Il retroscena

Simbolo, nome, capigruppo e Rousseau made in Viterbo: le mosse di Conte leader M5s

Intanto come capogruppo alla Camera si fa il nome dell'ex ministra Lucia Azzolina. Il terzo mandato? La verità a un mese dalle elezioni

Simone Canettieri

La rivoluzione dell'ex premier: nel contrassegno elettorale sparirà il Blog delle stelle e in molti gli chiedono di rivedere anche il nome del Movimento

Sarà rivoluzione quella di Conte? Se sì, di sicuro a chilometri zero. Al massimo ottanta. Prima la sera i grillini andavano in via Morrone (altro che via Veneto), cuore milanese della Casaleggio associati; ora per esplorare le viscere virtuali del M5s toccherà farsi un giro (via Cassia bis, occhio alle buche) a Viterbo. Dove ha sede la società informatica Isa srl – al centro dieci anni fa di un’inchiesta per tangenti Asl finita poi tra assoluzioni, prescrizioni e condanne –  che sta costruendo la nuova Rousseau. Una delle tante novità del  corso contiano. Cambierà il simbolo del M5s. In molti spingono anche per il nome. Poi la segreteria, i capigruppo, la sede.  

Cambierà soprattutto l’approccio al governo Draghi. Il modo cioè di stare seduti a tavola. Almeno per il momento, poi si vedrà. Visto che Alessandro Di Battista, corteggiato dall’ex premier, continua a dire agli amici grillini: “Se mi volete scegliete tra me e l’ex banchiere”. 

“Il cronoprogramma di Conte”, termine che fa rivenire in mente i tempi di Palazzo Chigi e dei dpcm, è destinato a tracciare una linea a fine mese. Quando finalmente ci sarà l’elezione del capo politico del M5s e, contestualmente, il cambio dello statuto che prevede oggi una guida collegiale. Prima, con ricchi premi e cotillon, un evento pubblico e in presenza per illustrare la carta dei valori e le nuove regole d’ingaggio del neo Movimento. 

I parlamentari vogliono sapere se ci sarà una deroga al secondo mandato. Lo chiede chi ci spera (come i vari big, da Luigi Di Maio in giù), ma è in trepida attesa anche chi non lo vuole (gli eletti alla prima legislatura). Conte svicola su questo argomento e lo affronterà solo a ridosso delle elezioni, quando aprirà alle deroghe in base al merito (come annunciato dal Foglio nei mesi scorsi). Prima di quel passaggio cruciale, ma lontano, ci sono i buoni propositi da mettere subito in atto. A partire appunto dal rapporto con Mario Draghi.

“Il disorientamento per alcune decisioni”, come rimarcato nell’intervista di ieri al Corriere, si tramuterà in “intransigenza”, come la chiama il ministro Stefano Patuanelli, su alcune battaglie. Dalla transizione ecologica alla riforma della giustizia. Sarà un caso, o forse no, ma proprio ieri dopo mesi di lungo silenzio è tornato a battere un colpo Alfonso Bonafede, ex Guardasigilli chiedendo “più coraggio sulla semplificazione del processo civile”. 

Conte incontrerà il suo successore a fine mese, quando cioè gli iscritti del M5s gli avranno messo sul capo la corona di leader. Nel frattempo continua il lavoro di pubbliche relazioni con la base: ieri ha incontrato gli eletti umbri e ha soprattutto riguardato, con il suo pool di avvocati e notai, il nuovo statuto. Quello che vedrà sempre la presenza di Beppe Grillo come garante, ma con meno poteri rispetto a oggi, e senza riferimenti al secondo mandato. Di sicuro, questo sì, il simbolo è destinato a cambiare: ora campeggia “Il Blog delle stelle” di Davide Casaleggio. In molti stanno spingendo anche per un aggiustamento del nome, seppur lieve. I parlamentari scalpitano: alla Camera a fine anno potrebbe  essere eletta come capogruppo Lucia Azzolina; per il Senato dopo l’estate si fa il nome di una tra Castellone, Lupo e Maiorino.  Avanti le donne, stile Letta.

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  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero, prima ancora Parma, Firenze e Viterbo, dove iniziò a 19 anni con un pezzo sul pattinaggio artistico. Ama i giornali, e soprattutto le notizie. Molto meno le bio. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.