in tutte le mozioni è emersa una posizione di forte condanna per Hamas”.
Il punto 5 della risoluzione di Pd-M5s-Avs che conteneva un riferimento all’insediamento dei coloni in Cisgiordania è stata votata a parte, ed è stata respinta con 122 sì e 172 no. Laura Boldrini, dal Pd, lo difende, sottolineando però l’importanzadella condanna unanime dell’attacco di Hamas e l’unanime appello a una ripresa del dialogo tra Israele e Palestina. Un dialogo congelato per molto tempo, nell’indifferenza generale. Ed è stata anche questa indifferenza a permettere ad Hamas di affermarsi come forza che poteva rappresentare un’alternativa per il mondo palestinese. Non è così: Hamas non coincide con il mondo palestinese. E la politica non può ridursi a un tweet becero”. Il punto 5, dice Boldrini, ricordando di aver già affrontato il tema nell’intergruppo parlamentare per la pace Palestina-Israele, “era a mio avviso necessario per dire che Hamas, a discapito dell’Autorità palestinese, ha potuto soffiare su una rabbia e su una sofferenza che negli anni è cresciuta in Cisgiordania, dove è stata portata avanti, dal parte del governo israeliano, una politica di colonizzazione. Ma ripeto: qui nessuno ha messo in dubbio che Hamas sia da condannare”.