Legittima difesa vs Far West. Sul caso di Voghera la polemica politica mette in ombra i fatti. Eccoli

È subito bagarre partitica sul caso Adriatici, l'assessore leghista che ha sparato e ucciso un senza fissa dimora

Enrico Cicchetti

Salvini ha già deciso che quello di Voghera è stato un incidente. Il Pd che è tutta colpa delle pistole. I testimoni, le ricostruzioni, i video. Abbiamo messo in ordine quello che si sa per adesso sulla morte di Youns el Boussetaoui

Oggi la procura di Pavia ha chiesto la conferma della misura cautelare dei domiciliari nei confronti dell'assessore alla Sicurezza di Voghera. Massimo Adriatici, della Lega, è stato arrestato ieri mattina con l'accusa di avere ucciso Youns el Boussetaoui, un cittadino marocchino di 39 anni. I fatti si sono svolti martedì 20 luglio attorno alle 22.30 davanti al bar "Ligure" in piazza Meardi, nel centro del comune pavese.

       

Quello che sappiamo per il momento

I fatti

Un video pubblicato dal Fatto Quotidiano e registrato dalle telecamere di sorveglianza installate nella zona di piazza Meardi hanno ripreso in parte quanto accaduto. Il cuore dell'azione però si svolge in un punto cieco, dove la videocamera non arriva perché coperta dall'edificio che ospita il bar. Adriatici ha spiegato agli inquirenti di esser intervenuto perché Boussettaoui stava infastidendo delle persone. Un evento confermato al Tg2 da un testimone, Giuseppe, che dice di avere visto i due litigare sulla via Emilia, il corso principale della città: “Lui saliva a piedi e Adriatici chiamava al telefono”.

  

   

Secondo il racconto di Adriatici, avrebbe chiamato le forze dell’ordine e si sarebbe spostato davanti al bar “Ligure” (nel video lo si vede con il cellulare in mano) dove il senzatetto lo avrebbe raggiunto e gli avrebbe lanciato una bottiglia. Adriatici avrebbe estratto l'arma carica, nel tentativo di far desistere Boussettaoui, ma sarebbe stato spinto a terra. Dopo la caduta, dice l'assessore, gli sarebbe partito un colpo in maniera accidentale.

Nel video della telecamera di sorveglianza negli atti dell'inchiesta si vede Boussettaoui avvicinarsi ad Adriatici, mentre questi parla al telefono, e colpirlo con un pugno al volto. L'assessore cade a terra, si rialza e raccoglie alcuni oggetti che gli sono caduti. Non si vede però il momento dello sparo.

Quello che è certo, invece, è che il ferito è stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Voghera in codice rosso ma le sue condizioni si sono aggravate rapidamente. Il proprietario del bar "Ligure", di nazionalità cinese, ha negato di aver visto o sentito qualcosa. Si attende l’analisi della balistica che determinerà la tenuta della versione del politico della Lega. 

   

   

La vittima

Riguardo a Youns el Boussetaoui, Robino Punturiero, proprietario di un caffè vicino alla zona dell'omicidio, ha detto all'Ansa: "Non voglio parlare di una vittima ma di un aggressore. Non giustifico ciò che è successo, ma questa persona non era una vittima, le vittime siamo stati noi nel tempo. Abbiamo chiamato più volte le forze dell'ordine per risolvere il problema, ma poco dopo essere arrestato, veniva rilasciato e tornava qui a disturbare la clientela. Come lui ce ne sono degli altri. Anche ieri sera ha cercato di entrare nel locale e ho dovuto respingerlo".

 

  

Marco Verghi, un residente del quartiere, sentito sempre da Ansa, dice che conosceva Youns "perché passava spesso qui davanti al bar e ogni giorno faceva dei dispetti: buttava via lo zucchero, andava contro le persone e lanciava i posaceneri. Non stava bene di testa, poi era sempre tutto sporco. L'altro giorno ci ho parlato in arabo e mi ha chiesto scusa mentre stava facendo dispetti al bar qui vicino. In fondo è una vittima del sistema".

    

 

Fonti vicine alla famiglia di Boussettaoui hanno detto all'Agi che l'uomo era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio tre settimane fa. I problemi psichici di cui soffriva si erano acuiti in seguito al lockdown. Boussettaoui aveva contatti frequenti coi suoi familiari, tutti cittadini italiani, che vivevano in altre città. Il padre a Vercelli, la sorella, che ieri sera è arrivata a Voghera, in Francia, un altro fratello in Svizzera. La moglie e i due figli vivono in Marocco.

   

     

Debora Piazza, l'avvocato che con Marco Romagnoli difende i familiari di Boussetaoui, denuncia "una gravissima violazione del diritto di difesa: sul corpo di Youns è stata eseguita l'autopsia senza che i familiari ne venissero informati. È stato detto che non aveva famiglia, ma non è vero. Tutti i suoi parenti sono cittadini italiani". Quindi, continua, ''nomineremo un consulente di parte, anche per un esame balistico". Intanto "continuiamo la ricerca dei testimoni. Siamo a buon punto. Cerchiamo la verità e la troveremo", promette.

      

L'assessore Adriatici

Un presente da assessore alla Sicurezza al comune di Voghera e avvocato penalista. Un passato da ufficiale di polizia con qualifica di sovrintendente, Massimo Adriatici, 47 anni, è stato anche professore a contratto di Diritto processuale penale nel corso di laurea magistrale in Giurisprudenza all'Università del Piemonte Orientale, nella sede di Alessandria. Dal 2011 è avvocato e titolare dello studio legale Adriatici. Ha regolare porto d’armi e anche la pistola che ha sparato è regolarmente dichiarata. Era conosciuto per la sua lotta contro la movida e per l'applicazione del Daspo urbano contro mendicanti e senzatetto. Si è autosospeso dall'incarico di assessore.

  

C'è anche chi, davanti alle telecamere, lo critica per l'atteggiamento ultra-securitario. “Lo chiamavamo sceriffo per l’atteggiamento, che non era quello di un assessore”, ha detto il coordinatore del partito “La buona destra” di Voghera, Giampiero Santamaria. "Il primo atto che ha fatto in comune è stato il Daspo a una persona che chiedeva l’elemosina".

   

   

Le polemiche politiche

Per la Lega è subito "legittima difesa"

"Enrico Letta ha già deciso che Adriatici è colpevole e che ovviamente è colpa mia", dice Matteo Salvini sul caso. Ma a guardare le sue dichiarazioni di questi due giorni, anche il segretario della Lega sembra avere già deciso la linea, prima che i magistrati facciano luce sulla vicenda. Per il Carroccio, infatti, l'uccisione di Boussetaoui è stato un caso di legittima difesa

"Capita che un assessore alla Sicurezza, professore di diritto penale, ex funzionario di polizia, avvocato con regolare porto d'armi, ieri sera sia stato aggredito da un signore clandestino, con due decreti di espulsione, pluripregiudicato, accusato di atti osceni in luogo pubblico. L'assessore alla Sicurezza aggredito ha reagito e purtroppo l'aggressore è morto. Ma non ci sto che passi da macellaio o assassino una persona che ha difeso se stesso e i suoi concittadini", dice Salvini, che dipinge lo sparatore come un difensore dell'ordine e si gioca la carta della "mostrificazione" della vittima. "Era un plurigiudicato su cui pendevano due richieste di espulsione", uno che già "aveva creato notevoli problemi di ordine pubblico in città", diceva già ieri il leader leghista al gazebo dell'Udc allestito in piazza del Popolo a Roma per la raccolta firme sul referendum sulla Giustizia.

Sarà così. E però se "Chi sbaglia paga" è lo slogan scelto dalla Lega per lanciare la campagna referendaria, in questo caso Salvini sembrerebbe avere già deciso che Adriatici non ha sbagliato affatto. 

  

Per il Pd è subito Far West

Dall'altra parte c'è un Pd che ha già trovato nelle armi da fuoco il vero colpevole. "Oggi a Voghera un uomo è morto, per colpa di una pistola", ha scritto su Twitter Enrico Letta, che non ha perso tempo e ha chiesto subito lo "stop alle armi private. In giro con le armi solo poliziotti e carabinieri". Parole che ricordano quelle dei democratici d'Oltreoceano, riutilizzate qui in modo non proprio azzeccato.

   

   

A sinistra c'è anche chi descrive la provincia pavese come il Selvaggio West: "Salvini fa danni anche spargendo idee pericolose sull'uso delle armi nelle strade. Ce lo ricordiamo bene da ministro dell'Interno che si fa fotografare mentre imbraccia un mitra ma le pose da 'giustiziere' oggi ce le risparmi", afferma la senatrice dem Tatjana Rojc.

  • Enrico Cicchetti
  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016