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Non tutti i grillini disdegnano le autostrade ai privati. Il caso Appendino
La società che gestisce il traforo del Frejus e dell’autostrada Torino-Bardonecchia passa ai privati del gruppo Gavio: comune e città metropolitana incassano 272 milioni di euro
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24 JUL 20

Il sindaco di Torino, Chiara Appendino (LaPresse)
Roma. Il mercato è bello perché vario. Adesso lo hanno scoperto anche Chiara Appendino e i Cinque stelle di Torino dopo la vendita al gruppo Gavio della Sitaf, la società che gestisce il traforo del Frejus e dell’autostrada Torino-Bardonecchia, che è importante perché da sempre considerata un’alternativa alla Tav.
Nelle casse del comune di Torino e della città metropolitana arrivano 272 milioni di euro (l’Anas aveva offerto solo 185 milioni): “L’apertura al mercato oltre che doverosa si è dimostrata una scelta vincente”, dice la sindaca di Torino alla Stampa. Il gruppo Gavio sì, i Benetton invece no. Che fine hanno fatto i Cinque stelle statalisti? Funzionano a corrente alternata? Stefano Lo Russo, capogruppo del Pd in comune, questo dubbio ce l’ha e ricostruisce le tappe della vicenda: “Nel 2014 per rispettare lo statuto societario che prevedeva il controllo pubblico sulla autostrada Torino-Bardonecchia la città di Torino conferì le proprie quote Sitaf, società concessionaria mista pubblico-privata, all’Anas per 75 milioni. La procedura fu impugnata dal socio privato, Astm di Gavio, il Tar diede ragione alla città ma il Consiglio di stato annullò e obbligò ad andare a gara pubblica”.
La gara si è appunto conclusa mercoledì con l’aggiudicazione al privato che ha offerto una cifra rilevantissima (272 milioni) battendo l’offerta fatta da Anas (185 milioni). “Risultato: un’ottima plusvalenza economica per la città (150 milioni), per la Città metropolitana (122 milioni) e la totale privatizzazione dell’autostrada in questione”. Fin qui, dice Lo Russo, “tutto bene, personalmente io ho sempre pensato che fossero i capitolati e le clausole delle concessioni e dei contratti di servizio (che stabiliscono investimenti, pedaggi e sanzioni) il terreno su cui andasse verificato e garantito l’interesse pubblico a prescindere dalla natura pubblica o privata del concessionario”. Però qui, dice il capogruppo del Pd, “mi sfugge un particolare: ma perché la stessa forza politica, il M5s, che ha voluto a tutti i costi ri-pubblicizzare con miliardi pubblici dei contribuenti la Società Autostrade dei Benetton sventolando la bandiera dei ‘concessionari pubblici’ adesso con Appendino festeggia perché la vendita della Torino-Bardonecchia è stata aggiudicata alla società Astm dei Gavio (privata) e non all’Anas (pubblica)? E tutte le barricate grilline sui ‘concessionari autostradali pubblici’ e ‘l'intervento dello stato’ dove sono finite? Sono perplesso, molto”.
Chi non è perplesso è invece l’amministratore delegato di Astm, la società del gruppo Gavio che ha appena comprato le quote della Sitaf: “È per noi motivo di particolare orgoglio essersi aggiudicati questa gara. Crediamo nel nostro paese e nelle sue potenzialità. Pur in un momento così difficile, continueremo a investire in Italia consapevoli del ruolo strategico delle infrastrutture per il rilancio dell’economia. L’acquisizione della maggioranza in Sitaf rappresenta inoltre una svolta industriale che permette di dotare la società di un azionariato stabile, con un azionista di controllo, che potrà investire in innovazione, qualità del servizio per gli utenti, tecnologia ed info-mobility, su un asset strategico per il paese che collega Italia e Francia e che dal 2021 vedrà anche il raddoppio della capacità trasportistica con l’apertura della seconda canna del Frejus”. Tutto molto bello, ma perché il privato piace solo quando risolve le ugge dei grillini?