Politica
Crediti della Capitale •
Camilli (Unindustria): “A Romaserve un cambio di passo. Due idee? Expo 2035 e Politecnico”
"La Raggi? Quest'amministrazione non ha espresso una visione del futuro. Calenda e Bertolaso sono entrambi profili validi". Parla il neopresidente di Confindustria Roma

Angelo Camilli (foto dal profilo Facebook di Unindustria)
Scusi, presidente, ma lei dove abita? Com’è la situazione dalle sue parti? “Che fa: sfotte? Abito in zona Corso Trieste, a Roma, e anche da me la realtà è quella che è: penso ai rifiuti, al verde, alla rigenerazione urbana”. Angelo Camilli dallo scorso 1° ottobre è il presidente di Unindustria. Ha preso il posto di Filippo Tortoriello alla guida dell’assemblea della Confindustria di Roma e del Lazio. Nella vita porta avanti Consilia, di cui è presidente e amministratore, azienda leader in Italia nella consulenza per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Camilli, le elezioni incombono nella Capitale. Si tolga subito il dente: parli della giunta Raggi. “Lo diciamo da anni: in questa amministrazione c’è stata, e c’è, un’assenza di dialogo e di ascolto. Ma anche un’incapacità di attrarre investimenti”. Boccia tutta l’avventura grillina senza riserve? “Sono stati anni in cui Roma si è limitata, e nemmeno con grande successo, alla gestione del quotidiano. Rimangono irrisolti i nodi dei servizi pubblici e della vita di tutti i giorni”. Ecco, perché era giusto partire dall’uscio della sua casa. “E in più questa amministrazione non ha espresso una visione del futuro per i prossimi dieci anni. Roma ha bisogno di una squadra e di competenze. Occorre saper gestire il corrente e guardare al futuro. Insomma, serve cambiare passo”.
La sfida del Campidoglio si intreccerà con la Roma post-pandemia. Meglio un politico con esperienze manageriali alla Calenda o un medico esperto di emergenze alla Bertolaso? “Sono entrambi profili validi. Al momento l’unico candidato in campo è Calenda, persona che stimiamo e conosciamo. Ci auguriamo che entro la fine dell’anno tutti i partiti si esprimano con i rispettivi candidati per presentare loro la piattaforma delle nostre proposte. Insomma, sul fatto che dobbiamo togliere i rifiuti dalle strade siamo tutti d’accordo, bisogna capire come, bisogna essere pragmatici. E dunque, per risponderle: va bene un politico, ma anche un profilo della società civile, purché Roma si rialzi”.
Roma, la grande malata. “Il declino parte da prima di questa amministrazione: negli ultimi anni la Capitale ha peggiorato la propria situazione. Penso all’immagine e agli investimenti. la sua immagina e i suoi investimenti. Invece, e non lo dico per facile retorica ma sulla scorta dei numeri e della realtà, questa città ha tutte le carte per mettersi alla guida del paese: università pubbliche e private, è il più grande comune agricolo d’Europa, vanta un’area industriale nella regione, come nel farmaceutico o nell’aerospazio, davvero d’eccellenza. E poi il turismo, il settore dell’audiovisivo. Devo continuare?”. No tutto chiaro, purtroppo. “Sì, purtroppo, dice bene. Già prima della pandemia gli investimenti pro capite erano un terzo rispetto a quelli su Milano. Ora abbiamo una doppia responsabilità: recuperare il gap e riprendere il terreno perso a causa della pandemia”. E come? “Puntando sulla vivibilità della città, con un grande piano che vada oltre il centro. Iniziando ad attrarre grandi eventi, puntando finalmente su un turismo di qualità che spende e porta ricchezza. Lo sa che Roma tornerà a ospitare i turisti che aveva prima del Covid non prima del 2022-23?”.
Due grandi idee di Unindustria? “Abbiamo lanciato la candidatura dell’Expo 2035 e di un Politecnico, con la Regione Lazio, per far cresce nuovi profili scientifici che possono servire alle imprese, ma anche al mondo della pubblica amministrazione”. Due idee minime. “I trasporti e i rifiuti: serve una rivoluzione, concreta”. Atac ai privati? “Sarebbe bastato affidarla a Ferrovie”. Si morde i gomiti per il no grillino alle Olimpiadi? “Fu un’occasione persa, è inutile negarlo. Adesso ci aspetta il Giubileo del 2025: servirà una pianificazione e una struttura in grado di spendere le risorse”. Tema quanto mai attuale in questi giorni di cabine di regia e piramidi per il Recovery Fund. “Ecco, su questo punto siamo preoccupati: l’Italia non potrà mancare un’opportunità del genere. Serviranno investimenti e sviluppo, altrimenti continueremo a fare debito e basta. Il nostro timore è che prevalgano interessi di bottega”. Invece serve una visione alta, altissima. “Ma non dall’alto della funivia”.