Basta privilegi, tutti in Aula! Così gli anticasta mettono a rischio il Parlamento

Al terzo giorno della Fase 2 i deputati tornano a riempire i banchi di Montecitorio (anche per non essere accusati di non fare niente). E chissenefrega dei contagi 

E il 6 maggio, terzo giorno ufficiale della Fase 2, la Camera dei deputati tornò a essere piena. No, non è un miracolo, i deputati di maggioranza e opposizioni non si sono materializzati improvvisamente sui banchi di Montecitorio con le loro mascherine (ma inevitabilmente senza mantenere il distanziamento sociale). È solo il risultato, l'ennesimo, dell'antipolitica che in questi anni ha caratterizzato gran parte del nostro dibattito pubblico. Deputati e senatori sono “casta” e, in quanto tale, non possono assolutamente godere del “privilegio” di restare a casa. Così tutti in Aula per votare il decreto sull'emergenza coronavirus e assistere all'informativa del ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano. La sicurezza, il diritto alla salute non contano. Se domani, poi, ci si ritroverà con una Parlamento dimezzato dai contagi e impossibilità a garantire la propria funzione legislativa, sapremo chi ringraziare. 

  

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