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Il governo è senza toscani e i renziani dicono che è una vendetta

"Dove hai più voti e più consenso, dove sei più stimato e apprezzato dai cittadini e dove sei più presente nel territorio, lì ti danno meno poltrone"

14 Settembre 2019 alle 06:06

Il governo è senza toscani e i renziani dicono che è una vendetta

Il premier Renzi ed il sindaco Nardella firmano il patto per Firenze (Foto LaPresse)

Roma. Il governo giallo-rosé, dopo anni di strapotere politico della Toscana, è senza toscani. Non ce ne sono né fra i ministri né fra i sottosegretari. E i primi a protestare sono i vertici regionali, già esclusi dalla segreteria nazionale di Nicola Zingaretti. “Eppure il Pd Toscana ha registrato il miglior risultato nazionale anche alle ultime europee ed è l’organizzazione regionale più importante d’Italia. Dunque, siamo ufficialmente in purga. Non ci volevo credere ma è così”, dice il capogruppo del Pd in Regione Leonardo Marras.

 

“Dispiace che per vendicarsi della stagione renziana il Pd abbia cancellato tutta la Toscana dai ruoli di governo. Abbiamo vinto ovunque in Toscana, siamo il primo partito: non meritavamo questo trattamento”, dice il senatore del Francesco Bonifazi. “Pessima l’assenza di esponenti del Pd della Toscana: incomprensibile per gli elettori che ci hanno premiato alle Europee e alle amministrative, incomprensibile per coloro che voteranno alle prossime Regionali in una sfida difficile”, dice il deputato Andrea Romano, ricordando che nel 2020 ci sono le elezioni e il centrodestra è competitivo. Infuriato anche il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Dove hai più voti e più consenso, dove sei più stimato e apprezzato dai cittadini e dove sei più presente nel territorio, lì ti danno meno poltrone. Sapete cosa dico: per la Toscana, per Firenze e per tutti noi è un grande motivo d’orgoglio”.

 

Quindi Nardella si ferma, prende la rincorsa, e parlando con l’agenzia Dire rilancia: “La questione è molto seria, serissima. E’ inconcepibile e assurdo che il Pd tenga fuori da questo governo la regione che ha dato in assoluto più voti e più consenso a questo partito, con il capoluogo, Firenze, dove si è toccato il record di voti alle ultime elezioni. Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi, lo si dica con chiarezza. Altrimenti si dia una spiegazione seria e politica di questa decisione”. E, aggiunge Nardella, “non solo è un peccato tenere fuori la Toscana democratica dal governo, ma credo sia anche un errore clamoroso che rischia di far vedere le peggiori conseguenze da qui ai prossimi mesi. Ho sostenuto questo progetto di governo, continuerò a farlo, ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato”. Viene da chiedersi peraltro perché Zingaretti non abbia messo neanche uno dei suoi.

 

Comunque, nelle parole di Nardella sembra di cogliere anche un riferimento seppur vago al caso Emilia Romagna, regione nei confronti della quale il governo giallo-rosé è stato parecchio generoso. E questo nonostante un rapporto con il consenso parecchio diverso rispetto al Pd toscano: Francesca Puglisi, neo sottosegretaria al Lavoro, è arrivata ultima alle Europee; Sandra Zampa, neo-sottosegretario alla Salute, non è stata eletta alle Politiche; Maria Cecilia Guerra è arrivata undicesima alle Europee e non è stata eletta; Paola De Micheli neoministro, non si era presentata; Dario Franceschini, neo ministro dei Beni culturali, ha perso a Ferrara. Sia il seggio, sia il Comune, che è peraltro finito in mano ai leghisti. Sembra invece invece risolta la questione “settentrionale”, con i veneti Andrea Martella, Achille Variati e Pierpaolo Baretta

David Allegranti

David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti. Contatto Signal: +1 718 710 4621

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