Di Girolamo e cosa può imparare, pure Dibba, dall’Udeur

Ha detto del M5s: "Finirà come l'Udeur". I maestri garantisti di cui avrebbe bisogno Alessandro Di Battista: Clemente Mastella e Nunzia De Girolamo.
3 OTT 20
Ultimo aggiornamento: 04:00
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Quando quell’Aretino Pietro da quattro soldi di Alessandro Di Battista si è spencolato a dire dei cinque esse “finiremo come l’Udeur”, tutti gli esseri senzienti gli hanno risposto quel che si meritava: non arrivate manco a baciargli il fondoschiena.
L’Udeur fu un partito beneventano, almeno quanto il Cinque esse rischia di diventare un partito di Pomigliano, o una discarica informatica col suo obsoleto sistema operativo. Ma qualcosa da imparare dall’Udeur l’avrebbero tutti, a proposito di garantismo: materia in cui Dibba è alquanto debole. Clemente Mastella finì stritolato da un’inchiesta in cui venne coinvolta anche sua moglie. La storia fu forzata e politicizzata all’estremo, lui mediaticamente abbandonato ai cani del giustizialismo, ne sortì la caduta del governo Prodi II.
La storia finì, dopo lungo tempo, in niente. Ora è il turno di Nunzia Di Girolamo, beneventana, famosa quand’era in politica per i suoi dentro e fuori dai tutti i centrismi del centrodestra e molto, anche, per i numerosi scazzi, addii e riabbracci con Mastella, che di Benevento è sempre rimasto l’inaggirabile genius loci. Dopo una lunga e complicata inchiesta, i pm hanno chiesto ora la sua condanna a 8 anni e 2 mesi, per una storia minore di Sanità. Lei ha commentato, con ragione, “avessi ucciso una persona me la sarei cavata con richieste minori”. Come finirà non si sa, comunque il caso di Mastella qualcosa insegna.