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Contro un governo da incubo serve un’opposizione da sogno

Pd e FI non bastano. Renzi, il Cav. e il dovere di costruire insieme un patto di resistenza allo sfascismo, partendo da un nome

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

19 Maggio 2018 alle 06:16

Contro un governo da incubo serve un’opposizione da sogno

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Matteo Salvini e Luigi Di Maio un nome giusto per guidare il governo dell’annichilimento, altro che cambiamento, lo troveranno senz’altro, e non potendosi permettere nessun volto esperto e nessun volto competente – non sia mai che a Palazzo Chigi ci vada qualcuno del “sistema”, in fondo uno vale uno – a governare il paese non sarà un volto che agirà nell’interesse nazionale, ma sarà un premier-algoritmo che agirà nell’interesse dei nuovi azionisti della Tetra repubblica. Il problema vero, in attesa di seguire la simpatica trovata del voto ai gazebo della Lega, dove a qualche elettore non leghista potrebbe venire voglia di andare a votare e far saltare tutto, perché mille volte meglio riprovarci con le elezioni che rassegnarsi a un governo antieuropeista nemico della democrazia rappresentativa, non è però chi andrà a Palazzo Chigi, o almeno non è solo questo.

 

C’è, se vogliamo, un problema persino più importante che non riguarda il possibile nome terzo in grado di mediare tra Salvini e Di Maio. Ma riguarda il possibile nome terzo capace di mediare tra gli azionisti di maggioranza di due partiti destinati a puntare in modo simmetrico le proprie lame contro i nuovi sfascisti. I volti sono sempre loro: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Per ragioni diverse, in modo più o meno inconfessabile, entrambi immaginano un giorno di poter essere nuovamente in corsa per tornare a Palazzo Chigi (Berlusconi ha detto ieri di essere disponibile all’incarico anche domani mattina come presidente del Consiglio, come a voler dire con un sorriso provocatorio: beh, se cercate un terzo uomo, eccomi qui, cucù!). A entrambi naturalmente auguriamo la massima fortuna, ma quando il governo sfascio-leghista partirà sarà chiaro a tutti, anche a Renzi e a Berlusconi, che la figura di sintesi più importante da cercare nei prossimi mesi riguarda l’uomo o la donna che avrà il compito di svolgere l’unico lavoro che potrà permettere nei prossimi anni di riequilibrare il governo dei barbari: una figura di sintesi capace di rappresentare al meglio due elettorati che alla luce del primo governo sovietico d’Italia avranno sempre di più profili complementari: quello del Pd e quello di Forza Italia. Grazie all’opposizione fatta dal Pd, e da Renzi, all’ipotesi del governo con il Movimento 5 stelle, il Pd avrà la possibilità di essere qualcosa di diverso da una costola della Casaleggio Associati. Grazie all’opposizione che Berlusconi promette di fare al governo Salvini e Di Maio – “Salvini”, ha detto ieri il Cav., “non ha parlato a nome della coalizione, ha sempre parlato a nome suo e della Lega, in questo momento con Salvini c’è molta distanza” – quel che resta del Partito popolare in Europa avrà la possibilità di ritagliarsi uno spazio alternativo al modello trumpiano-lepeniano.

 

Lo spazio esiste, per costruire un modello culturale, economico, democratico fieramente europeista, fieramente anti moralista, fieramente anti sovranista, fieramente anti assistenzialista, capace di spiegare che i guai dell’Italia non sono le auto blu ma sono le inefficienze e capace di ricordare che i guai dell’Italia non sono i trattati europei ma sono i bassi livelli di produttività. Ma la politica ci insegna che nessuno spazio rimane vuoto in eterno. E per questo se non ci sarà un investimento forte da entrambe le parti non su un reggente incaricato di guidare le opposizioni, come se la fase storica fosse ordinaria e non straordinaria, ma su un politico veggente, incaricato cioè di guardare al futuro e di trovare punti di contatto tra i due poli dell’europeismo, l’alternativa al governo Di Maio-Salvini rischia di diventare simile a quella già osservata in città come Roma e come Napoli, dove di fronte a due impresentabili della politica come Virginia Raggi e Luigi De Magistris le opposizioni hanno scelto di utilizzare una formula omerica per contrastare ai due non sindaci: “Outis”, nessuno. Oggi può sembrare difficile crederlo, ma il tempo dimostrerà che il rischio dell’opposizione “outis”, in Italia, può essere evitato solo se ciò che rimane del centrodestra e ciò che rimane del centrosinistra sceglieranno di investire in modo progressivo, e deciso, su un volto e un progetto trasversali capaci di occupare con forza le praterie che si apriranno un secondo dopo la nascita del governo Barnum. Non è necessario che ce lo facciano sapere, non è necessario mostrare di essere concentrati sul progetto come Danilo Toninelli e non è necessario che ci si riunisca in un albergo con Rocco Casalino per dimostrare di aver chiara la traiettoria per una sana e robusta opposizione.

 

Ma se dovessimo scegliere un incarico urgente – fate presto! – da affidare a Renzi e Berlusconi, e a ciò che resta dei loro partiti che oggi non sono più in grado di contenere da soli l’alternativa allo sfascismo, oggi come non mai l’incarico sarebbe chiaro: costruire le fondamenta di un polo europeista e individuare uno o più leader da far crescere, e non per investirli ma per investirci su. Vale per le prossime elezioni politiche ma vale anche per le prossime amministrative. Un patto di resistenza allo sfascismo – cosa aspettano Renzi e il Cav. a chiedere a Calenda di iniziare a mettere insieme un progetto per candidarsi come sindaco di Roma? – per creare un’alternativa dell’apertura. Con una leadership a metà tra quello che può essere il pensiero di Draghi, il metodo Marchionne, l’esperienza di Colao, le idee di Renzi, la forza del Cav. Serve un veggente, non un reggente. E forse, sì, è solo un sogno ma di fronte a un governo da incubo non resta che scommettere sull’unica alternativa possibile: un’opposizione da sogno. Sarebbe bello che anche l’assemblea del Pd oggi avesse il coraggio di ripartire da qui.

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Commenti all'articolo

  • ettore.albano

    19 Maggio 2018 - 23:11

    Il pastrocchio che si sta realizzando, in Italia, con un governo gialloverde(o blu?), è stato voluto, perseguito da Mattarella, presumo, come il male minore. I Di Maio, i 5stelle e, per loro tramite, la stessa Lega, sono più malleabili, controllabili che non un governo formato da tutto il centrodestra (FI-Fdi-Lega), cioè la forza di maggioranza relativa, uscita dalle elezioni del 4 marzo. Ciò che sta avvenendo è voluto, ripeto, da Sergio Mattarella.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    19 Maggio 2018 - 23:11

    So bene, si vede anche dai commenti degli amici sul Foglio, che un Nazareno robusto e vitale, non era stato valutato col principio di realtà, ma ritenuto visceralmente, un’infamia indigeribile, da spazzar via. Sarebbe passato anche il referendum, se il Cdx, Lega compresa, lo avesse appoggiato. Invece nulla: miopi e preda di ripicche infantili e di rancori ad personam. Il Berlusconi che accetta il doppio turno e poi si trincera in capziosità formali, non me l’aspettavo. Il Renzi che trasforma il referendum costituzionale in uno su di sé, neppure. Andiamo al sodo: poiché il “sogno”, non può avere altri incubatori, non resta che tenerlo al riparo dalle orde fameliche che vorrebbero divorarlo. Compito imperativo, necessario, ma molto arduo, se i miopi non si mettono gli occhiali. Il “nondum matura est” non è, riferito all'Italia una scusa, è la verità.

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  • franco.malandra

    19 Maggio 2018 - 20:08

    Caro Claudio siamo ottimisti tra luglio e agosto la speculazione farà il suo sporco mestiere come il boia con l'impiccato e poi forse capiremo chi abbiamo scelto per il governo. Per alleanza dei moderati ok anche se i vari Bersani, Berlusconi e Monti dovrebbero riconoscere che il 4 dicembre 2016 si sbagliaron a votare NO al referendum costituzionale dopo avere votato SI in parlamento. Cordiali saluti Franco. PS. questa volta se lo spred va a 600 investo 100000€ in BTP decennali al 7% di interessi

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  • oliolà

    19 Maggio 2018 - 19:07

    Parliamoci chiaro, perché hanno vinto quei due? Lo sapiamo tutti, perché hanno accarezzato il gatto per il verso del pelo. Cosa dovrebbe fare quella fantastica opposizione, da sogno, come dice il nostro direttore, accarezzare il gatto contro pelo, magari col rastrello? Il tenero felino le caverebbe gli occhi. Ora come ora, l'unica cosa che mi sento di suggerire ai fieri oppositori, così dovranno essere, reduci delle disfatte dei PD e di FI, è la presentazione, appena possibile, di un disegno di legge: lo stipendio alla Mamma. Sì, quella di "...son tanto felice...". Non uno stipendio a chi non lavora, nelle diverse forme proposto, ma uno stipendio a chi lavora e che stipendio non ha. E' una follia? Forse, ma sogni e follie vanno spesso a braccetto. E come dovrebbe essere questa legge? Che ci pensino quelli che si sono presentati per essere legislatori e sono stati eletti. Se avessero bisogno di suggerimenti, sono a disposizione.

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