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Ucraina, Zelensky alla Camera. Parlerà anche Draghi. Fico: “Siamo con lui”

Simone Canettieri

Martedì il Parlamento si riunirà in una specie seduta comune informale a cui si collegherà il presidente ucraino: “Punterà sulla Resistenza”. Intanto i deputati approvano il dl Ucraina, votano contro Dall’Osso (FI), Fratoianni, Segneri e Lorenzoni (M5s)

Parlerà martedì prossimo. Il segnale arriverà alle 11 dall’Ucraina fino a Montecitorio. Il presidente Volodymyr Zelensky è pronto a “sbarcare” alla Camera.  In quello che è diventato ormai un format. Un collier di discorsi cuciti su misura del consesso a cui si rivolge per  smuovere le coscienze. In Germania, ieri, ha citato l’Olocausto e il “mai più”, ma anche il Muro di Berlino. In Canada ha chiesto agli eletti come si sentirebbero se la Russia assaltasse Vancouver. Alla Camera dei Comuni  ha ricordato Winston Churchill e William Shakespeare. A Strasburgo ha spronato tutti sullo spirito europeo, al Congresso americano ha proiettato un video drammatico. E a Roma? 


A Montecitorio la notizia del collegamento è stata ufficializzata ieri, nel giorno in cui è stato approvato il dl Ucraina con 367 voti a favore, 25 contrari e 5 astenuti. Quattro deputati della maggioranza alla fine hanno detto di no con motivazioni più o meno strampalate: Dall’Osso (FI), Fratoianni, Segneri e Lorenzoni (M5s). Questi ultimi due, a dirla tutta, giorni fa si opposero anche al collegamento di Zelensky perché, fra le tante cose, esporrebbe troppo l’Italia nel conflitto.  Sono note di colore, alla fine. Visto che la maggioranza, ma anche Fratelli d’Italia, è pronta ad ascoltare l’intervento del presidente ucraino.

Dice il presidente della Camera Roberto Fico al Foglio: “Questa presenza in Aula rappresenta la vicinanza del nostro paese e quindi del Parlamento al popolo e alle istituzioni ucraine. E’ la prima volta che viene ospite un capo di stato straniero in videocollegamento, questo è un segnale di amicizia e di supporto che diamo all’Ucraina, invasa e aggredita dalla Russia di Putin”.  In passato, in presenza, si erano presentati davanti agli onorevoli scranni per un discorso Giovanni Paolo II, re Juan Carlos e per ultimo Ban Ki-moon, segretario generale dell’Onu. Rispetto alle precedenti call (i tabelloni che proiettano i voti diventeranno maxischermi)  il presidente  assediato ascolterà anche l’intervento di un capo di governo. Mario Draghi, dopo l’introduzione e il benvenuto di Fico, terrà un discorso. La linea del presidente del consiglio è nota ed è stata ripetuta anche ieri pomeriggio: con le armi difendiamo l’Ucraina ma anche noi stessi, Putin non vuole la pace, ma l’ingresso della Nato nel conflitto non si può fare perché significherebbe entrare con tutti i piedi in guerra. Ma cosa dirà  Zelensky? A Roma si aspettano che nel suo discorso faccia riferimenti alla Resistenza, alle lotte dei partigiani con i nazisti, al desiderio di un popolo di difendersi e liberarsi dall’oppressore. L’autodeterminazione. Sulla comunicazione il leader resistente ha ingaggiato una battaglia nella battaglia e questi collegamenti lo dimostrano: empatia, riferimenti comprensibili, video e immagini. A volte colonne sonore ad hoc. Così come sono note per il forte impatto le videochiamate che Zelensky ha fatto in queste settimane con i leader europei, e non solo, per spronarli ad adottare sanzioni sempre più dure nei confronti della Russia.


Martedì il Parlamento si riunirà in una specie seduta comune informale. Ci saranno dunque anche i senatori che si accomoderanno in tribuna. Una scena simile, ma non uguale dal punto di vista formale, alla proclamazione del presidente della Repubblica. La trattativa per portarlo a parlare anche in Italia è stata condotta dal presidente della Camera con l’omologo  di Kyiv circa due settimane fa. Poi ha avuto bisogno di una serie di passaggi diplomatici con l’ambasciata in Italia. L’ultimo ieri mattina prima dell’annuncio. Fico, che è del M5s, ha consultato tutti i gruppi e anche Palazzo Chigi ottenendo il via libera senza problemi. A fine mese il Dl Ucraina passerà in Senato per l’approvazione. E anche qui non mancheranno le voci storte quelle che considerano il presidente dell’Ucraina “l’uomo che vuole la terza guerra mondiale” o il “capo di un esercito di nazisti”. Nel voto di ieri alla Camera qualcosina da registrare c’è. Sono stati 231 i deputati che non hanno partecipato al voto  che prevede, oltre all’invio delle armi e equipaggiamenti, gli aiuti e le misure per l'assistenza ai profughi. Dettagli? Assenze strategiche, imbarazzi. Chi ha problemi, seppur piccoli, nella maggioranza è il M5s. Ma la linea di Conte è la seguente: con chi vota in dissenso faremo i conti. Prima o poi. Intanto martedì tocca a Zelensky.
 

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d'autore.