L’avventurismo di Carlo Bonomi sul Mes

Al governo servono richiami alla responsabilità, non spinte verso l’azzardo come quella del presidente di Confindustria
18 MAG 23
Ultimo aggiornamento: 03:45
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Foto LaPresse

Sul Mes l’Italia sta facendo una pessima figura come paese, o meglio, come Nazione per stare al lessico di governo. Per cui è il caso che tutti si assumano, nei rispettivi ruoli, le proprie responsabilità. Dovrebbero farlo le forze “europeiste” del governo Draghi che, per evitare problemi politici, hanno rinviato la ratifica del trattato e ora pretendono che a farlo al posto loro siano le forze che definivano “anti europeiste”. E dovrebbe farlo, soprattutto, il governo che è stato finora pragmatico su molte scelte e si è invece infilato in un vicolo cieco su questo dossier solo per pagare un pegno alle proprie fazioni più ideologiche.
La strategia di Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti di usare la ratifica del Mes come moneta di scambio su altri tavoli negoziali, dalla riforma del Patto di stabilità all’Unione bancaria, non ha alcuna possibilità di riuscita: nessuno degli altri 19 paesi che hanno ratificato l’accordo senza chiedere nulla in cambio è disposto a cedere al ricatto italiano. Sarebbe un precedente, per il metodo più che per il merito delle richieste, che renderebbe impossibile qualsiasi altro accordo: tutti avrebbero vantaggio a non ratificare un trattato per mantenere un diritto di veto. Ma la responsabilità dovrebbero mostrarla anche altri attori della società italiana, come il presidente della Confindustria Carlo Bonomi che continua a sostenere la tesi, che piace a Meloni, di non ratificare il Mes per trasformarlo in uno strumento di politica industriale europea per la transizione energetica.
Due dettagli sfuggono a Bonomi: non è di questo che si parla. Una riforma del genere del Mes non è affatto in discussione e mai lo sarà finché l’Italia non ratificherà la riforma su cui già tutti sono d’accordo. L’altro dettaglio è che uno strumento europeo per la transizione energetica già c’è: è il Pnrr. L’Italia sembra in difficoltà ad attuarlo: prima di chiedere altri soldi all’Europa, forse dovrebbe dimostrare di sapere spendere bene questi. E’ su questo che Confindustria dovrebbe pungolare il governo, piuttosto che spingerlo verso l’avventurismo sul Mes.