Il sindaco di La Spezia: “Sullo sbarco delle navi ong polemica ridicola. Noi pronti ad accogliere”

Ermes Antonucci

Pierluigi Peracchini respinge le critiche secondo cui il governo starebbe autorizzando lo sbarco dei migranti soltanto nei porti delle città governate dal centrosinistra: “I porti sono gestiti dalle autorità portuali, non dai comuni. La mia città è pronta a fare il suo dovere”

Le navi dei migranti indirizzate solo verso i porti dei comuni amministrati dal Partito democratico?La polemica è strumentale. I comuni non gestiscono i porti, i porti li gestiscono le autorità portuali, i cui presidenti sono stati nominati sostanzialmente tutti da governi di sinistra. E’ talmente ridicola questa polemica che si commenta da sola. Basta conoscere come funzionano le istituzioni”. Così, intervistato dal Foglio, il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, commenta le critiche del Pd, secondo cui il governo starebbe autorizzando lo sbarco dei migranti a bordo delle navi ong soltanto nei porti delle città governate dal centrosinistra.

 

Per Peracchini, sindaco della Spezia dal 2017 con una maggioranza di centrodestra (rieletto nel 2022), “la natura strumentale delle polemiche è confermata dal fatto che, una volta sbarcati in un porto, i migranti vengono comunque redistribuiti sul territorio”, quindi con la possibilità che siano trasferiti anche in comuni di colore politico diverso.

 

Proprio sull’accoglienza delle navi delle ong, Peracchini non si tira indietro: “Le istituzioni nazionali hanno dei compiti. Se l’autorità portuale della Spezia ha le condizioni per accogliere i barconi benissimo. La città fa sempre la sua parte tutti i giorni. Lo facciamo per i senza dimora, per i migranti, per tutti”. “Da noi attraccano duemila navi all’anno: 1.200 commerciali, 200 navi da crociera, più le navi militari. Una in più o una in meno non fa la differenza, ma ripeto: la questione riguarda le autorità portuali”, aggiunge.

 

“Noi ospitiamo già migranti – prosegue il sindaco della Spezia – Ne abbiamo oltre 200 presso la Caritas, oltre 24 presso un’altra struttura, un altro centinaio in un comune vicino. Li abbiamo come tutti, perché purtroppo il problema è talmente grave che tutti i comuni sono chiamati a fare questo sforzo”.

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