Ritratto del governo impossibile
Nell’incertezza sugli sviluppi della crisi, unità nazionale: Mattarella dà l’incarico a Michela Vittoria Brambilla. Crimi, Renzi, Meloni e Salvini nell’esecutivo. La tutela degli animali primo punto del programma. L’opzione del governo istituzionale nella pazza cronaca del nostro Inviato fisso al Quirinale
di
1 FEB 21

Con una crisi istituzionale come quella in corso, mai vista dai tempi del governo Salandra, il segretario del Quirinale dott. Ugo Zampetti prende in mano il pallino. Zampetti: “Signor presidente, questi non si decidono… fuori Conte, dentro Conte, fuori Renzi, dentro la Boschi…”. Mattarella: “Hai ragione Ugo. Cosa dici di fare?”. Zampetti: “Chiamiamo una personalità che si è distinta in un settore su cui tutti sono d’accordo?”. Mattarella: “Global warming?”. Zampetti: “No! Perché al Foglio giustamente hanno delle perplessità: Diciamo sulla tutela degli animali e il loro benessere”. Mattarella: “Ottimo! La Michela Vittoria Brambilla”. Zampetti: “Giusto presidente! E’ la figura ideale per un governo di unità nazionale”. Mattarella: “Ugo, convochi subito l’on. dottoressa Brambilla, le annunci che è incaricata di formare il nuovo governo”.
Subito l’Ansa batte la notizia. La Brambilla ne viene a conoscenza dal direttore del canile di Milano, dove stava prestando volontariato. Parte subito per Roma tramite l’Italo delle 21.30 da Milano Rogoredo. Alle 6 di mattina è al Quirinale. L’orario è stato fissato da Zampetti.
Mattarella: “Gentile Michela, ho pensato a te per guidare il nuovo esecutivo”.
Brambilla: “Sono onorata, presidente!”.
Zampetti: “Sarà la prima donna primo ministro nella storia dell’unità d’Italia…”.
Brambilla: “Non ho parole… grazie sia al signor presidente che a lei, s. e. segretario”.
Mattarella: “Vittoria, l’unica cosa che ti chiedo è mettere di fronte alle proprie responsabilità i capi partito!”.
Brambilla: “Se gentilmente mi chiarisce meglio il concetto”.
Mattarella: “Gentile Michela, ho pensato a te per guidare il nuovo esecutivo”.
Brambilla: “Sono onorata, presidente!”.
Zampetti: “Sarà la prima donna primo ministro nella storia dell’unità d’Italia…”.
Brambilla: “Non ho parole… grazie sia al signor presidente che a lei, s. e. segretario”.
Mattarella: “Vittoria, l’unica cosa che ti chiedo è mettere di fronte alle proprie responsabilità i capi partito!”.
Brambilla: “Se gentilmente mi chiarisce meglio il concetto”.
La Brambilla è soddisfatta, non ci sono stati attriti tra i ministri. Convoca per il giorno dopo un altro Consiglio dei ministri, questa volta dentro lo stabilimento della Beretta (la prestigiosa azienda di armi vanto italiano nel mondo). Ordine del giorno: “Abolire la caccia”. Subito si scatenano i ministri. Landini: “Ma pensiamoci bene! Nel settore armi e bombe a mano lavorano 130 mila persone, più l’indotto legato all’abbigliamento militare in uso fra i cacciatori”. Savini è d’accordo con Landini. La Brambilla arriva a un compromesso grazie alla mediazione di Berlusconi: sono aboliti i quagliodromi (quelle vergognose strutture dove si tira alla quaglia), per il resto si delega alle regioni la materia. In pratica rimane tutto come prima. Un sottosegretario propone di dare il permesso di tirare agli aironi (sia a terra che in volo), proposta respinta all’unanimità dal Consiglio dei ministri.
Si passa a un altro punto delicato: “Ambulanze per cani con stessa dignità delle ambulanze per uomo”. Tutti sono d’accordo. Ma non sui dettagli. Rocco Casalino vorrebbe che a sirene spiegate possano attraversare con il semaforo rosso, mentre Crosetto dice: “Va bene tutto! Ma se c’è un’ambulanza con su un cane, può anche aspettare che venga il semaforo verde. Anche per l’incolumità degli altri automobilisti”. Alla fine si raggiunge un accordo: le ambulanze per cani sono equiparate alle ambulanze umane. Mentre per il trasporto in cliniche veterinarie di bovini e ovini gli autisti devono comportarsi come se avessero un carico di prodotti già macellati. Dispiace dirlo (questa postilla viene aggiunta al decreto legge).
Nonostante le premesse non fossero incoraggianti, vista la compagine così eterogenea, il governo Brambilla va a gonfie vele. Anzi viene più volte applaudito in Parlamento. Alcuni onorevoli (richiamati benevolmente dal presidente Fico) cantano “Michela, Michela, è te che l’Italia aspettava. Michela Michela, torneremo ai fasti del 15 per cento di pil in più ogni anno”.
Nel Consiglio dei ministri convocato a Ivrea nella ex Olivetti, il ministro cardinal Bagnasco propone di votare per accogliere tutta l’Africa in Europa (chi vuole venire, è chiaro). Salvini per rispetto dell’alto porporato si astiene. La Meloni obietta ma molto mestamente: “Sua Eminenza, lei parla di tutta Europa ma gli altri stati sono favorevoli?”.
Bagnasco: “Non so, telefono adesso a Gentiloni”.
La telefonata in vivavoce: “Paolo, mi chiedono se voi a Bruxelles siete d’accordo di far venire mezza Africa in Europa e mandare mezza Europa in Africa a fare ponti e acquedotti. Cosa dici?”
Gentiloni: “Sono d’accordo al 100 per cento”.
Sentito ciò, anche la Meloni vota a favore. Dice solo: “Voglio però vedere i decreti attuativi del provvedimento!”.
Brambilla: “Ma certo Giorgia, e per farti capire che sentiamo le tue esigenze voglio fare una legge da te proposta. Dimmi pure…”.
Meloni: “Che in ogni finestra d’Italia per legge si esponga il tricolore. Estate e inverno. Chi non dovesse adempiere incorre in sanzioni”.
Brambilla: “Giusto! Votiamo la proposta di Giorgia!”.
Voto unanime. Si astiene Vito Crimi, che però ci ripensa e chiede di mettere a verbale il suo voto a favore.
Sempre nello stesso Consiglio dei ministri, Antonio Razzi propone di mettere fuori legge il Wwf. Ecco il suo intervento: “Non ho niente contro il Wwf, ma leggendo i bilanci spendono il 75 per cento in pubblicità per raccogliere fondi e il 23 per cento per pagare gli stipendi ai dipendenti. Il misero resto va a favore delle regioni fondanti dell’associazione”.
Bersani interviene: “Ha ragione l’amico Antonio, basta con la scusa del terzo settore e del no profit. Questi fanno più soldi che le aziende quotate in Borsa”.
La telefonata in vivavoce: “Paolo, mi chiedono se voi a Bruxelles siete d’accordo di far venire mezza Africa in Europa e mandare mezza Europa in Africa a fare ponti e acquedotti. Cosa dici?”
Gentiloni: “Sono d’accordo al 100 per cento”.
Sentito ciò, anche la Meloni vota a favore. Dice solo: “Voglio però vedere i decreti attuativi del provvedimento!”.
Brambilla: “Ma certo Giorgia, e per farti capire che sentiamo le tue esigenze voglio fare una legge da te proposta. Dimmi pure…”.
Meloni: “Che in ogni finestra d’Italia per legge si esponga il tricolore. Estate e inverno. Chi non dovesse adempiere incorre in sanzioni”.
Brambilla: “Giusto! Votiamo la proposta di Giorgia!”.
Voto unanime. Si astiene Vito Crimi, che però ci ripensa e chiede di mettere a verbale il suo voto a favore.
Sempre nello stesso Consiglio dei ministri, Antonio Razzi propone di mettere fuori legge il Wwf. Ecco il suo intervento: “Non ho niente contro il Wwf, ma leggendo i bilanci spendono il 75 per cento in pubblicità per raccogliere fondi e il 23 per cento per pagare gli stipendi ai dipendenti. Il misero resto va a favore delle regioni fondanti dell’associazione”.
Bersani interviene: “Ha ragione l’amico Antonio, basta con la scusa del terzo settore e del no profit. Questi fanno più soldi che le aziende quotate in Borsa”.
La proposta viene messa ai voti, per legge il Wwf viene estinto. C’è però l’insidia del passaggio parlamentare. La Brambilla per la tenuta del governo chiama Fico: “Roberto, non vorrei spaccare il Parlamento, puoi calendarizzare il voto per abolire il Wwf tra due anni?”.
Fico: “Certo Vittoria! Ci mancherebbe che cada il governo per il Wwf. Va bene tutto, ma mi sembra si siano allargati un po’ troppo. Hanno di quelle pretese…”.
Brambilla: “Infatti, vogliono chiudere le piattaforme offshore petrolifere, ma solo le nostre. Così rimangono a estrarre inglesi e francesi”.
Fico: “Michela stai tranquilla, tu fai un decreto legge. Poi, scaduto il termine, lo prorogo io anche se non è nelle mie prerogative”.
Brambilla: “Grazie Roberto! Quando hai bisogno chiama”.
Fico: “Sì, mi raccomando il contributo per il gattile di Abano Terme. Ci tengo tantissimo: c’è una colonia felina numerosa e la gattara è stata portata al manicomio ieri. Non possiamo abbandonarli”.
Brambilla: “Certo! Firmo subito un dpcm. Ciao, grazie”.
Mattarella chiama la Brambilla al telefono: “Michela, stai andando alla grande, però è tempo di entrare su argomenti dirimenti per la tua maggioranza”.
Brambilla: “Tipo?”.
Mattarella: “Recovery fund, piano vaccini…”.
Brambilla: “Sì, convoco subito un Consiglio dei ministri straordinario”.+
Mattarella: “Per curiosità: dove lo convochi?”.
Brambilla: “Al porto di Gioia Tauro”.
Mattarella: “Ottima scelta, dobbiamo ribadire in zone borderline che lo stato è presente”.
Fico: “Certo Vittoria! Ci mancherebbe che cada il governo per il Wwf. Va bene tutto, ma mi sembra si siano allargati un po’ troppo. Hanno di quelle pretese…”.
Brambilla: “Infatti, vogliono chiudere le piattaforme offshore petrolifere, ma solo le nostre. Così rimangono a estrarre inglesi e francesi”.
Fico: “Michela stai tranquilla, tu fai un decreto legge. Poi, scaduto il termine, lo prorogo io anche se non è nelle mie prerogative”.
Brambilla: “Grazie Roberto! Quando hai bisogno chiama”.
Fico: “Sì, mi raccomando il contributo per il gattile di Abano Terme. Ci tengo tantissimo: c’è una colonia felina numerosa e la gattara è stata portata al manicomio ieri. Non possiamo abbandonarli”.
Brambilla: “Certo! Firmo subito un dpcm. Ciao, grazie”.
Mattarella chiama la Brambilla al telefono: “Michela, stai andando alla grande, però è tempo di entrare su argomenti dirimenti per la tua maggioranza”.
Brambilla: “Tipo?”.
Mattarella: “Recovery fund, piano vaccini…”.
Brambilla: “Sì, convoco subito un Consiglio dei ministri straordinario”.+
Mattarella: “Per curiosità: dove lo convochi?”.
Brambilla: “Al porto di Gioia Tauro”.
Mattarella: “Ottima scelta, dobbiamo ribadire in zone borderline che lo stato è presente”.
Infatti i ministri e i sottosegretari si trovano nel bel porto di Gioia Tauro. Ordine del giorno: “Chiudere il porto di Genova e fare come hub-portuale nazionale Gioia Tauro”. I ministri sono tutti d’accordo tranne Vito Crimi, che però dopo averci pensato chiede una rettifica: “Gentilmente mettere a verbale il mio sì, sono d’accordo anch’io, anche perché ho appena sentito Grillo”.
Brambilla: “Non pensavo andasse contro la sua città!”.
Vito Crimi: “Ma quello dipende da come si alza la mattina, non so nemmeno io come abbiamo fatto a dargli retta”.
La Boschi: “E’ matto?”.
Crimi: “Penso di sì! Ma che rimanga tra noi”.
La Boschi: “Tranquillo! Ci mancherebbe”.
Brambilla: “Non pensavo andasse contro la sua città!”.
Vito Crimi: “Ma quello dipende da come si alza la mattina, non so nemmeno io come abbiamo fatto a dargli retta”.
La Boschi: “E’ matto?”.
Crimi: “Penso di sì! Ma che rimanga tra noi”.
La Boschi: “Tranquillo! Ci mancherebbe”.
Casaleggio invece va a ruffianare a Grillo. Grillo stupisce ancora una volta l’interlocutore: “Crimi ha detto che sono matto? Ha fatto benissimo, infatti prendo diverse pastiglie per avere un minimo di decoro. Altrimenti mi viene da denudarmi e correre sulla via Aurelia gridando: Anna ti amo!” (Non sappiamo: si suppone Anna Falchi o Anna Tatangelo).
Zampetti: “Il presidente vuole che entrino nel suo governo Vito Crimi, Casaleggio, Zingaretti, Renzi, Bersani, Nencini, Tabacci, Berlusconi, Tajani, Meloni, Crosetto, Salvini, Giorgetti, Razzi per gli italiani all’estero. Più Landini, Bonomi, Annamaria Furlan e Binetti. Conte con il suo 12 per cento”.
Brambilla: “Caspita che squadra. C’è da non dormire la notte”.
Brambilla: “Caspita che squadra. C’è da non dormire la notte”.
Mattarella: “Michela, è un compito non semplice, ma puoi farcela. Inizia nel primo Consiglio dei ministri a licenziare una legge sull’abolizione delle orche marine negli acqua-park. La firmo subito. Ho già testato i segretari dei partiti. Tutti ci stanno”.
Infatti il primo governo Brambilla ottiene la fiducia delle Camere. In pratica non c’è nessun parlamentare che vota contro. Il governo che va al Quirinale a giurare è così composto:
Presidente del Consiglio dei ministri: on. Michela Vittoria Brambilla.
Alla Farnesina: dott. Guido Crosetto (Fratelli d’Italia).
Al Viminale: prof. dott. Pier Luigi Bersani.
Alle Politiche economiche: dott. Rocco Casalino.
Alle Finanze: dott. Silvio cav. Berlusconi”.
Alla Giustizia: Matteo Salvini.
Alla Difesa: cardinale S. E. Angelo Bagnasco.
Università e Ricerca: geometra Antonio Razzi.
Lavoro e Politiche sociali: avv. Giuseppe Conte.
Agricoltura e foreste: dottoressa Sandra Lonardo (senatrice) in Mastella.
Trasporti: dottoressa on. Maria Elena Boschi.
Salute: dott. prof. Alberto Zangrillo (Forza Italia).
Funzione pubblica: Maurizio ragionier Landini.
Rapporti con il Parlamento: dott. prof. Ignazio Visco.
Riforme istituzionali: dott. Luca Palamara.
Affari regionali: Vincenzo De Luca.
Politiche europee: Giorgia Meloni.
Alla Farnesina: dott. Guido Crosetto (Fratelli d’Italia).
Al Viminale: prof. dott. Pier Luigi Bersani.
Alle Politiche economiche: dott. Rocco Casalino.
Alle Finanze: dott. Silvio cav. Berlusconi”.
Alla Giustizia: Matteo Salvini.
Alla Difesa: cardinale S. E. Angelo Bagnasco.
Università e Ricerca: geometra Antonio Razzi.
Lavoro e Politiche sociali: avv. Giuseppe Conte.
Agricoltura e foreste: dottoressa Sandra Lonardo (senatrice) in Mastella.
Trasporti: dottoressa on. Maria Elena Boschi.
Salute: dott. prof. Alberto Zangrillo (Forza Italia).
Funzione pubblica: Maurizio ragionier Landini.
Rapporti con il Parlamento: dott. prof. Ignazio Visco.
Riforme istituzionali: dott. Luca Palamara.
Affari regionali: Vincenzo De Luca.
Politiche europee: Giorgia Meloni.
Bellissime foto del gruppo sui profili istituzionali social sia del Quirinale che di Palazzo Chigi. La prima seduta del Consiglio dei ministri si svolge sotto il tendone del Circo Medrano, ormai fermo da un anno a Chieti. Ordine del giorno: “Abolizione dei circhi con bestiame”. Il dibattito non è acceso, solo Salvini interviene e dice: “Se aboliamo il circo con gli orchi e le gazzelle di Thompson, a questo punto aboliamo anche i circhi senza bestiame”. Infatti sarebbe concorrenza sleale. La mozione passa. Il governo redige una legge che abolisce ogni forma di spettacolo viaggiante. Anche dei marionettisti (pochi ormai). Il Parlamento approva.
Sempre nel Consiglio dei ministri di Gioia Tauro si provvede a dare l’autorizzazione a installare missili da crociera Nato nell’area dell’aeroporto militare di Ciampino. Poche obiezioni. Anche i rappresentanti di Liberi e uguali protestano poco. Degno di nota l’intervento del sottosegretario Fratoianni: “Se è questo il pegno da pagare per tenere insieme questo esecutivo, che fino a oggi ha lavorato in modo eccellente, sono tristemente favorevole all’insediamento. Chiedo solo che l’oasi dei fenicotteri rosa lì vicino non venga disturbata”.
Interviene la presidente Brambilla: “Ma certo! Figurati. Anzi, è meglio avere i missili intercontinentali nei silos interrati. Primo: è difficile che vengano lanciati. Secondo: Nel caso succede una o due volte l’anno e contro la Corea del Nord dove i diritti del bestiame non esistono. I fenicotteri sono oggi disturbati dai continui atterraggi di velivoli militari, per cui Nicola (Fratoianni) con me problemi per gli animali non ci saranno mai”.
Interviene Palamara che dice: “Sono favorevole, ma chi dà l’autorizzazione al lancio dei missili?”.
Interviene De Luca Vincenzo: “Per legge dovrei essere io, però mi rimetto al presidente Brambilla”.
Brambilla: “Adesso non decidiamo, quando sarà il momento di tirare una supposta intercontinentale in Asia vedremo. Sì, al limite decidi tu Vincenzo (De Luca)”.
De Luca: “Ti ringrazio per la fiducia Michela Vittoria”.
Brambilla: “Ma figurati! Ringrazio te Vincenzo e se l’assemblea è d’accordo metto ai voti De Luca vice primo ministro (con delega alla sicurezza nazionale). Proposta che passa per acclamazione. Anche Vito Crimi stavolta non ha bisogno di inutili ripensamenti.
Interviene De Luca Vincenzo: “Per legge dovrei essere io, però mi rimetto al presidente Brambilla”.
Brambilla: “Adesso non decidiamo, quando sarà il momento di tirare una supposta intercontinentale in Asia vedremo. Sì, al limite decidi tu Vincenzo (De Luca)”.
De Luca: “Ti ringrazio per la fiducia Michela Vittoria”.
Brambilla: “Ma figurati! Ringrazio te Vincenzo e se l’assemblea è d’accordo metto ai voti De Luca vice primo ministro (con delega alla sicurezza nazionale). Proposta che passa per acclamazione. Anche Vito Crimi stavolta non ha bisogno di inutili ripensamenti.
Il governo galoppa. Fiducia su fiducia. Troppo bello. Infatti la Presidente Brambilla riceve una telefonata dal segretario Zampetti: “Onorevole Brambilla, il presidente la desidera al Quirinale tra 10 minuti”.
Brambilla: “Sì, volentieri, ma sono all’isola ecologica del comune di Vieste, per controllare il regolare funzionamento della stessa”.
Zampetti: “Ok! Venga per pranzo!”.
La Brambilla si presenta in tuta da ginnastica (è bellissima).
Mattarella: “Voglio ringraziarti per il lavoro fin qui svolto”.
Brambilla: “Ma?”.
Mattarella: “Il tuo era un governo di emergenza nazionale e quindi di unità nazionale. Le cose sono state grazie a te sistemate, è tempo di tornare alla normalità”.
Brambilla: “Non ti capisco Sergio!”.
Mattarella: “Avrei deciso di sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate”.
Brambilla: “Ma sei nel semestre bianco”.
Mattarella: “Lo so! Ma faremo uno strappo alla regola, ho già parlato con Ursula che mi ha detto: vai Sergio!”.
Brambilla: “Ma ho la maggioranza ampia che più non si può, nei due rami del Parlamento. Andiamo d’amore e d’accordo, anche tra cani e gatti”. Zampetti trattiene un sorriso.
Mattarella: “Va bene! Mi hai convinto! Stai in carica fino a fine legislatura. Però non voglio essere rieletto”.
Brambilla: “Ma cosa dici Sergio? Noi del governo e tutto il Parlamento e i delegati regionali, si è già deciso. Sei tu l’inquilino del Colle fino al 2029”.
Zampetti: “Certo! Presidente è così!”.
Mattarella: “Va bene, accetto! Questo colloquio non c’è mai stato. Avanti con il governo di unità nazionale. Al limite cambia due ministri”.
Brambilla: “Tu quali dici?”.
Mattarella: “Metti Maria Elena Boschi al Viminale e la signora Mastella alla Sanità”.
Brambilla: “Consideralo già fatto! Zangrillo e Bersani li spedisco in Europa come uomini di fiducia del presidente Sassoli a Bruxelles”.
Mattarella: “Sassoli sindaco a Roma, il governo è d’accordo?”.
Brambilla: “Se lo sei tu, certamente!”.
Zampetti: “Ok! Venga per pranzo!”.
La Brambilla si presenta in tuta da ginnastica (è bellissima).
Mattarella: “Voglio ringraziarti per il lavoro fin qui svolto”.
Brambilla: “Ma?”.
Mattarella: “Il tuo era un governo di emergenza nazionale e quindi di unità nazionale. Le cose sono state grazie a te sistemate, è tempo di tornare alla normalità”.
Brambilla: “Non ti capisco Sergio!”.
Mattarella: “Avrei deciso di sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate”.
Brambilla: “Ma sei nel semestre bianco”.
Mattarella: “Lo so! Ma faremo uno strappo alla regola, ho già parlato con Ursula che mi ha detto: vai Sergio!”.
Brambilla: “Ma ho la maggioranza ampia che più non si può, nei due rami del Parlamento. Andiamo d’amore e d’accordo, anche tra cani e gatti”. Zampetti trattiene un sorriso.
Mattarella: “Va bene! Mi hai convinto! Stai in carica fino a fine legislatura. Però non voglio essere rieletto”.
Brambilla: “Ma cosa dici Sergio? Noi del governo e tutto il Parlamento e i delegati regionali, si è già deciso. Sei tu l’inquilino del Colle fino al 2029”.
Zampetti: “Certo! Presidente è così!”.
Mattarella: “Va bene, accetto! Questo colloquio non c’è mai stato. Avanti con il governo di unità nazionale. Al limite cambia due ministri”.
Brambilla: “Tu quali dici?”.
Mattarella: “Metti Maria Elena Boschi al Viminale e la signora Mastella alla Sanità”.
Brambilla: “Consideralo già fatto! Zangrillo e Bersani li spedisco in Europa come uomini di fiducia del presidente Sassoli a Bruxelles”.
Mattarella: “Sassoli sindaco a Roma, il governo è d’accordo?”.
Brambilla: “Se lo sei tu, certamente!”.
Intanto quel guastafeste di Alessandro Di Battista via Facebook “scalda la testa” ai parlamentari grillini: “Basta essere dentro in questo governo. Abbiamo fatto la nostra parte…”. Alcuni deputati lo seguono. Interviene sul suo blog il matto di Genova che fa ritornare ai ranghi i deputati rivoltosi. Grillo: “Si va avanti a dare la fiducia al governo Brambilla, abbiamo dentro Casaleggio e Crimi, sono una garanzia, chi vota contro è fuori dal Movimento. E lei, De Falco, non pensi di essere ancora al comando di una capitaneria di porto. Si rimetta in riga. E’ stato eletto con i voti dei cittadini 5 stelle”. De Falco rassegna le dimissioni da senatore e si candida a sindaco di Napoli, essendo che De Magistris si è candidato alla presidenza della regione Calabria.
La Brambilla riceve Kamala Harris a Roma, entrambe sostengono la messa al bando delle baleniere, sia dell’Alaska che del Giappone. Per la prima volta nella storia c’è un Consiglio dei ministri, a Honolulu, di due stati: Usa-Italia. Ministri delle due nazioni seduti fianco a fianco firmano leggi a tutela dell’ambiente, valide sia per gli Stati Uniti che per l’Italia. Tra questi provvedimenti:
- Lasciar stare i leoni marini sul pontile di San Francisco, al limite portarne due a Fregene (sempre con il permesso del sindaco).
- Vietato bastonare i pachidermi che non eseguono l’inchino al pubblico nei circhi di alcuni stati dove tali spettacoli esistono ancora (Texas, Nevada, Lombardia).
- Vaccinare tutta la fauna presente nei due stati, compresa l’aquila reale e il pinguino imperatore che di solito stanno benissimo. Principio della massima tutela.
- Sbaraccare le basi artiche dei due stati che continuano a prelevare carote di ghiaccio e fanno collassare il pavimento dove camminano gli orsi bianchi, che si stanno estinguendo per colpa di questi scienziati.
- Mettere l’anellino alla zampa a ogni specie di colibrì, che non essendo più bilanciato penderà da una parte (la parte dove gli si mette l’anello).
- Convincere chi usa, nelle risaie dell’Indocina, un bove per tirare l’aratro, che è tempo di sostituirlo con un motore a scoppio John Deere (ma anche altre marche sono buone).
- Lasciar stare i leoni marini sul pontile di San Francisco, al limite portarne due a Fregene (sempre con il permesso del sindaco).
- Vietato bastonare i pachidermi che non eseguono l’inchino al pubblico nei circhi di alcuni stati dove tali spettacoli esistono ancora (Texas, Nevada, Lombardia).
- Vaccinare tutta la fauna presente nei due stati, compresa l’aquila reale e il pinguino imperatore che di solito stanno benissimo. Principio della massima tutela.
- Sbaraccare le basi artiche dei due stati che continuano a prelevare carote di ghiaccio e fanno collassare il pavimento dove camminano gli orsi bianchi, che si stanno estinguendo per colpa di questi scienziati.
- Mettere l’anellino alla zampa a ogni specie di colibrì, che non essendo più bilanciato penderà da una parte (la parte dove gli si mette l’anello).
- Convincere chi usa, nelle risaie dell’Indocina, un bove per tirare l’aratro, che è tempo di sostituirlo con un motore a scoppio John Deere (ma anche altre marche sono buone).
Dopo la visita della vicepresidente Usa, la Michela Vittoria si reca in Spagna. Il colloquio è su YouTube con il principe re Felipe.
Felipe: “Ciao! Michela, che piacere, complimenti. Il tuo governo è un’eccellenza per l’Europa”.
Brambilla: “Felipe! Volevo parlarti di molte cose, fondi comunitari, banche, ma in modo prioritario c’è una cosa”.
Felipe: “Dimmi! Amica mia”.
Brambilla: “Abolisci la corrida!”
Felipe: “Così a freddo mi trovi impreparato; Michela, la fanno anche al di là dei Pirenei in Francia e in Messico”.
Michela: “Lo so! Ma gli allevamenti di tori più potenti sono qui”.
Felipe: “Sai è una questione di tradizione, poi dovrebbe decidere il mio primo ministro. Piuttosto, perché non la introducete anche in Italia?”
Brambilla: “Alcuni miei ministri la vorrebbero in via sperimentale nella provincia di Teramo!”.
Felipe: “Ma è una notizia bellissima, ti do io i tori”.
Brambilla: “Ma ci manca una scuola di toreri all’altezza, in Italia”.
Felipe: “Ma non c’è problema; ne apriamo una nelle Murge, ti mando degli insegnanti top del settore”.
Brambilla: “Devo sentire il mio Consiglio dei ministri”.
Felipe: “Certo! Certo! Chiamami appena sai qualcosa!”.
Brambilla: “Ciao, grazie”.
Brambilla: “Felipe! Volevo parlarti di molte cose, fondi comunitari, banche, ma in modo prioritario c’è una cosa”.
Felipe: “Dimmi! Amica mia”.
Brambilla: “Abolisci la corrida!”
Felipe: “Così a freddo mi trovi impreparato; Michela, la fanno anche al di là dei Pirenei in Francia e in Messico”.
Michela: “Lo so! Ma gli allevamenti di tori più potenti sono qui”.
Felipe: “Sai è una questione di tradizione, poi dovrebbe decidere il mio primo ministro. Piuttosto, perché non la introducete anche in Italia?”
Brambilla: “Alcuni miei ministri la vorrebbero in via sperimentale nella provincia di Teramo!”.
Felipe: “Ma è una notizia bellissima, ti do io i tori”.
Brambilla: “Ma ci manca una scuola di toreri all’altezza, in Italia”.
Felipe: “Ma non c’è problema; ne apriamo una nelle Murge, ti mando degli insegnanti top del settore”.
Brambilla: “Devo sentire il mio Consiglio dei ministri”.
Felipe: “Certo! Certo! Chiamami appena sai qualcosa!”.
Brambilla: “Ciao, grazie”.
Viene indetto un Consiglio dei ministri notturno al Salone del mobile di Nuoro. Ordine del giorno: “Introdurre gradualmente in Italia la corrida”. Motivazioni: “Notevole indotto, con nuovi posti di lavoro, ecc., incremento del pil del 5 per cento secco”. Dopo l’esposizione della Brambilla che dichiara la sua astensione al voto, il Consiglio dibatte. Sono quasi tutti favorevoli a introdurre la corrida per un periodo breve. Tanto per risollevare l’economia provata dalla pandemia. Nettamente contro Vito Crimi che minaccia di dimettersi. Quando però vede i plastici delle 21 arene con le magnifiche Plazas de Toros ubicate nei venti capoluoghi di regione (due a Roma), si convince. “Voto sì”, dichiara tra gli applausi dei colleghi ministri.
La prima corrida si svolge a Bologna. Nella nuova arena, 150 mila posti tutti esauriti. In tribuna, il Consiglio dei ministri al completo, sul palco d’onore la famiglia reale spagnola. Non viene “matato” nessun toro, ci si limita a farli imbizzarrire con i matador che si prendono gioco di loro. Purtroppo un toro scappa e viene giustamente sedato dalla guardia forestale. Riportato nell’arena, subisce gli scherzi dei matador. Di picca e di spada. Il governo applaude. Un successo. Ben presto la corrida in Italia supera il calcio come popolarità. Ogni cittadina ha la sua Plaza de Toros, nascono scuole per bambini torero. La corrida viene ammessa come sport al Coni, al Foro Italico. Tutto grazie a un decreto legge. Alcuni tori di pregio vengono rapiti e si chiede il riscatto. La delinquenza ha trovato un nuovo settore dove giustamente lucrare. I tori, al pagamento, vengono riconsegnati più belli e forti di prima. Creta, famosa per il culto dei tori, per protesta contro l’Italia, esce dall’Ue. A Bruxelles dichiarano: “Ci dispiace che Nicosia sia uscita dall’Unione europea. Francamente meglio perdere loro che l’Italia, paese fondatore dell’Unione”. Il governo Brambilla, prima di dimettersi, vieta le corride su tutto il territorio nazionale. Ma il vizio ormai è stato preso. Migliaia di corride abusive si svolgono in ogni angolo del bel paese. Ciao! Vado a vederne una adesso a Forlì (ne approfitto per incontrare dopo 25 anni l’amore più grande della mia vita).
Nella storia del XXII secolo, il governo Brambilla verrà ricordato come il peggiore di sempre. Tanto che gli studenti di quel tempo lo chiameranno il “governo dei tori”. Nel XXIII secolo invece, verrà rivista questa tesi e il governo Brambilla non solo sarà riabilitato, ma verrà definito uno degli esecutivi più moderni dai tempi del Rinascimento. Una cosa è certa: il governo Brambilla sarà sui libri di storia. Altri meno. Con rispetto parlando.