Palazzo Chigi

Il quasi portavoce di Meloni. E' fronda contro la nomina di Mario Sechi (che non arriva)

Carmelo Caruso

Fratelli d'Italia, Matteo Salvini e anche i direttori di destra sono perplessi dalla scelta della premier di indicare il direttore di Agi come portavoce. Si rischia la figuraccia

Siamo secchi: manca Sechi. Raccontiamo i fatti. Giorgia Meloni si accorge di avere un problema con la sua comunicazione. Decide di offrire il ruolo di capo ufficio stampa e portavoce a Mario Sechi, ex direttore del Tempo,  oggi direttore di Agi. La notizia viene data domenica 19 febbraio dal Giornale a firma di Adalberto Signore, presidente dell’Associazione stampa parlamentare. La sua storia professionale e il suo ruolo sono garanzia e verifica della notizia. Sechi oltre alla sua attività da giornalista si è  candidato con Scelta Civica di Mario Monti risultando non eletto. E’ una delle ragioni per cui non è amato da FdI. Alla Camera i parlamentari oggi dicono: “Non è uno di noi, è un ambizioso. Non vuole fare la sua ombra ma farle ombra”.

 

Per ratificare la nomina serve un dpcm. E’ molto probabile che arrivi. E’ tuttavia vero che, mentre scriviamo, non è  arrivato. A Palazzo Chigi, appresa la novità, chi lavora vicino a Meloni, ha dichiarato: “Non sapevamo nulla”. Meloni ha una portavoce storica che si chiama Giovanna Ianniello a cui non sarebbe stato proposto un nuovo incarico. Si parla di una partecipata di stato, c’è chi dice un ruolo in Rai, chi in regione Lazio. Potrebbe restare e lavorare insieme a Sechi  ma è difficile che Sechi, un direttore, accetti di fare il semplice capo ufficio stampa. Si può  dire “è solo chiacchiera”, ma se una nomina annunciata non si registra rapidamente, cosa c’è più vero della chiacchiera? Le chiacchiere dunque.

 

La prima è che anche il ministro Francesco Lollobrigida, persona di misura, abbia espresso perplessità. Questa potrebbe  essere una falsa chiacchiera. La seconda, ed è più di una chiacchiera, è che i direttori dei giornali di destra abbiano avuto dei confronti telefonici con la premier ed esternato il loro disappunto per la nomina. La terza chiacchiera è che  Salvini sia rimasto poco convinto da questa decisione.

 

A pochi chilometri da Chigi, un altro ministro, Adolfo Urso, continua a cercare il suo portavoce e promette “un rafforzamento muscolare” della sua comunicazione. Ci siamo dimenticati di ricordare che Meloni ha già un vice capo ufficio stampa. E’ Fabrizio Alfano, ex capo del politico di Agi, agenzia dove direttore è ancora Sechi. E’ così che la nomina di uno nuovo comunicatore rischia di essere un altro eccezionale pasticcio comunicativo.
 

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  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio