Landini contro Landini

Il paradosso del neosegretario della Cgil che dovrebbe “rinnegarsi” per fare opposizione ai gialloverdi
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18 MAR 19
Ultimo aggiornamento: 09:10 AM
Immagine di Landini contro Landini

Maurizio Landini (foto Imagoeconomica)

Conoscevo Maurizio Landini, invece Landini Maurizio co-segretario di Cgil-Cisl-Uil non so bene chi sia, ora tendo a confonderlo con Nicola Zingaretti e non credo di essere il solo…”. Così parlò (scrisse, il 9 marzo) Giorgio Cremaschi, oggi portavoce di Potere al popolo e ieri dirigente Fiom nell’epoca in cui Maurizio Landini, neosegretario della Cgil, era al vertice del sindacato metalmeccanici. Sgomento, pareva, Cremaschi, quel giorno, in particolare all’idea che l’ex compagno di lotta ai tempi di Sergio Marchionne – un Landini No Tav e non concorde con i sindacati Cisl e Uil – non soltanto si mostrasse Sì Tav, seppure con molti distinguo e saldo ancoraggio alla mannaia-alibi della tempistica (il governo non doveva rinviare la decisione, è il concetto), ma desse prova di non partecipazione – con dissociazione – allo sciopero dell’8 marzo, cosa impensabile, forse, quando non ci si faceva mancare un seguito primaverile alle mobilitazioni dell’“autunno caldo”: “Mentre Annamaria Furlan, segretaria della Cisl, ha affermato che non questo è il momento di scioperare”, scrive dunque Cremaschi, “Landini ha spiegato che gli scioperi bisogna prepararli. Non so cosa intenda e non voglio pensare male, visto che tutte le ultime uscite pubbliche della Cgil sono state non solo assieme a Cisl e Uil, ma condivise da Confindustria. Prepararlo con chi? Questo sciopero era proposto e annunciato da molto tempo dal movimento femminista mondiale di ‘Non Una Di Meno’, e la scadenza dell’8 marzo non è proprio di quelle che capitino all’improvviso. Quanto tempo ci vuole per preparare uno sciopero secondo Landini?”.

Da No Tav pare virare sul Sì Tav (criticato dai vecchi compagni), ma che dire delle vecchie idee antimercatiste?

Ieri come oggi, nei talk-show con la maglietta sotto la camicia, ma oggi non può più essere solo “quello che dice no”

Su Sergio Marchionne aveva (infine) cambiato idea. Con i Cinque stelle vorrebbe dialogare sul ritorno dell’articolo 18

Ma oggi che cosa deve fare Landini? Il politico, il sindacalista? La questione è di quelle che – a Landini – hanno sempre creato ansia: non faccio un partito, non scenderò in campo, diceva a monte della nascita di “Coalizione sociale”, in realtà facendo prove generali di immaginaria campagna elettorale a ogni apparizione sul piccolo schermo, e in quei casi era possibile misurare dalle parole e dalle espressioni il progetto sotterraneo (c’era?) dell’allora segretario Fiom, che, intervistato da Repubblica, nel 2015, diceva, con tono poco sindacale, che Matteo Renzi era “peggio” di Silvio Berlusconi, e che “il sindacato” aveva “sempre fatto politica” e aveva sempre “espresso una visione”, e non era mai stato “sindacato di mestiere”. In altre sedi si diceva ispirato dalla spagnola “Podemos”, parlando altresì di “democrazia dal basso”, ché Beppe Grillo lo aveva in fondo sempre incuriosito (nel 2012, intervistato su Sette da Vittorio Zincone, alla domanda “ma Grillo non è antipolitica?”, aveva risposto “No. E’ la richiesta di un cambiamento della politica. C’è una domanda di partecipazione che va colta. C’è anche un po’ di populismo, ma con Grillo mi piacerebbe confrontarmi…”. Poi è andata com’è andata, e Landini da un lato è rimasto quello che diceva a Marchionne “vede dottore, ci sono momenti in cui tutti sostengono che le cose stiano andando bene. E quelli sono momenti pericolosi. Perché a volte avere vicino qualcuno che dice di no, che mette in guardia, che dice con sincerità, guarda che così secondo me non funziona, può essere utile”; dall’altro, però, Landini a volte sembra uno che ha fatto giri immensi per tornare al punto di partenza, come gli amori che non finiscono di Antonello Venditti. Solo che ora il punto di partenza poggia su un terreno populista e sovranista (e fino a lì per Landini è più semplice) ma forse ancora più antimercatista di quello sognato, negli anni Fiom, dall’ex segretario Fiom. E vai a capire, adesso, nel momento in cui servirebbe un’opposizione non dogmatica, come far combaciare Maurizio Landini con Landini Maurizio.