Il grande Rousseau di stato

Redazione

Dall’identità digitale alla grillizzazione. Cosa dice l’emendamento amato da Casaleggio

Nel giro di meno di 24 ore, tra mercoledì sera e giovedì pomeriggio, il governo ha dapprima presentato e poi ritirato un emendamento al decreto Milleproroghe che prevedeva la creazione di un’identità digitale per tutti i cittadini italiani gestita centralmente dallo stato.

 

La nuova identità digitale avrebbe dovuto sostituire Spid, il sistema per accedere ai servizi digitali della Pubblica amministrazione che attualmente viene gestito in maniera mista pubblico/privata e federata. Con il sistema attuale, alcune aziende private come Poste e Aruba e poche amministrazioni pubbliche (per esempio la regione Emilia-Romagna mediante la sua società Lepida) possono fornire Spid ai cittadini in un regime di competizione di mercato. Con Spid si può fare la dichiarazione dei redditi online, accedere a servizi pubblici e così via. L’emendamento del governo, voluto fortemente dalla ministra grillina all’Innovazione Paola Pisano e presentato da Laura Castelli, aveva l’intento di centralizzare questo modello: sarebbe stato il ministero dell’Interno, assieme ad alcune agenzie statali, a conferire l’identità digitale, eliminando il sistema di libera concorrenza ora in uso, che certo ha alcune criticità ma ha il pregio di una gestione decentrata dei dati dei cittadini, che è più flessibile e sicura. Il modello Pisano invece è centralizzatore, e vorrebbe che lo stato gestisse l’identità digitale libero dai controlli a cui adesso devono sottostare i privati. E’ un sistema molto nelle corde del grillismo e di un grillino in particolare: Davide Casaleggio, che parla di identità digitale quasi ossessivamente (l’ultima volta pochi giorni fa durante un evento alla Camera).

 

Casaleggio ci tiene tantissimo a fornire credenziali di stato a tutti i cittadini, e sostiene che questa sia la base dei diritti politici del Ventunesimo secolo. E a dicembre la ministra Pisano, in un’intervista poi ritrattata, si lasciò sfuggire che in futuro i sistemi di identificazione dello stato potranno essere usati anche al posto delle password su Amazon e su altri siti. Viene quasi da pensare, conoscendo i protagonisti della vicenda, che questa identità digitale per ora ritirata (ma i grillini torneranno alla carica) sia soltanto il primo passo verso la creazione di un grande Rousseau di stato.