"Il ristorante della Camera riapre per cena". Ma Fico lo richiude di corsa

Un sms ha avvisato i deputati del ritorno al servizio, seppur nel rispetto delle norme anti-covid. Si tratta di una mensa privata che non è aperta al pubblico, ma questo non ha fermato le spinte populiste del buon esempio
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27 OCT 20
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Il ristorante della Camera ha ballato per poche ore. Avanti e indietro. Prima un sms ne ha annunciato la riapertura ai deputati a partire da questa sera (dalle 19 alle 21) , ma poi, appena è scoppiato il caso, ecco subito la retromarcia: i sigilli rimangono. Perché, complice il timore di passare dalle forchette e ai forconi, il presidente della Camera Roberto Fico ne ha decretato di corsa la chiusura.
La decisione era stata presa dal servizio di ristorazione di Montecitorio d'intesa con i questori della Camera. Fino a oggi i locali erano rimasti sbarrati per via delle misure anti-Covid, una decisione presa ai tempi della prima ondata. Che aveva costretto i deputati a rifocillarsi tramite il cestino da asporto.
Secondo le prime disposizioni il ristorante sarebbe dovuto tornare a funzionare con due sale aperte su tre. Con una capienza massima di quaranta persone. Ma poi si sono scatenati, appunto, il Codacons, le opposizioni, i ristoratori che devono rispettare il dpcm che li obbliga alla serrata dalle 18. Tutti a gridare alla casta, ai politici magna-magna e via discorrendo.
Quando a dirla tutta il ristorante della Camera è come se fosse una mensa, anzi lo è a tutti gli effetti. In quanto non è aperto al pubblico, ma è solo al servizio degli onorevoli. Ma alla fine visti i tempi che corrono Fico ha preferito non farsi sopraffare dall'antipolitica. Da qui lo stop fino a data da destinarsi.