I clown della trasparenza

Perché gli appalti senza gara sono il miglior assist per avere un paese più corrotto
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28 DEC 18
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Foto LaPresse

C’era una volta il partito della trasparenza (e dell’onestà) il cui totem si chiamava streaming: come dimenticare le dirette web, nel 2013, delle trattative tra Beppe Brillo e Pier Luigi Bersani prima, Matteo Renzi dopo, per la formazione di un governo Pd-M5s? Beh, oggi lo streaming non è possibile neppure per verificare ciò che avviene in Parlamento, luogo pubblico sempre e comunque.
Due giorni fa i grillini si sono opposti (bastava il no di un solo partito) allo streaming dell’illustrazione della manovra economica in commissione Bilancio della Camera: eppure si trattava dell’unica occasione per conoscere i dettagli di una legge votata in prima versione con saldi poi stravolti, e in queste ore approdata in aula con il turbo, cioè voto di fiducia a scatola chiusa. Da quel poco reso noto salta fuori, per esempio, che la pressione fiscale salirà nel 2019 di 7 miliardi e di 14 nel 2020. Il partito della trasparenza aveva poi un tempo sommamente a cuore la questione degli appalti. Beh, alla vigilia del Natale il consiglio dei ministri ha aumentato da 50 a 200 mila euro il valore delle opere pubbliche che i sindaci potranno affidare direttamente, senza gara e zero concorrenza. Solo le proteste del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, più che un rigurgito di legalità dei M5s, ha fatto ridiscendere il tetto a 150 mila euro, che però resta anche la soglia al di sotto della quale non potranno scattare controlli antimafia. Il capo dell’anticorruzione è preoccupato ma il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, confida sulla “nostra legislazione anticorruzione”, la migliore del mondo, che “impressiona” Angela Merkel e Christine Lagarde perché è “una disciplina di massima trasparenza che non c’è in altri paesi”.
Se scegliere in modo discrezionale a chi affidare dei contratti, senza gara né pubblicità, dove nemmeno l’Anac può vigilare, è considerato trasparenza vuol dire che il concetto è stato completamente stravolto e inghiottito in un buco nero. Per il M5s i “cittadini devono sapere” e devono vedere lo stato come una “casa di vetro”. Dal partito della trasparenza alla trasparenza dei clown il passo è breve. Anzi, è già avvenuto.