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Il modello Zaia funziona
Prendere decisioni chiare non implica perdere consensi. Appunti per Conte
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19 DEC 20
Ultimo aggiornamento: 05:19 AM

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, in considerazione della situazione particolarmente grave del contagio nella sua regione, ha deciso di proibire gli spostamenti tra comuni dopo le ore 14 a cominciare da oggi fino all’Epifania. Si tratta di una misura molto rigida, della cui necessità ed efficacia naturalmente si può discutere. Però è stata una scelta tempestiva e chiara, comunicata per tempo alla popolazione, senza cincischiamenti o giri di parole.
E’ difficile dire ora se Zaia ha preso una decisione giusta, come d’altronde, in una situazione di incertezza data dall’andamento della pandemia, è difficile giudicare preventivamente qualsiasi scelta. Però è certo che quel che Zaia dice poi lo fa e i cittadini veneti lo rispettano per questo, anche quelli che non sono d’accordo con lui. Si dirà che il presidente del Veneto si può permettere queste forme di decisionismo piuttosto radicali perché gode di un vastissimo consenso popolare. Forse però è vero il contrario: gode di questo consenso perché sa prendere decisioni anche scomode e impopolari, perché obbedisce alla logica della lotta al contagio per come la percepisce, senza nemmeno farsi orientare dalle posizioni politiche del suo partito, tant’è vero che spesso si muove in direzione diversa o addirittura opposta a quella indicata da Matteo Salvini.
E’ ovvio il paragone con il modo di agire del governo nazionale, che arriva sempre all’ultimo momento a comunicare le proprie scelte, spesso dopo che la discussione interna ha assunto i caratteri di una disputa tra posizioni politiche e la conclusione dà la sensazione di essere influenzata soprattutto dall’attesa di consenso o di dissenso della popolazione. Paradossalmente, nessuno accusa Zaia di agire da dittatore, mentre c’è chi vocifera di tendenze autoritarie dell’incerto Giuseppe Conte. Naturalmente bisogna tenere conto delle differenze istituzionali, della maggiore complessità di un quadro nazionale rispetto a uno regionale, ma in ogni caso l’esito del confronto sembra indiscutibile.