A Pontida, Le Pen trascina Salvini. E un po' anche Giorgetti

Simone Canettieri

Il ministro dell'Economia difende la tassa alle banche. La leader francese elogia l'amico Matteo: "Quando c'era lui, i porti erano chiusi": Stoccate a Meloni? Ma Salvini fa il conciliatore: "Con Giorgia dureremo cinque anni"

Dal nostro inviato a Pontida.

Crescendo di notizie. Inizia Giancarlo Giorgetti. Il ministro dell’Economia rivendica la tassa sugli extraprofitti delle banche citando la lettera a un giornale del pensionato Carmine. Marine Le Pen, grande accoglienza e grandi cori di Pontida, lancia l’assalto a Bruxelles: “Basta politiche imposte dalla Ue”. E poi la leader francese fa l’elogio di Salvini, ministro dell’Interno: “Quando c’era lui i porti erano chiusi, per noi era un modello: speriamo che quel momento ritorni”.

Stoccatina a Giorgia Meloni che ha passato la mattina a Lampedusa con ursula von der Leyen. Poi chiude Salvini e dice che “con Giorgia abbiamo gli stessi obiettivi, dureremo cinque anni”. Fine di questa Pontida, che inizi la campagna elettorale per le europee.

 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d'autore.