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“Il partito unico del centrodestra è già nato, va solo formalizzato”. Parla Marcello Pera

La guida spetterà alla Lega. “Speriamo solo che assorba un po’ di linfa liberale da Forza Italia” 

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allegranti@ilfoglio.it

7 Settembre 2018 alle 06:15

“Il partito unico del centrodestra è già nato, va solo formalizzato”. Parla Marcello Pera

Marcello Pera (foto LaPresse)

Roma. Dice Marcello Pera, filosofo, già presidente del Senato, che il partito unico di centrodestra c’è già nell’elettorato prima ancora che in parlamento e nelle sedi politiche. Va solo formalizzato. Resta però da capire quale sia l’effettiva identità del centrodestra oggi. “Un tempo l’identità del centrodestra era vagamente liberale. Adesso invece è assai più nazionalista. C’è solo da sperare che, assorbendo zone estese di Forza Italia, la Lega assorba anche una linfa liberale, ma al momento non è il caso....

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  • riflessivo

    08 Settembre 2018 - 16:04

    Dice Marcello Pera: “Quando nel Pd dicono che quello del M5s è un pezzo del loro elettorato, di protesta, vuol dire che questo stava dentro il Pd ma con altre intenzioni e caratteristiche, come quella di tagliare le teste. Sono cresciuti con i comizi di Grillo e hanno pensato che una volta arrivati al governo si potesse far davvero. Sono per il superamento della democrazia. Sono giacobini”. Mi sembra che il filosofo-senatore abbia centrato il punto, quelli che stanno nel M5s non sono elettori delusi del Pd, essi stavano nel Pd con le caratteristiche di chi, con una semplificazione del tutto contraria ad uno stato di diritto e democratico, cerca di trovare un colpevole e fare giustizia sommaria. Ancora molti italiani credono in un partito socialdemocratico e riformista.La meschinità e miopia politica dell’opposizione interna al Pd renziano e anche l’assurda guerra fattagli dai mass- media, grandi giornali e Tv, hanno affossato le riforme di cui l’Italia aveva e ha estremo bisogno.

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  • lorenzolodigiani

    07 Settembre 2018 - 17:05

    Il partito unico, preconizzato da Pera, che trovo azzardato chiamare di centro destra, in quanto di centro avrebbe ben poco, potrebbe assorbire solo dosi omeopatiche di liberalismo da Forza Italia. Al cav l’auspicata rivoluzione liberale non e’ mai riuscita, come lui stesso ha ammesso. Il suo partito, salvo frange trascurabili e’ gia’ su posizioni leghiste, indipendentemente da future fusioni o mantenimento dello status quo.

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  • carlo schieppati

    07 Settembre 2018 - 12:12

    Loro hanno la Grande Mela. Noi abbiamo un Grande Pera. Sono d'accordo con lui: Lega e Cinque Stelle non sono compatibili. M5S è la traduzione in politica del giacobinismo della magistratura, la vera rovina del Paese. L'avesse capito per tempo il PD, forse si sarebbe potuto ragionale di un polo liberale F.I. e PD. Ormai è andata.

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  • stearm

    07 Settembre 2018 - 10:10

    Allora chiariamoci le Idee. La destra liberale tradisce i suoi valori e la sua tradizione europeista alleandosi con quella nazionalista per 'Ragione di Stato', ovvero per limitare almeno le tendenze più estreme del suo ex-elettorato: xenofobia, anti-europeismo. Fino a qua, sono d'accordo con Pera, sta succedendo proprio questo. L'analisi di quello che sta succedendo a sinistra invece mi sembra alquanto fuorviante: la sinistra riformista si oppone radicalmente al giacobinismo penatstellato. Probabilmente ci sarà un'ennesima scissione, ma l'elettorato riformista è antropologicamente avverso al giacobinismo. Se il PD cercherà l'alleanza con il M5S, si formerà un nuovo Partito Riformista (a guida Renzi o Calenda). E qui però casca l'asino: ammesso che la destra liberale controvoglia si sottometterà a Salvini, come è possibile che l'elettorato di destra trovi naturale allearsi con i giacobini del M5S. Il vero nemico di questa destra liberale rimane la sinistra riformista. Non è assurdo?

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    • Skybolt

      07 Settembre 2018 - 12:12

      Appunto, l'elettorato riformista. Ma che ci azzecca (cit.) con il nocciolo duro del PD? Cooperative, funzionari pubblici, accademia, manager di grandi aziende private, preferibilmente finanziarie, un po' di pensionati delle suddette categorie. Questo rappresenta almeno un terzo del partito. Gli altri due terzi sono nomenclatura locale e la corrente di Renzi (rampanti in cerca di affermazione). Se vince Zingaretti e si avvia la trattativa fose se ne va il terzo renziano (se non altro perchè nei 5S di ramanti ce n'è già troppi, e MOLTO più affamati. Gli altri restano.

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      • stearm

        07 Settembre 2018 - 13:01

        Skybolt, non per essere ipercritico, ma quel nocciolo duro di cui parli in modo spregiativo dà un contributo netto al paese, anche se magari su alcune questioni la pensa diversamente. Se preferisci invece allearti con le forze improduttive del paese, i giacobini di cui parla Pera, che sognano la Rivoluzione, permetti almeno che mi venga almeno il dubbio che di giacobini ce ne siano anche tanti in quell'elettorato che Pera considera di riferimento. Io sottolineavo solo una cosa: se due forze si alleano, vuol dire che infondo i loro elettorati tanto diversi non sono. Insomma la 'jaquerie' è trasversale e quetso governo ne rappresenta bene tutte le anime. Non è nemmeno una grande novità per chi conosce la storia del Novecento. Lenin di Mussolini disse: "peccato abbiamo perso il nostro uomo migliore in Italia".

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    • NoMercy

      07 Settembre 2018 - 12:12

      L'assurdo sono gli Italiani, divisi fra opposti estremismi (da sempre: destra, sinistra, e pure cattolica, oggi altri estremismi anche meno nobili ed ideologizzati) ed un riformismo liberale che storicamente in Italia non ha mai interessato più del 20% degli elettori. Non vedo i motivi di un cambio del trend. Sempre a dover sperare nel "meno peggio".

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      • stearm

        07 Settembre 2018 - 14:02

        Non ci sono però opposti estremismi, anzi al momento gli estremisti di destra e di sinistra vanno d'amore d'accordo. Pera secondo me non conosce il suo elettorato. Entrambi gli estremisti hanno un nemico comune: il riformismo. Al massimo si dividono geograficamente in due: i giacobini del Nord e i giacobini del Centro-Sud. Finchè magari non decideranno di andare per conto loro, appunto geograficamente. Perchè se la Lega tagliasse veramente i ponti con il M5S, che per inciso al Sud ha preso percentuali Bulgare... ecco ne riparliamo se e quando accade.

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