(foto Ansa)

Zanda si dimette da presidente del quotidiano Domani

Simone Canettieri

Il senatore del Pd lascia: "Il mio ruolo è incompatibile con la presidenza del cda. La linea politica del giornale? Agli amici dico che non la condivido"

Il senatore del Pd Luigi Zanda si è dimesso da presidente della società editrice Domani, quotidiano edito da Carlo De Benedetti e diretto da Stefano Feltri. Dice Zanda al Foglio: "Il mio ruolo di senatore è incompatibile con la funzione di presidente del cda. Quando accettai questo incarico mi dimisi da tesoriere del Partito democratico e da componente della commissione banche del Parlamento. Non avevo calcolato però la mia funzione politica di senatore". Zanda aggiunge di "non essere d'accordo con la linea editoriale del quotidiano. Ma questo rientra nella libertà di stampa". 

Questa la nota ufficiale di Zanda:

 "Cari amici - scrive Zanda - a più di un mese dalla nascita di Domani, sento di dover fare un primo consuntivo. Queste prime settimane mi hanno permesso di constatare che la posizione di Presidente del Consiglio di amministrazione è, in molte circostanze, non compatibile con la funzione di senatore del Partito Democratico e del centrosinistra italiano. In una parola, ho compreso di trovarmi in una posizione di conflitto di interessi politico-editoriale che, per mio costume e per mia profonda convinzione, non posso sottovalutare". "Con grande rammarico", quindi, conclude il dirigente Pd, "sono costretto a comunicarvi d'aver deciso di dimettermi da Presidente e da consigliere di Domani, alla cui nascita ho, assieme a voi, partecipato con molta intensità e alla cui ideazione da parte dell'ingegner Carlo De Benedetti ho dato tutto il contributo di idee che potevo". "A voi i miei saluti più cordiali e a Domani auguri sinceri di successo", conclude.

 

Di più su questi argomenti: