Il rito cannibale di Forza Italia Lombardia: ecco chi sta con chi

La sostituzione del coordinatore regionale Salini scatena la faida tra Gelimini, Ronzulli e i rispettivi paladini. Il partito del Cav. non ha mai attuato una vera transizione pacifica. È sempre stata guerra di successione
17 MAG 22
Ultimo aggiornamento: 10:44
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Palazzo Grazioli - Riunione dei vertici di Forza Italia. Silvio Berlusconi, Licia Ronzulli, Maria Stella Gelmini (Roberto Monaldo / LaPresse)&nbsp;<br />

Forza Italia non ha mai attuato una vera transizione pacifica. È sempre stata guerra di successione, rito tribale propiziato dal capo. Quel che sta succedendo oggi in Lombardia non è diverso da quello che è successo ieri, o l'altro ieri. Semplicemente, sta avvenendo con molta più veemenza, con molta più brutalità. Riassumiamo i fatti e facciamo un passo indietro. Il ministro Gelmini si fa scappare una confidenza con Antonio Tajani, leader del partito, sul fatto che il conflitto - che esiste da anni - con Licia Ronzulli ha raggiunto livelli di guardia. La sostituzione di Massimiliano Salini, coordinatore regionale lombardo, è alle porte. Gelmini cerca una sponda e un alleato influente proprio in Antonio Tajani, che però appare scivoloso - nell'audio captato da Carmelo Caruso del Foglio - come se non sapesse nulla della vicenda.