Politica
L'intervista •
"Di Battista è solo un bulletto fascista e l'Udeur contava di più del M5s", ci dice Mastella
"Nella sua visione vanesia, l'ex deputato grillino ritiene Di Maio inferiore solo perché il ministro degli Esteri voleva farlo lui". Intervista al sindaco di Benevento

Roma. Sindaco Clemente Mastella, l’ex deputato Alessandro Di Battista dice che il M5s rischia di fare la fine dell’Udeur.
“Masaniello aveva la cultura della strada e del popolo. Questo in realtà è solo un incolto. È un narcisista con un’opaca visione strategica, pronto a fare a botte sul piano politico con i suoi compagni. Non sono io il suo sparring partner”.
Ma l’Udeur contava più o meno del M5s ai suoi tempi?
“Tutto sommato contava di più. Per capacità e per modo di dialogare. All’epoca si veniva eletti con un sistema verticale nelle realtà locali. Qua invece è molto più semplice. Ti metti in fila e finisci per farcela. La mia è una storia di consenso popolare, la sua è la storia di uno che è arrivato perché si è messo in fila. Ha preso il numerino ed è entrato con qualche clic. È un sistema orizzontale”.
Ma ci vede una pars costruens in Di Battista?
“Non ha pars costruens, è solo annebbiato. Nella sua visione vanesia, ritiene Di Maio inferiore solo perché il ministro degli Esteri voleva farlo lui".
Chi è meglio fra Di Battista e Di Maio?
“Meglio Di Maio indubbiamente. Ma di poco, eh, non di molto”.
Ma Di Maio è democristiano?
“Non facciamo paragoni orridi”.
Di Maio ci sarebbe stato bene nell’Udeur?
“No, assolutamente no. Non si arriva all’improvviso. A scuola non puoi diventare professore di matematica senza aver studiato, mettendoci anche fantasia e creatività”.
Di Battista vorrebbe fare il capo del M5s.
“Mi pare esagerato. È vanesio e vanaglorioso anche in questo. È un bulletto che cerca di imitare Che Guevara”.
Un fasciocomunista?
“No è solo fascista. Ma non è un caso, la cultura famigliare è quella. Il padre è fascista. Io ho respirato aria democristiana nella mia famiglia, sarebbe stato un po’ complicato uscire da certi canoni. La sua è proprio una mentalità fascista. Per irruenza nel modo di porsi, per mettersi contro tutto e tutti. Un fascista. Non può essere comunista perché non ha mai avuto l’idea di aprire a sinistra. Si trovava bene con Salvini e con la Lega”.
E il terzomondialismo? I viaggi da cooperante?
“Fuffa. Lui deve essere una sorta di piacione grillino. Deve piacere al popolo e agli intellettuali”.
Ma ha appena detto che è incolto.
“Lo è. Mi chiedo se abbia letto 4 o 5 libri”.
Però li scrive, i libri.
“Fai poca fatica a farlo. I libri te li possono scrivere”.
Insegna anche giornalismo.
“Ormai le cattedre si sprecano quando invece dovrebbero diminuire. Lui fa reportage noiosi e insignificanti, scritti pure malissimo”.
Però è ambizioso.
“Non si capisce che cosa vuole. Vuole fare quello duro e puro? Vuole andare all’opposizione? Lo dicesse pure. Ma comunque sono problemi loro. Dove va Di Battista? Fa un partito suo?”.
Prepara la scissione?
“La scissione con chi? Non supererebbe mai il 5 per cento. Non c’è riuscito neanche Renzi!”.
Dibba potrebbe fondare il Movimento Vivo?
“Assolutamente no. Non è lui il leader castrista che guida la rivoluzione in Italia”.