(foto Ansa)

Il ritratto

Il Draghi intimo. Cosa sappiamo in più del premier un anno dopo

Carmelo Caruso

Il capo del governo non ama parlare di sé e il suo privato rimane un enigma. Infatti l'eccezionalità della sua squadra è quella di saper stare al suo posto. Il ruolo della segretaria particolare Maria Grazia Ciorra e una curiosità: la fitta corrispondenza con gli italiani

Evvai! Fai la domanda in italiano”, “Prendo lo spritz con il Campari”, “con Romano (Prodi) ci possiamo dare del tu”. Tutto quello che di Mario Draghi si è riuscito davvero a sapere, in quasi un anno di governo, è che pure lui “cerca ancora la sua strada” come ha raccontato ai bambini del Punto luce di Save the Children a Roma.

 

Resta senza dubbio quel suo speech (“chissà perché tutto questo inglese. Smart working, baby sitting…” ha detto il 12 marzo 2021 seminando un’altra piccola mollica riservata) la finestra, la fessura sul carattere che non è stata mai illuminata. Ed è stato merito di una comunicazione che, per fortuna, si è liberata da tutta la “rigatteria Conte”, pochette, banchetti a piazza Colonna, perché, rivelava Rocco Casalino, “faccio palleggiare Conte così piace alle donne. Vedrete”.

 

Una volta pure il Foglio ha provato a chiedere “ma il premier Draghi quali libri legge?”, e sul “suo tavolo cosa c’è?”. E la risposta non è mai arrivata ma sempre con cortesia perché “il presidente purtroppo non ama parlare di sé, non vuole violare quella sfera”.

 

Perfino nella sua stanza, a Palazzo Chigi, e questo si sa, entrano in pochissimi. Quello che non si sa è che c’è una figura sconosciuta “particolare”. E’ la sua segretaria e si chiama Maria Grazia Ciorra. E’ la stessa che lavorava insieme a Draghi a Bankitalia. Per arrivare a lui, anche telefonicamente, i ministri passano da lei. E’ il filtro, la camera chiara per dirla alla Barthes.

 

Ebbene, per un anno non è apparsa in nessuna cronaca, neppure nelle rubriche informatissime. Ed è sbagliato scrivere che è rimasta nascosta. Un giorno si capirà infatti che l’eccezionalità di questo governo è sempre stato il banale “saper stare a posto. Il proprio”. Vale la stessa cosa per la famiglia. Una sola volta è apparsa in pubblico la moglie e solo perché l’appuntamento era americano e si prestava alle foto con le “first lady”. La foto ufficiale, di Serenella Capello, in compagnia del marito, risale al 1° novembre di quest’anno in occasione del G20. L’altra fotografia, la più informale, che i paparazzi sono riusciti a scattare è invece quella di Draghi dal salumiere, a Città della Pieve, e non è altro che quella comune dell’italiano in vacanza che cammina comodo, con le scarpe da barca. 

 

E’ vero che c’è un Draghi che si sottopone a qualsiasi domanda, e che dunque si svela, ma è anche vero che ce n’è un altro che si spazientisce se i tempi concordati vengono superati. Una delle risposte ricorrenti è “in realtà ho già risposto”. Un altro segreto del noto ignoto è la corrispondenza tra Draghi e gli italiani. Esistono risposte a firma Mario Draghi alle domande che gli italiani gli hanno rivolto da quando è in carica. Un giorno, per caso, un pensionato dall’aria spaesata, quella del meridionale a Roma, ha mostrato a un cronista, altrettanto spaesato, una lettera del premier e non era un falso.

 

La conferma di questa corrispondenza con gli italiani, una corrispondenza sotterranea, si è avuta quando uno studente universitario ha pubblicato su Twitter la lettera presidenziale (è già reliquia?). Si chiama Marco Liati. Aveva spedito la sua tesi sul reddito cittadinanza, tema che ha diviso le forse della maggioranza, e la risposta di Draghi è stata questa: “E’ ispirato a valori costituzionali, come l'eguaglianza e la solidarietà politica, economica e sociale. Tuttavia si tratta di uno strumento che, come lei sottolinea, ha alcuni limiti, soprattutto per quanto riguarda le politiche attive del lavoro. Con i migliori auguri per i suoi studi, Mario Draghi”. Sono stati pubblicati libri, e tutti con la pretesa, di raccontare Draghi, ma la verità è che l’unico che davvero lo ha indagato rimane quello di Marco Cecchini che, e non è un caso, ha come titolo “L’enigma Draghi (Fazi editore). E tale è rimasto, dopo un anno. Più ne abbiamo scritto e meno ne sappiamo. 

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.