Il premier e la ministra

Agente Draghi. A fianco della Lamorgese. La strategia per il 15 ottobre e il G20

Il governo sta approfondendo l'ipotesi dello scioglimento di Fn

Carmelo Caruso

Il premier in visita presso la sede della Cgil. La ministra dell'Interno rimane "pienamente legittimata". Per il governo la manifestazione di sabato è da "professionisti del disordine". L'attenzione è adesso tutta per il 15 ottobre

E’ questo che doveva fare? Ordinare di sfasciare teste? Farsi fotografare con gli stivali e il manganello? Ci stanno provando. Vogliono prendere una donna di stato, una funzionaria, per caricarle la colpa dell’agguato delle canaglie, imputarle il pomeriggio delle bestie nella sede della Cgil. Si sta infatti cercando di indebolire la ministra Luciana Lamorgese. Si sta cercando di dire “quella violenza la riguarda” anziché chiedere “come la si aiuta”. La posizione del governo è che il momento esige “un ministro dell’Interno pienamente legittimato”. Innanzitutto solo gli stupidi possono credere che sia un ministro a stabilire quanta forza debba essere impiegata, quali cortei autorizzare, quale piazza non concedere. Sono scelte tecniche che vengono fatte da una macchina poderosa, prefetti, questori, e sono sempre scommesse a perdere. L’indulgenza è scambiata per debolezza. La severità è chiamata macelleria. Quel metodo, il metodo del Viminale che oggi è sotto accusa, quell’idea che gli squilibrati si debbano sfogare, ha permesso di non “vittimizzare i no vax irriducibili” e di farli apparire per quello che sono. Debolezza? Al contrario. I numeri dei vaccinati, e lo ripeteva ieri il governo, sono già più potenti degli idranti e più efficaci delle cariche. Solo pubblicizzando, ancora, i dati è possibile smascherare questi infiltrati che non hanno più nulla a che vedere con gli impauriti del vaccino. A Torino, Roma, Trieste si sono mobilitati “i professionisti del pestaggio”, bande organizzate che si esercitano nell’eversione. Ieri, Mario Draghi ha portato solidarietà al segretario della Cgil, Maurizio Landini. A memoria non si ricorda una visita come questa. La richiesta di chiudere i sotterranei fascisti, sciogliere Forza Nuova, viene invece  “giuridicamente approfondita” dal governo. Si ragiona.


Dispiace, ma è meglio dare una notizia in meno piuttosto che spingersi così in avanti e poi tornare indietro. La richiesta di scioglimento di Forza Nuova, che è diventata una mozione parlamentare del Pd, è stata già bocciata dalle forze di centrodestra. Landini l’ha riformulata di fronte a Draghi, e ha già annunciato che la riformulerà sabato quando scenderà in piazza insieme ai suoi iscritti, ai partiti di centrosinistra e alle altre sigle. Di sicuro, e questo si può scrivere, non è una richiesta che il “governo ha fatto cadere”. Lo scorso sabato il governo ha imparato che bisogna “agire” presto e meglio su intelligence, setacciare il sottosuolo informatico di questi scoppiati che si stanno evolvendo. Sono loro più veloci delle varianti del Covid. Si è imparato che ci sono sedi sensibili, sindacati, organi di informazione, ospedali, che meritano ancora più tutela. Ormai è un fatto. E’ mutata definitivamente la lingua utilizzata in questi putsch. Si agitano nell’aria parole come “dittatura”, “libertà”. Si cerca il collegamento con il dolore dei licenziati e delle fabbriche per saldarlo e proporsi come  gli ingegneri del caos.

 

Dire che la “violenza non sarà tollerata”, come ha dichiarato ieri il premier, deve essere preso come un invito di servizio civile rivolto agli italiani. Giorno 15 ottobre, quando entrerà a regime il green pass, sarà indispensabile che tutte le forme di servizio d’ordine facciano da filtro. Serviranno tutti gli addetti di sicurezza. Le aziende saranno chiamate a fare rispettare le regole che sono regole severe. Non cambia la direzione del governo perché quello che vogliono fare credere queste piazze è che ci sia un’Italia che va contromano. Quelli che vanno in senso vietato sono loro. Le dosi di vaccino somministrate, tra prima e seconda, hanno già raggiunto un numero vicino a 90 milioni. Si vuole insomma solo speculare in nome del green pass. Potrebbe accadere la stessa cosa a fine mese quando Roma ospiterà il G20. Anche questo evento viene gestito dal ministro Lamorgese. Non ha partiti a cui deve rispondere e non ha mai pensato di lasciare la sua carica. A differenza di altri non ha nulla da trattenere e la sua risposta è sempre la stessa: “Io faccio quello che devo”.

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica, ha scritto otto anni per Panorama occupandosi di politica, cronaca, cultura. Nel 2018 a Il Giornale. Oggi in redazione a Il Foglio.