Il retroscena

Letta-Meloni: i contatti segreti per un confronto tv. La leader di FdI è disponibile

Simone Canettieri

Il segretario del Pd lo cerca, la capa di Fratelli d'Italia è pronta a concederglielo. Sarà l'ultimo atto di una polarizzazione iniziata e cercata dal capo del Nazareno. Corsa in Rai per ospitarli

Lei è disponibile e lui lo vuole. Dunque il faccia a faccia in tv fra Giorgia Meloni ed Enrico Letta si farà. Per il “quando” e il “dove” è ancora tutto molto prematuro. Di sicuro però si registrano due stati d’animo che sembrano convergere verso una telecamera. Per quello che sarà il grande evento della campagna elettorale. La leader di Fratelli d’Italia è pronta dunque ad accettare la sfida del segretario del Pd per sublimare così, magari a pochi giorni dal voto, una polarizzazione che ormai è solida e che si trascina  da più di un anno.

D’altronde è stato proprio Letta a legittimare Meloni in tempi quasi non sospetti, come leader del centrodestra, a suon di presentazioni di libri e convegni. “Siamo come Sandra e Raimondo”, si è sempre presa in giro, soddisfatta dell’operazione, la capa della destra italiana al cospetto del segretario democratico.

E adesso Meloni, anche se sulla carta non le converrebbe, confessa di non avere problemi davanti al duello. Segno che la battuta sulla cipria non ha truccato il rapporto fra i due. Lui non voleva offenderla, lei non se l’è presa. Ospitare il confronto fra Giorgia ed Enrico, inutile dirlo, è il sogno di tutte le televisioni. In Rai c’è già chi si sta prenotando.  


Per il leader del Pd – che ieri ha annunciato di voler girare prodianamente l’Italia in pullman benché elettrico – sarà un’occasione. Chi avrebbe da perdere è la sfidante, avanti nei sondaggi soprattutto come coalizione. La prima regola non scritta delle campagne elettorali recita chiaro: mai concedere margini di ripresa all’avversario se si è avanti. Come fece Silvio Berlusconi sia con Francesco Rutelli nel 2001 sia con Walter Veltroni nel 2008. E però in questo caso, forse, dovrebbe scattare l’effetto cavalleria di Meloni nei confronti di Letta: tu  facesti un favore a me, io te lo rendo adesso.

I due ne stanno parlando, al di là delle smentite di rito. In questi giorni organizzare confronti elettorali è il vero rovello di tutti i direttori e delle redazioni televisive. Mettere seduti in uno studio i segretari di partito delle due coalizioni che si contendono Palazzo Chigi provocherebbe la reazione sdegnata e polemica di Calenda (e Matteo Renzi), ma anche di Giuseppe Conte. E poi: siamo sicuri che Letta vorrebbe presentarsi affiancato da Luigi Di Maio, Benedetto Della Vedova, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli? E nel centrodestra? C’è chi si immagina il Cav. o Matteo Salvini pronti a enumerare con le dita i punti del programma mentre Meloni  li elenca (remake rivisitato  di una scena vista nel 2018 al Quirinale).  

Non rimane che il grande vis-à-vis.  Che, sempre visto dal centrodestra, sarebbe l’incoronazione della presidente di Fratelli d’Italia come capo della coalizione. Come d’altronde ripetono tutti i sondaggi, anche il patto siglato due settimane fa vuole  che andrà a Palazzo chi il 26 settembre avrà preso un voto in più. Niente regali in anticipo. Tuttavia se i  duellanti lo vorranno – come risulta al  Foglio – il dibattito televisivo si farà.

Nel frattempo Meloni studia dossier e compulsa i numeri di cellulare degli economisti ossessionata “dal default Italia”, mentre Letta, ancora alle prese con le liste, è pronto da settembre a girare l’Italia con il pulmino a zero emissioni. Lei ha già in mente una chiusura a Roma con “Silvio e Matteo”, lui sta valutando. Percorsi diversi destinati a incontrarsi in prima serata. Solo loro due.
   

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.