Politica
Editoriali •
Le comunali archiviano l’antipolitica
Il voto dei comuni segna il ritorno al bipolarismo e la fine di un’èra anticasta

Se si sfoglia la lista dei risultati del voto nei 15 comuni capoluogo di provincia sembra di essere tornati alla dialettica politica di molti anni fa: quasi ovunque la sfida viene vinta da un esponente del centrodestra, come a Venezia, o del centrosinistra, come a Mantova, e dove questo non avviene ci si ritrova con un ballottaggio quasi sempre tra candidati degli schieramenti tradizionali, con l’eccezione di qualche lista civica, come quelle che si confrontano a Matera, dove però in realtà i candidati sono del centrodestra e dei 5 stelle.
I grillini, che quattro anni fa avevano conquistato città del rilievo di Roma e di Torino, sembrano scomparsi dalla scena o, come nel caso citato di Matera, che è comunque un’eccezione, corrono sotto una bandiera civica. Sembra che l’epoca delle fulminee conquiste delle liste antipolitiche sia al suo epilogo: d’altra parte in varie situazioni, a cominciare da quella assai nota di Federico Pizzarotti a Parma, gli antipolitici si sono trasformati in amministratori e politici meno rozzi, abbandonando le sponde grilline, mentre nelle amministrazioni rimaste a 5 stelle per ragioni varie monta un clima di protesta proprio contro di loro.
Le elezioni municipali, per la maggiore conoscenza che i cittadini hanno, quasi quotidianamente, delle scelte delle amministrazioni, possono talora riservare sorprese, ma poi, se la giunta non sa rispondere ai problemi cittadini, arrivano le sanzioni e le bocciature. In particolare nell’attuale situazione particolare, caratterizzata dall’emergenza sanitaria, i cittadini guardano ai fatti più che alle suggestioni propagandistiche.
Al di là dell’assenza sostanziale dei grillini, le comunali tendenzialmente hanno confermato i sindaci uscenti, c’è un sostanziale equilibrio tra centrodestra e centrosinistra (che andrà verificata nei ballottaggi di ottobre) e in pratica una tendenza, anche qui, alla stabilizzazione. Si vede che i cittadini si sono stancati dei colpi di scena e preferiscono affidarsi a chi ha mostrato esperienza e competenza amministrativa. Alla faccia dell’anticasta.